Il 5 agosto si fermerà tutta la Serbia

“Mercoledì, 5 agosto, a mezzogiorno, tutte le campane e tutte le sirene suoneranno e per un minuto l’intera Serbia si fermerà in memoria degli esiliati e degli uccisi nell’operazione “Oluja” (‘Tempesta’, attuata dall’esercito croato e dalle forze NATO contro le krajine, le enclavi serbe)  ”, ha detto il ministro del lavoro, dell’impiego e della sicurezza sociale, Aleksandar Vulin.

In occasione del 20esimo anniversario di questa azione, il presidente della Coalizione di rifugiati Miodrag Linta, ha dichiarato che durante l’operazione “Tempesta” sono stati espulsi più di 220.000 Serbi,  circa 2.000 di loro sono stati feriti, di cui 1.200 civili, mentre circa 40.000 strutture residenziali, commerciali e ausiliari sono state bruciate, saccheggiate e distrutte.

Linta ha sottolineato che dopo l’operazione “Tempesta” il governo croato ha adottato una serie di leggi che impediscono il ritorno dei serbi espulsi nelle loro case e che l’obiettivo primario del regime di Tudjman era quello di creare uno stato croato etnicamente puro. “Sul territorio della Serbia vi sono circa 300.000 serbi espulsi dalla Croazia, circa 100.000 di loro vivono in paesi terzi – negli Stati Uniti, nei paesi europei, nell’Australia, nella Nuova Zelanda, circa 50.000 vivono nella Repubblica Serba della Bosnia ed Erzegovina, mentre circa 50.000 di loro sono le persone più anziane, le quali dal 1995  e, soprattutto, dal 2000 fino ad oggi, sono tornate alle loro case”,  ha detto Linta.

In Serbia e nella Repubblica  serba di Bosnia ed Erzegovina, il 5 agosto sarà dichiarato giorno di lutto. Da Zagabria si afferma che questa operazione militare non rappresenta la celebrazione della gente uccisa, ma il giorno della sconfitta della politica di Slobodan Milosevic, dopo di che la Croazia venne riunita.

L’azione militare  “Tempesta” è iniziata il 4 agosto del 1995 con l’offensiva dell’esercito croato, della polizia e del Consiglio croato per la difesa (l’esercito dei croati bosniaci) sul territorio di Banija, Lika, Kordun e Dalmazia settentrionale, ovvero sul territorio della Repubblica autoproclamata Serba di Krajina. Il giorno dopo, l’esercito croato è entrata nella quasi deserta città di Knin e innalzando la bandiera croata.

Non ci sono dati precisi per quanto riguarda le vittime. Secondo alcune fonti, sono scomparse 1.805 persone, e dal Comitato di Helsinki croato viene affermato che durante l’operazione sono stati ucicsi un totale di 677 civili. L’azione militare “Tempesta” è stata una più brutali pulizie etniche accadute sul territorio della ex Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

(Mondo, 03.08.2015)pil

http://mondo.rs/a817511/Info/Srbija/Godisnjica-Oluje-Cela-Srbija-ce-u-sredu-stati-na-minut.html

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