Il 10% dei cittadini serbi non può saldare i debiti con le banche

Secondo una rilevazione fatta da alcuni analisti, sarebbe allarmante il numero di cittadini serbi insolventi nei confronti delle banche. Si parla di un numero che si aggira attorno alle 130.000 cittadini serbi, il dieci per cento dei clienti di istituti bancari, che, pur non potendo rimborsare i debiti contratti, non possono neanche ricorrere a tutele legali adeguate, a causa della mancanza nel Paese di una legge fallimentare specifica.

Da alcuni dati presentati dal quotidiano Večernje novosti, il debito relativo a questi cittadini si aggirerebbe attorno ai 600 milioni di euro, e sono almeno 500 le famiglie rimaste senza casa, a causa dell’impossibilità di pagare le rate del mutuo. In totale il debito dei cittadini serbi verso le banche si aggira attorno ai 5,5 miliardi di euro, la maggior parte dei quali distribuiti sui mutui per case e appartamenti.

Secondo George Jetvic, direttore dell’Istituto di Vigilanza finanziaria, però non vi sarebbero ancora le premesse per promuovere una specifica legge sui fallimenti, come già è accaduto in Croazia: “La situazione serba può apparire allarmante, ma a livello macroeconomico si tratta di dati ancora molto lontani da uno stato di allarme”.

“A sproposito viene fatto un paragone con la situazione croata – ha proseguito Jetvic – ma il loro debito è molto superiore a quello serbo. Molti pensano che una legge sul fallimento delle persone singole sarebbe d’aiuto a chi ha perso tutto. Ma ritengo che una misura simile sarebbe per il cittadino insolvente, oltre che sgradevole, una soluzione a brevissimo termine”. Le stime sul debito fatte dall’Associazione delle Banche di Serbia (UBS), parlano effettivamente di un debito pro capite in Serbia che oscilla tra 740 e 830 €.

Veroljub Dugalic, segretario generale dell’UBS ha dichiarato che “La comparazione con la Croazia non è realistica, in quanto il debito pro capite dei cittadini croati è alllarmante: tra i 4.000 e i 5.000 €”.

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