Identikit del candidato: aspettando le elezioni a Belgrado

Ecco una carrellata di partiti e coalizioni, e delle loro rispettive politiche, che prenderanno parte alle prossime elezioni amministrative a Belgrado, la cui data è stata fissata per il 4 marzo.

Non mancano le sorprese, con il partito socialista, partito minoritario nella coalizione parlamentare al governo, che ha deciso di candidarsi indipendentemente. Anche i partiti dell’opposizione hanno deciso di schierare liste indipendenti alle elezioni, sebbene tutti avessero evocato una lista comune, per migliorare le proprie possibilità di battere il Partito progressista al potere.

Ma non è finita qui: il movimento Dosta je bilo, considerato un gruppo socialmente progressista, ha sorpreso molti associandosi con il partito nazionalista di destra Dveri, nonostante le chiare differenze ideologiche.
 
Il voto, intanto, viene considerato un test critico per il Presidente serbo Aleksandar Vucic e il suo Partito progressista. I progressisti sono il principale partito a tutti i livelli di governo, quindi una sconfitta nella capitale rappresenterebbe un significativo ribaltamento, forse preannunciando ulteriori perdite nelle future elezioni parlamentari e locali.
 
Ci si aspetta una gara agguerrita, al termine della quale la lista dei partiti o delle coalizioni che si aggiundicherà la maggioranza dei seggi deciderà chi diventerà Sindaco di Belgrado. I partiti e le coalizioni hanno tempo fino al 16 febbraio per registrarsi presso la Commissione elettorale, ma ecco quello che sappiamo finora.
 
Aleksandar Vucic – Perché amiamo Belgrado
 
Il partito di Vucic è stato il primo a registrare la sua lista, assicurandosi che il nome di Vucic fosse messo nel titolo ufficiale, al fine di capitalizzare la popolarità del Presidente tra gli elettori, anche se lo stesso Vucic non parteciperà alle elezioni di Belgrado. Il primo candidato è Zoran Radojicic, Direttore dell’ospedale universitario pediatrico Tirsova e Professore presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Belgrado. Radojicic non è membro di nessun partito. Il Partito progressista non supporta l’attuale sindaco, Sinisa Mali, ma non ha nominato il suo candidato. Alcuni hanno ipotizzato che possa essere selezionato Radojicic.
 
I Progressisti non hanno ancora definito alcuna politica formale, puntando invece al proprio curriculum nello sviluppo delle infrastrutture e al loro obiettivo di rendere Belgrado una città di livello mondiale. Vucic ha sottolineato che solo quattro membri del partito compaiono tra i primi 25 candidati nella lista progressiva. Durante uno show televisivo in diretta a metà gennaio, ha dichiarato che ne fa parte il famoso nuotatore Milorad Cavic, il quale, tuttavia, il giorno seguente ha negato la notizia tramite il suo account Twitter.
 
Vojislav Seselj – Partito radicale serbo
 
Questo partito nazionalista dalla linea dura è guidato da Vojislav Seselj, assolto nel 2016 dal Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia, ICTY, dalle accuse di aver commesso atrocità durante le guerre degli anni 1990. Da allora i pubblici ministeri hanno cercato di rovesciare la sua assoluzione. Il primo candidato nominato è, appunto, Seselj, mentre il candidato sindaco Miljan Damjanovic, attuale deputato del Partito radicale serbo. Il partito non ha ancora pubblicato un manifesto per il voto della città, ma è ampiamente anti-UE e anti-NATO. Promuove relazioni più strette con la Russia. A gennaio, Damjanovic si è spinto fino alla richiesta di “piena integrazione con la Federazione Russa” durante una conferenza stampa in parlamento.
 
Coalizione Ivica Dacic, Partito socialista serbo – Dragan Markovic Palma, Serbia Unita
 
I socialisti, SPS, hanno formato una lista di coalizione con United Serbia. Primo candidato e candidato sindaco Aleksandar Antic, funzionario senior SPS e attuale Ministro dell’Energia. Partito di minoranza all’interno della coalizione di governo, suscita poche aspettative per un’opposizione efficace a livello locale. Antic ha sottolineato che i candidati SPS provengono da un ampio spettro di società e le priorità chiave includono l’assistenza sociale per i più vulnerabili, il sostegno per gli anziani, i disoccupati, i bambini e gli studenti.
 
Per liberare Belgrado
 
Il Partito Democratico, DS, ha concordato una lista di coalizioni con alcuni partiti minori: il Partito socialdemocratico, il Partito nuovo e il Partito ecologico verde. Il  primo candidato nominato è la Professoressa Vesna Rakić-Vodinelić mentre il candidato sindaco Dragan Sutanovac, capo dei DS ed ex ministro della Difesa.
 
Sutanovac, secondo un articolo pubblicato dal quotidiano Blic il 14 gennaio, riorganizzerà la polizia “perché non dovrebbe essere una formazione paramilitare che intimidisce e molesta i cittadini” e ha anche affermato che il suo partito ha formato un team di esperti anti-corruzione per indagare su come funziona l’assemblea cittadina e prevede di riorganizzarsi per trovare nuovi investimenti per i servizi pubblici di Belgrado.
 
Aleksandar Sapic Sindaco
 
L’ex stella della pallanuoto e attuale capo del comune di Nuova Belgrado ha deciso di gestire la propria lista, che si dice includa solo amici intimi e famiglia. Il primo candidato e candidato sindaco è lo stesso Sapic, il quale ha dichiarato all’emittente televisiva N1 il 10 gennaio di essere disponibile a collaborare con tutte le parti in seguito al voto, se venisse eletto. Difendendo la sua decisione di registrare un elenco di amici e famiglie, ha spiegato di volersi assicurarsi che nessuno sia stato disertato dai progressisti dopo le elezioni.
 
La scelta di Belgrado, la vittoria del popolo
 
L’ex leader del Partito Democratico ed ex sindaco di Belgrado, guida una coalizione del Movimento di Cittadini Liberi, guidato da Sasa Jankovic, l’ex mediatore giunto secondo alle elezioni presidenziali del 2017, e del Partito popolare, guidato dall’ex diplomatico Vuk Jeremic. Il gruppo ha già ottenuto il sostegno di veterani di guerra, sindacati e molti personaggi pubblici ed è al secondo posto nel sondaggio, dietro ai Progressisti. Nel corso di un evento tenutosi domenica, Djilas ha dichiarato che la priorità della sua coalizione sarà quella di “prendersi cura delle persone”. Ciò include preoccupazione per le madri, donne incinte, giovani coppie sposate, pensionati, ecc.
 
Cosa stai facendo?
 
Marko Bastac, attualmente a capo del comune di Stari Grad, ha presentato una lista di candidati indipendenti che, tra l’altro, include attivisti LGBT, modelli, ex ambasciatori, economisti e personalità dello sport. Il primo candidato della lista è la new entry Djordje Lajsic, mentre ancora rimane sconsciuto il nome del candidato sindaco, così come sconosciuto il programma politico.
 
L’emittente pubblica della Serbia, RTS, si è lamentata del titolo della lista perchè identico a quello di uno dei suoi programmi televisivi più popolari. La Commissione elettorale ha respinto la denuncia.
 
Per quelli che vanno, e per i vecchi che non tornano
 
Sasa Radulovic, capo del Movimento Dosta je bilo, ha difeso la coalizione a sorpresa con il partito Dveri filo-russo di destra, sottolineando che le elezioni cittadine riguardano gli affari municipali, non le questioni di politica estera. Ha sottolineato che affrontare la corruzione a livello locale è una priorità chiave. Il primo candidato in lista è Vojin Biljic, mentre non si conosce ancora il nome del candidato sindaco.
 
Nell’intervista congiunta per il quotidiano Espresso, i leader dei due partiti, Sasa Radulovic e Bosko Obradovic, hanno ammesso le loro differenze: “Sì, ci sono grandi differenze ideologiche. Tuttavia, siamo onesti, persone oneste che hanno trovato elementi che le accomunano”. Obradovic ha affermato che la priorità è quella di migliorare la vita dei “familiari” con azioni come la costruzione di parchi giochi per bambini. Il decentramento di Belgrado è importante anche per Radulovic che ha affermato che i nuovi piani di città dovrebbero essere nell’interesse dei cittadini, non “privilegiati”.
 
Partito Democratico di Serbia
 
Il Partito democratico della Serbia, partito di destra, secondo il suo capo, Milos Jovanovic, presenterà una visione chiara e un programma di sviluppo della capitale. Il partito è noto per la sua posizione filo-russa. Promuove la politica anti-UE e anti-NATO. Jovanovic ha dichiarato ai media che ci sono molte persone professionali, istruite e oneste nella sua lista. Primo candidato in lista, e candidato sindaco, Milos Jovanovic, secondo cui il suo partito renderà gli “argomenti della città” una priorità in vista delle elezioni.
 
Partito verde di Serbia
 
Poco conosciuto al pubblico, il partito ha invitato le persone a sostenerlo tramite la sua pagina Facebook, così “la voce delle persone oneste che vogliono e possono fare qualcosa di meglio domani per i nostri figli” potrà essere ascoltata. Nebojsa Zugic è il primo candidato della lista. Il partito difende la “politica verde” ed è contrario all’inquinamento atmosferico, agli OGM e alle discariche illegali. Tuttavia, non ci sono ancora dichiarazioni pubbliche o programmi pubblicati per Belgrado.
 
Belgrado ha forza
 
Il partito di estrema destra ZAVETNIC, noto per le forti opinioni filo-russe e nazionaliste, si oppone all’adesione all’UE e alla cooperazione con la NATO. I suoi attivisti sono stati coinvolti più volte in incidenti in eventi che promuovono la parità di diritti per le persone LGBT e le minoranze. Primo candidato, Milica Djurdjevic. Sul suo sito ufficiale, il partito promette di risolvere i problemi comuni e di “ripristinare il sistema di valori nel rispetto della storia, della tradizione e della cultura di Belgrado”.
 
ALTRE LISTE
 
Molti altri partiti e candidati hanno dichiarato di voler correre alle elezioni
 
Misa Vacic ha annunciato che il suo nuovo movimento dell’ala destra serba registrerà una lista.
 
Luka Maksimovic, attivista politico noto per la sua satira politica incarnata nell’alter-ego Ljubisa Preletacevic Beli (una parodia di politici che usa per deridere il sistema in Serbia) dovrebbe anche presentarsi come “Beli”.
 
Un sondaggio Ninamedia, pubblicato il 19 gennaio suggerisce che il Partito Progressista ha il supporto della maggioranza degli elettori, intorno al 37%, con Djilas al secondo posto, con il 14%, e Sapic terzo con circa il 9%.
 
(Balkan Insight, Maja Zivanovic, 30.01.2018)

This post is also available in: English

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top