Il PISA non è un classico test scolastico. Non misura quante definizioni abbiano memorizzato i quindicenni, bensì quanto bene sappiano applicare ciò che hanno imparato: comprendere un testo, interpretare dati, risolvere un problema o spiegare un fenomeno della vita quotidiana.
Al ciclo di quest’anno hanno partecipato oltre 760.000 studenti provenienti da 90 paesi ed economie. La Serbia ha testato più di 7.000 studenti. Nello studio del 2025 hanno preso parte circa 760.000 studenti di 90 paesi ed economie, tra cui 7.041 studenti provenienti da 178 scuole della Serbia (esclusi il Kosovo e la Metohija).
Il quadro globale di quest’anno non è incoraggiante. La media dei paesi OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) è al minimo storico in matematica e lettura, mentre anche i punteggi in scienze sono diminuiti. Tuttavia, il calo non è uniforme; alcuni paesi sono persino riusciti a migliorare i propri risultati. Tra i migliori figurano gli studenti di quattro giurisdizioni cinesi e di Singapore.
La Serbia registra un calo in tutti e tre i domini
E la Serbia? I punteggi sono inferiori in tutti e tre i domini rispetto al 2022. In scienze, il punteggio è sceso da 447 a 429 punti; nella lettura, da 440 a 415; e in matematica, da 440 a 417.
Non si tratta semplicemente della continuazione del calo post-pandemico. I risultati della Serbia del 2025 sono inferiori anche a quelli del 2018 e del 2012. Rispetto al 2022, il calo nel Paese è stato nettamente superiore alla media OCSE, in particolare nella lettura.
Forse ancora più importante del punteggio medio è la struttura dei risultati. Quasi un quindicenne su due in Serbia non ha raggiunto il livello base di alfabetizzazione nella lettura, mentre per quanto riguarda la matematica la cifra supera la metà.
La posizione della Serbia nella regione
Nemmeno il confronto regionale si rivela particolarmente favorevole. In scienze – l’area centrale di questo ciclo – la Serbia, con 429 punti, si trova dietro al Montenegro, che ne ha totalizzati 435, mentre Croazia e Slovenia si collocano nettamente al di sopra, rispettivamente con 476 e 484 punti. La Macedonia del Nord ha ottenuto 422 punti. È interessante notare che quest’anno il Montenegro ha registrato progressi in tutti e tre i domini.
L’OCSE non fornisce una risposta definitiva sul perché i risultati della Serbia siano calati. Si fa presente che i test si sono svolti in un contesto particolare di scioperi di studenti e insegnanti, ma si evidenzia anche un problema più ampio di calo del coinvolgimento e della qualità dell’apprendimento riscontrato in molti paesi.
Il rapporto mette inoltre in guardia su una nuova dimensione del problema: il modo in cui gli studenti utilizzano gli strumenti digitali e l’intelligenza artificiale, che talvolta sostituisce il pensiero critico. Al contempo, tra gli studenti in Serbia si registra una minore motivazione nell’imparare cose nuove a scuola rispetto alla media OCSE.
In sostanza, il problema più grave è l’aumento del numero di studenti che non raggiungono nemmeno un livello base di conoscenze, specialmente in matematica e nella lettura.
(Newsmax Balkans, 10.09.2026)
