I social network sono in modo convincente i primi a informare i cittadini

Secondo l’ultima ricerca sui media e sull’alfabetizzazione digitale in Serbia, i cittadini mostrano la più grande fiducia nei portali Internet e nei siti web, il 24%. Tre quarti degli intervistati si informano attraverso i social network e nella fascia di popolazione fino all’età di 24 anni si arriva all’88%.

I cittadini serbi trascorrono 104 minuti al giorno sui social network, non solo però per informarsi, 81 minuti ascoltano le stazioni radio, 77 minuti guardano programmi TV, mentre alla carta stampata dedicano solo 23 minuti del loro tempo.

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Tra i media tradizionali, la televisione ha la maggiore fiducia (19% degli intervistati), seguita dalla stampa (3%) e poi dalle radio (2%). La ricerca è stata condotta dal “Cesid”, su un campione di 1.171 cittadini di età compresa tra i 12 e i 60 anni, nell’ambito del programma “Inicijativa za novu digitalnu i medijsku pismenost” (Iniziativa per una nuova digitalizzazione e alfabetizzazione mediatica) realizzato dalla “Propulsion”, in collaborazione con l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID).

Quando si parla di fiducia nei media, i media tradizionali stanno perdendo vantaggio, perché i cittadini mostrano grande fiducia nei portali Internet e nei siti web (24%). Sono letti per più di un’ora al giorno, e lo sport è l’area che occupa di più i cittadini. Per i social spicca Facebook, utilizzato quotidianamente da ben il 60% dei cittadini, seguito da Youtube, Instagram e Viber.

È stato inoltre stabilito che il grado medio di alfabetizzazione mediatica dei cittadini serbi, su una scala fino a 10, è 6,8, mentre il grado di alfabetizzazione digitale è leggermente superiore e ammonta a 7,3.

“Per la prima volta abbiamo sviluppato un indice di alfabetizzazione mediatica e digitale, dal punto di vista dei cittadini stessi, lasciandoli liberi di autovalutarsi. Cercheremo di far presente i risultati a tutti gli attori del settore dei media, nonché di pianificare le loro attività in base alle aspettative e al comportamento della comunità in cui vivono”, ha affermato Bojan Klačar, CEO di “Cesid”.

La ricerca mostra che la metà dei cittadini non presta mai attenzione alle fonti dei contenuti mediatici, ovvero agli autori delle notizie, il che incide sicuramente sull’indice di alfabetizzazione mediatica e digitale in Serbia. Da tutto quanto sopra, si può concludere che i cittadini serbi sono esposti a un’abbondanza di media e contenuti digitali la cui qualità è discutibile e la capacità dei cittadini di orientarsi in questo complesso labirinto di informazioni è limitata.

Quando si parla della qualità dei contenuti mediatici trasmessi su televisione, radio, portali Internet, social network e sulla stampa, si nota che i rappresentanti dei media sono inclini a critiche e atteggiamenti negativi: più della metà degli intervistati ritiene che i contenuti trasmessi in televisione e sulla stampa siano di bassa qualità o pessimi.

I rappresentanti dei media hanno l’impressione generale che i cittadini abbiano più fiducia nei media di quanto non ne abbiano, soprattutto quando si tratta di media tradizionali. Nel processo di creazione del contenuto, i media si preoccupano principalmente che sia controllato e accurato (più della metà degli intervistati) e il secondo criterio è la necessità che il contenuto soddisfi gli standard professionali.

Facebook è percepito come rete che la maggior parte degli intervistati sceglie come la più efficace per la promozione dei contenuti, è scelta da circa il 2/3 degli intervistati dai media, mentre il numero di coloro che scelgono Twitter o Youtube è praticamente irrisorio. Quando si parla di futuro, c’è una significativa disponibilità di due terzi degli intervistati a sostenere iniziative legate all’alfabetizzazione mediatica.

https://www.danas.rs/drustvo/drustvene-mreze-ubedljivo-prve-za-informisanje-gradjana/

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