I proprietari di hotel e ristoranti in Serbia temono una nuova chiusura

Le prenotazioni nei centri termali e nei centri montani della Serbia non dureranno a lungo se tutti non aderiscono alle misure minime di igiene, secondo l’associazione “Hores”. Albergatori e proprietari di ristoranti in Serbia sono nuovamente preoccupati. Non appena i turisti si sono fatti rivedere, sono arrivati ​​nuovi avvertimenti e misure più severe a causa del ritorno del virus in Serbia. Questa volta, tutto dipenderà dalla direzione e dai dipendenti del settore, che non hanno capito che il virus non scomparirà da un giorno all’altro.

L’Associazione “Hores” in questi giorni fa nuovamente appello ai propri membri affinché prendano tutte le misure e garantiscano il soggiorno sicuro degli ospiti in modo da non perderli, ora e in futuro.

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“Facciamo appello anche ai turisti affinché chiedano alla direzione di adottare le misure previste, poiché tutti dobbiamo capire che la responsabilità è ora esclusivamente a nostro carico. Non dobbiamo permetterci di trovarci nella situazione in cui tutto ciò che abbiamo fatto finora fallisca a causa del mancato rispetto delle misure” afferma Georgi Genov, direttore dell’Associazione.

Lo stesso aggiunge che, in collaborazione con l’organizzazione turistica della Serbia, è stato lanciato il progetto “Cisto i bezbedno” (Pulito e sicuro).

Dal oggi inizierà il conferimento di tale certificato, che individuerà le strutture che aderiscono alle misure minime di igiene e sicurezza sanitaria prescritte dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalle istituzioni serbe.

“Questo certificato dirà agli ospiti se la struttura in cui desiderano soggiornare rappresenta una “zona sicura”. Tuttavia, non tutti i protocolli sviluppati da questa Associazione sono rispettati. E anche ora abbiamo strutture in cui non ci sono nemmeno disinfettanti, cosa che può rovinare gli affari di tutti”, sottolinea Genov.

Secondo gli ultimi dati di questa Associazione, l’88,5% degli alloggi alle terme è stato riempito a Prolom, Lukovska, Sokobanja e Banja Vrujci; il 67,3% a Vrnjacka Banja e il 47% a Zlatibor per il fine settimana.

Le prenotazioni negli hotel a Belgrado hanno raggiunto il 12,04% della capacità totale, e in Serbia, fuori dalla capitale, del 22,3%; in Serbia, su 386 hotel ne sono stati aperti 122, mentre a Belgrado su 115 la porta è aperta in 46.

http://www.politika.rs/scc/clanak/457105/Vlasnici-hotela-i-restorana-strepe-od-novog-zatvaranja

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