I piani della governatrice Tabakovic, Banca Nazionale di Serbia. “No ulteriori prestiti da FMI, ridurre inflazione e abbassare tassi interesse su prestiti”

“Le riserve di valuta estera depositate presso la Banca Nazionale di Serbia (NBS) sono sufficientemente alte e il Paese non intende chiedere ulteriori prestiti, oltre a quelli stabiliti, al Fondo Monetario Internazionale(FMI). Il nostro obbiettivo semmai stabilire degli accordi precauzionali con il FMI per il futuro”. Lo ha dichiarato ieri la Governatrice della Banca Nazionale di Serbia, Jorgovanka Tabakovic.

“Ciò implica che non verranno concessi ulteriori fondi e che verrà stabilito soltanto un controllo delle misure già concordate con il FMI”, ha detto la Governatrice, durante una conferenza sull’impatto delle istituzioni finanziarie internazionali in materia di politica monetaria della Serbia, svoltosi presso la sede dell’Accademia Militare di Belgrado.

Al momento, le riserve in valuta estera ammontano a oltre 10 miliardi di euro, e la quota di proprietà dello stato che rappresenta oltre il 70% del totale (oltre 7 MLD €). Il sistema di gestione delle riserve in valuta estera sarebbe, secondo la Tabakovic, molto più favorevole rispetto al passato, quando i fondi erano di proprietà delle banche commerciali.

Tabakovic ha inoltre aggiunto che tra i prossimi obbiettivi ci sarà quello di mantenere il tasso di inflazione entro la soglia del 4%, con una tendenza alla diminuzione di un punto, se, come ci si aspetta, la produzione agricola di quest’anno dovesse risultare buona e la situazione politica complessiva stabile. “Un tasso di inflazione basso infatti è un pre -requisito per ottenere ulteriori prestiti bancari in valuta nazionale”.

Alla domanda sull’abbassamento dei tassi di interesse sui prestiti, la Tabakovic ha detto che, in un’economia di mercato, la Banca Nazionale di Serbia non ha il diritto di frenare i tassi di interesse e che comunque “sarebbe una mossa maldestra agire in tal senso, quando il 75 per cento delle banche nel Paese sono di proprietà straniera”.

“Per questo motivo abbiamo voluto rendere pubblici i costi totali di interesse legati al prestito, di tutte le banche, per consentire ai cittadini di fare un confronto tra le diverse banche”, ha detto. “Purtroppo però, le banche hanno introdotto tasse di elaborazione del prestito una tantum, non appena i tassi di interesse sugli scoperti di conto sono stati tagliati, rendendo i prestiti più alti senza giustificato motivo”, ha detto. “Attualmente siamo alla ricerca di modi per aggirare questo sistema senza causare disagi”, ha detto la Governatrice.

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