I piani del governo: revisione di bilancio e PA, accordo con FMI e legge su privatizzazioni

I ministri Krstic, Udovicki e Vujovic sono intervenuti al Summit economico che si tiene a Belgrado, annunciando alcune mosse che il governo conta di mettere in atto nei prossimi mesi.

Krstic: “PIL in calo; a settembre revisione del bilancio e entro fine anno nuovo accordo con FMI”

Il ministro delle finanze, come già anticipato alcuni giorni fa, ha detto che prima di rivedere lo stato delle casse pubbliche bisogna attendere la valutazione definitiva dei danni causati dalle alluvioni: il problema maggiore, dal punto di vista finanziario, è costituito dal fatto che in questo momento la Serbia è costretta a importare energia elettrica, invece che a esportarla. Le perdite dovute alle inondazioni dovrebbero essere stimate entro fine luglio, per cui la revisione di bilancio dovrebbe essere pronta entro metà settembre.

Dal punto di vista economico, Krstic ritiene che il PIL serbo non crescerà oppure subirà una flessione per un valore fino al -0,5%. Entro la fine dell’anno, sarà dunque necessario raggiungere un nuovo accordo con il Fondo monetario internazionale (con il quale continueranno i negoziati) e proseguire sulla strada del consolidamento fiscale. Il governo – ha affermato il giovane ministro – non cesserà di perseguire i propri obiettivi basilari, e cioè la stabilità del settore macrofinanziario, la riforma de settore pubblico e il miglioramento del contesto d’affari. Per i prossimi dieci giorni Krstic ha annunciato l’arrivo in parlamento delle modifiche alle leggi sul sistema pensionistico e sul lavoro.

Udovicki: “razionalizzazione del settore pubblico nel 2015. Economia serba unica nemica di se stessa”

La ministra della PA ha annunciato una diminuzione del numero di impiegati del settore pubblico durante i prossimi dodici mesi: la Udovicki non ha voluto precisare il surplus dei dipendenti, ma ha comunque detto che, di sicuro, nell’amministrazione pubblica lavorano circa 28.000 persone, mentre nel settore pubblico gli impiegati sono 760.000. “E’ troppo; il numero dei dipendenti va diminuito”, ha concluso la Udovicki. Annunciando pacchetti di leggi minori che seguiranno la modifica della normativa sul lavoro, la ministra ha fatto sapere che in autunno verrà rivisto anche il sistema di assunzione e di concessione dei premi per i dipendenti pubblici.

Secondo la Udovicki, l’economia serba “è l’unica nemica di se stessa” e si trova a un “punto di svolta cruciale”. Oltre alla mancanza di investimenti, ci sono problemi legati alla pianificazione politica, ai regolamenti e all’amministrazione. Tali questioni vanno risolte e – stando alle parole della ministra – il problema più grande è forse quello legato alla mancanza di un sufficiente coordinamento tra gli organi statali, “non per mancanza di volontà politica, ma per assenza di meccanismi”.

Vujovic: “Legge sulle privatizzazioni per togliere le aziende dal limbo”

Il ministro dell’economia ritiene che la proposta per la nuova legge sule privatizzazioni giunga in parlamento in luglio: tale norma permetterà, in un modo efficace e giusto, di concludere la privatizzazione di 600 aziende che si trovano in una sorta di limbo. Vujovic ha sottolineato che la nuova legge non tenterà di imporre un metodo di privatizzazione, come avvenuto con la vecchia legge; tale metodo verrà successivamente determinato da quello che è il modello migliore. Vujovic ha aggiunto che, assieme alla normativa sulle privatizzazioni, sarà discussa anche il disegno di legge sui fallimenti, la quale aumenterà la trasparenza e preverrà le frodi. Oltre a risolvere i problemi pratici e ad accrescere i diritti dei creditori.

Un’altra normativa che sarà modificata è quella sugli incentivi. Tra le novità annunciate da Vujovic c’è il fatto che la concessione di tali incentivi dovrà passare attraverso la decisione di cinque ministri.

Ambasciatori stranieri: “Fondamentale l’apporto delle aziende serbe”

All’incontro hanno partecipato anche gli ambasciatori dell’Italia, degli Stati Uniti, della Germania e della Grecia, i quali hanno sottolineato che gli investimenti provenienti dall’estero sono sì importanti, ma che anche le imprese nazionali dovrebbero partecipare al rilancio del paese. Prendendo la parola, l’ambasciatore Giuseppe Manzo ha ricordato il fatto che l’Italia è il primo partner commerciale della Serbia, con 3,5 miliardi di euro di import ed export, mentre le compagnie tricolori danno lavoro a 20.000 persone. L’Ambasciatore italiano ha evidenziato inoltre che le piccole e medie imprese dovrebbero rappresentare una piattaforma più importante dell’economia serba, da tener presente nella discussione delle nuove leggi. L’Ambasciatore Manzo ha aggiunto che lo Stato serbo dovrebbe trovare dei meccanismi per incentivare gli investitori nazionali, nonchè per investire nell’agricoltura, ricordando l’arrivo della società italiana Ferrero in Serbia, la quale intende investire nella coltivazione di nocciole.
L’Ambasciatore degli Stati Uniti a Belgrado, Michael Kirby, ha detto che in Serbia bisogna creare condizioni che favoriscano gli investitori, sia esteri che locali. Kirby ha sottolinato inoltre che la Serbia non può essere parte dell’Unione Europea senza prima aderire all’Organizzazione Mondiale del Commercio. Secondo quanto ha dichiarato, uno dei problemi che sta affrontando la Serbia è la fuga dei cervelli, evidenziando però che ci sono sempre più esempi dei giovani che prima se ne vanno dal Paese per poi tornare in Serbia ad aiutare lo Stato con le competenze acquisite all’estero. L’Ambasciatore statunitese ha detto anche che le grandi società in Serbia spesso funzionano a favore dei partiti politici, fatto che deve cambiare.
Anche l’Ambasciatore tedesco Heinz Wilhelm ha detto che lo Stato serbo dovrebbe incentivare gli investitori nazionali perchè, secondo quanto ha spiegato, lo scopo della riforma economica è proprio lo sviluppo dell’economia locale. Wilhelm ha detto che è necessario risolvere il problema della restituzione e della proprietà visto che questo rappresenta uno degli ostacoli per gli investimenti esteri.
L’Ambasciatore di Grecia Konstantinos Ekonomides ha detto che gli investimenti diretti sono importantissimi per la crescita economica e per il miglioramento dello standard dei cittadini serbi, soprattutto nel settore delle infrastrutture, nell’energia e nelle telecomunicazioni. Ekonomides ha detto che la Grecia continuerà a sostenere la Serbia sulla sua strada europea e ad investrire nel mercato serbo.

(RTS, 24.06.2014)

 

 

 

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