I Paesi balcanici sfiduciati a causa della strategia a lungo termine di Bruxelles

Secondo un documento interno dell’UE, l’Unione europea deve rendersi conto che i Paesi balcanici che aspirano all’adesione stanno perdendo fiducia nella strategia di adesione a lungo termine di Bruxelles, preoccupati ultimamente anche dall’incapacità della stessa di fornire tempestivamente dei vaccini contro il coronavirus.

Europa e Stati Uniti credono che Albania, Bosnia, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia un giorno diventeranno membri del club dei 27, dopo le guerre del 1990 che hanno portato alla disintegrazione della Jugoslavia.

La Cina e la Russia, che sono rimaste indietro rispetto all’Unione europea nel commercio e negli investimenti nei Balcani, stanno acquisendo piano piano un’influenza crescente nella regione. Ciò si riflette principalmente nei vaccini che questi due Paesi hanno offerto durante la pandemia, superando in astuzia il blocco europeo.

“Dobbiamo riconoscere che, nonostante il suo fermo impegno per l’integrazione nell’UE, la regione balcanica è profondamente delusa dal processo di allargamento”, ha detto il documento di un funzionario dell’UE inviato il 5 maggio ai Ministeri degli esteri dell’UE.

Il documento, che è stato preparato per la riunione dei Ministri degli esteri europei in cui si è discusso di Balcani ma in cui non sono state prese decisioni ufficiali, sottolinea che la percezione dei ritardi nella consegna dei vaccini ha contribuito a tale sensazione.

La Macedonia del Nord e l’Albania avrebbero dovuto avviare i colloqui per l’adesione alla fine dell’anno scorso. La Bulgaria, tuttavia, non vuole permettere alla Macedonia del Nord di avanzare, citando una disputa linguistica e culturale. Nel 2019 la Francia ha posto il veto all’inizio dei colloqui di adesione con la Macedonia del Nord e l’Albania, esprimendo dubbi sugli sforzi dei due Paesi nel campo della democrazia e della lotta alla corruzione.

Anche i negoziati sull’adesione del Montenegro e della Serbia, due Paesi che si ritiene abbiano compiuto i maggiori progressi nel processo di adesione, hanno subito un rallentamento e, d’altro canto, la Bosnia-Erzegovina e il Kosovo devono ancora ricevere formalmente lo status di candidati.

“C’è una percezione diffusa nei Balcani occidentali che le possibilità di entrare a far parte dell’UE stiano diminuendo e che le aspirazioni europee si stiano perdendo in una serie complessa di condizioni e procedure”, afferma il rapporto.

https://www.danas.rs/svet/balkanske-zemlje-gube-veru-u-dugotrajnu-strategiju-brisela/

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