“I magnifici 7” documentari: è possibile la vita senza l’arte?

I magnifici 7 (7 velicanstvenih) ritornano dal 30 gennaio al 5 febbraio al Sava Centar di Belgrado e quest’anno ci interrogano con la domanda “possiamo vivere senza l’arte?”.

Il festival del documentario, giunto all’undicesima edizione, propone tematiche che vanno dalla vita quotidiana alle grandi questioni della democrazia e della tutela ambientale globale attraverso sette storie che arrivano da tre continenti.

Il pubblico avrà l’opportunità di assistere alla proiezione dei 7 migliori documentari europei che hanno segnato i festival dell’anno scorso. La manifestazione si propone anche di offrire al pubblico un’occasione unica per comprendere meglio sia le opere presentate che il genere del documentario come espressione artistica, grazie all’opportunità di poter, al termine di ciascuna proiezione, discutere di temi etici ed estetici con gli autori dei film. Durante il festival verranno organizzati laboratori gratuiti per giovani registi e studenti di cinematografia serbi e provenienti dai Balcani, con lo scopo di promuovere e supportare la produzione del film documentario in Serbia. E quest’anno, come nell’edizione precedente, ai partecipanti dei laboratori verrà offerta l’opportunità di presentare una breve descrizione dei propri progetti.

Zoran Popovic: “Nel documentario lo spettatore ritrova la vita”

Il festival è stato ideato nel 2005 da Svetlana e Zoran Popovic (la cui intervista proposta lo scorso anno dal Serbian Monitor potete leggere qui), coppia di registi e produttori cinematografici, con l’intento di dare ai giovani registi di Belgrado la possibilità di riprendere il filo con la grande tradizione documentaristica del cinema serbo e con l’intenzione di rendere al genere del film documentario l’attenzione che questa forma di espressione artistica merita. I film vengono scelti in base alla qualità e non per i premi ottenuti, e la decsione coraggiosa di presentarne solo una scelta limitata deriva dal desiderio di poter dare a ciascuna delle pellicole lo spazio e l’attenzione necessari.

Abbiamo telefonato a Zoran Popovic, il quale è stato felice di parlarci della selezione di quest’anno; il regista ha sottolineato che l’essenza del festival sta proprio nella peculiarità delle opere presentate, le quali formano però un’unità coerente: “Il festival è giunto all’undicesima edizione. Anche quest’anno presentiamo al pubblico le migliori produzioni europee nel campo del documentario; film che hanno ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo. Sono pellicole molto differenti tra loro – per paese di provenienza, stile e procedure – ma sono accomunate dai temi, che sono la condizione umana e i valori che stanno sparendo nel mondo attuale: questi film parlano di rispetto verso l’arte, verso la natura, nei confronti dell’uomo, ecc. Temi universali, dunque. In tutte le opere possiamo ammirare la magica capacità del documentario, che consente allo spettatore di ritrovare in esso la vita”.

Dunque, se alla domanda se possiamo vivere senz’arte abbiamo risposto di no; come gli organizzatori del festival, possiamo condividere l’opinione di Steen Muller sull’importanza e il valore di assistere alla proiezione di film d’autore, che “ci offrono l’occasione di riflettere su qualcosa, di vivere, di provare felicità, talvolta tristezza o rabbia, o forse anche ci incoraggiano a batterci per un cambiamento, a provare amore”.

Zoran Popovic ci ha riassunto l’essenza di ogni film in un paio di frasi, che potete leggere accanto ai titoli delle pellicole.

Il programma

Nuovo museo Rijks (“una storia particolarmente vicina a Belgrado, dove il Museo nazionale è chiuso da oltre 10 anni”)

01_Novi_Rejks_muzej_3Il selezionatore del festival, il danese Tue Steen Muller, ha scelto di aprire il festival di quest’anno con l’opera olandese  Nuovo museo Rijks  della regista Oeke Hoogendijk. Il museo Rijks di Amsterdam venne chiuso nel 2003 per essere rinnovato e, nonostante il piano fosse di riaprirlo nel 2008, i lavori di restauro si sono protratti per 10 anni. La regista ha avuto la possibilità di filmare questo processo che risulta essere a tratti tragicomico. Il film ha ottenuto il premio come miglior film documentario olandese del 2014 al festival internazionale  di Amsterdam (IDFA).

Virunga (“una storia che racconta lo scontro tra profitto e natura”)

la_ca_1017_virungaIl 31 gennaio viene proposto il film inglese Virunga di Orlando von Einsiedel, che presenta una combinazione potente di giornalismo investigativo e documentario naturistico. Il film tratta della lotta per la salvaguardia del parco nazionale di Virunga in Congo, nel quale vivono alcuni degli utlimi esemplari di gorilla di montagna.  Questo documentario, in cui viene investigato il ruolo della compagnia petrolifera inglese Socco nella distruzione del parco, presenta una delle battaglie più significative per la preservazione della natura di questi anni.

Messi (“scopriamo la vita di un campione in un film ispirato a Quarto potere di Orson Welles”)

03_Mesi_3Il 1 febbraio è in programma il film Messi del regista argentino Alex de le Iglesia che, partendo dal calciatore Lionel Messi, è passato a fare un documentario dullo sport e sui misteri che si celano dietro. L’ intento del regista è quello di scoprire quali sono i fattori che hanno fatto di Messi il miglior cacliatore del nostro tempo.

Democratici (“una camera nascosta ci svela processi democratici da luoghi inaspettati”)

04_Demokrate_2Il 2 febbraio ci si sposta in Zimbawe con il film danese Democratici della regista Camilla Nielsson. Il film racconta la battaglia di un’elite politica impegnata nella definizione dei principi fondanti sui quali si deve costruire il futuro del loro paese. Due politici di opposte vedute sono stati incaricati di scrivere la nuova costituzione e la regista ha potuto documentare il sottile gioco politico che intercorre tra le due parti. E  la storia politica viene trasformata in un interessante studio antropologico ed emotivo.

Improvvisamente mi si sono bloccati i pensieri (“un film poetico sulle emozioni delle persone con problemi mentali”)

05_Iznenada_moje_su_misli_stale_2Il festival porta il pubblico in Portogallo il 3 febbraio con il film Improvvisamente mi si sono bloccati i pensieri di Jorge Pelicano, che si svolge in un istituto per malati di mente a Lisbona e dove il regista ha seguito le attività quotidiane dei ricoverati durante la preparazione di uno spettacolo teatrale. La fotografia magnifica mette il pubblico di fronte a una realtà di sentimenti e passioni che sono incantevoli e inquietanti allo stesso tempo.

Gli amanti del giardino (“l’insolito film di una grande regista sull’amore che attraversa il mondo”)

06_Severno_od_raja_3Il 4 febbraio è il film della regista finlandese Virpi Suutari Gli amanti del giardino, che conduce gli spettatori  attraverso il mondo di una coppia impegnata nella cura del proprio giardino. Con uno sguardo umoristico la regista rende il giardino un simbolo delle difficoltà quotidiane.

Le regole del gioco (“un tema universale: le crudeli e assurde norme che regolano la ricerca di un lavoro”)

07_Pravila_igre_1Il 5 febbraio termina il festival la proiezione del film Le regole del gioco dei francesi Claudine Bories e Patrice Chagnard. La storia raccontata è quella di piccoli gruppi di giovani che non hanno il permesso di lavoro e che si affidano a un’agenzia di consulenze per il lavoro del nord della Francia. Gli autori seguono, in una sequenza di episodi, le frustrazioni, gli insuccessi e i successi di questi giovani durante i mesi trascorsi nel processo di assunzione. E attraverso questa preparazione all’assunzione il film scopre l’assurdità del processo nel quale si può raggiungere il successo solo se si diventa capaci di proporre una versione commerciale di se stessi, di mettersi in una posizione innaturale e, soprattutto, di giocare secondo le regole.

 

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