I macchinari serbi sono da archeologia

L’età media dei macchinari utilizzati dalle imprese serbe è di oltre 28 anni.

Le attrezzature in molti impianti produttivi della Serbia sono più da museo che per la produzione, con un’età media di oltre 28 anni. La situazione peggiora viene registrata nell’industria tessile, dove l’età media dei macchinari supera i 40 anni, mentre nell’industria farmaceutica si superano i 30 anni. Gli esperti ritengono che gran parte dei macchinari andrebbero solamente buttati.

Rispetto all’Europa occidentale, dove l’età media dei macchinari è di 9,5 anni, non vi è possibilità alcuna di confronto. Gli imprenditori, a causa della carenza di risorse e degli alti interessi, non sono orientati a rinnovare il loro parco macchine accedendo dei prestiti. E anche quando si decidono a comprare un macchinario, esso non sempre è nuovo: infatti su quattro macchinari importati in Serbia, tre sono usati.

“Una ricerca di cinque anni fa indicava che l’età media dei macchinari industriali in Serbia era di 29,5 anni. Ora la situazione potrebbe essere migliorata, ma non oltre che 26 o 27 anni. Questo miglioramento è stato favorito dall’arrivo, a partire dal 2009, di molte piccole e medie imprese che hanno portato nel paese nuovi macchinari e attrezzature. La media in Unione europea è di 15,5 anni, innalzata di molto dai paesi dell’Europa orientale recentemente integrati, perché in Germania o Danimarca la media è di 9 anni”, dichiara Dragoljub Rajic, della Rete di sostegno alle imprese. Rajic evidenzia che difficilmente gli imprenditori ricevono risorse dalle banche per l’acquisto di macchinari, attrezzature e strumenti ad alta tecnologia. “Piuttosto che accendere un leasing, preferiscono comprare un macchinario usato. I dati del 2012 mostrano che su tutti i macchinari importati solo il 26% è nuovo”.

Sul problema della vetusta dei macchinari hanno appuntato il loro interesse anche i membri della squadra dI USAID pe ril miglioramento del contesto d’affari. A causa dei pochi strumenti a disposizione per finanziare le piccole e medie imprese bisogna trovare altre fonti di finanziamento. Una delle strade è il leasing, che consente di pagare i macchinari a rate, senza poterli usare per ipoteche o altri impegni. “Abbiamo il caso di un imprenditore di Novi Pazar che aveva investito tutte le sue risorse nei macchinari e non aveva altre risorse per il capitale circolante e il pagamento dei lavoratori. Con il leasing sarebbe stato diverso.”, sottolinea Ana Jolović, Team Leader per il Financial Market Development nell’ambito del progetto di USAID per migliorare il contesto d’affari, che comunque evidenzia che la regolamentazione dei leasing in Serbia non è ottimale.

“Il ritardo tecnologico incide anche in termini di sfridi e scarti che finiscono per incrementare il prezzo finale dei beni prodotti: ecco un motivo per la scarsa competitività dei prodotti serbi nel campo dell’edilizia, della chimica e in molti casi dell’alimentare. Questo è specialmente vero per la produzione di prodotti in metallo che utilizzano ferro o acciaio, il cui alto numero di scarti incide sul prezzo finale. Naturalmente vi sono conseguenze negative anche sulla salute, con un aumento degli incidenti sul lavoro e dell’inquinamento ambientale.

(Vecernje Novosti, 10.09.2015)

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