I dubbi del “Krizni stab” per le festività

Se continua la tendenza alla diminuzione del numero di persone contagiate dal coronavirus, l’Unità di Crisi potrebbe, come rileva “Novosti”, rivedere domani la decisione sull’orario di lavoro dei negozi. In tal caso, potrebbe consentire ai negozi che non vendono alimentari di essere aperti anche nei fine settimana, solo fino alle 15:00.

La maggioranza della parte non medica dell’Unità di crisi è favorevole alla mitigazione delle misure. Tuttavia, i medici chiedono che si continui così con le misure, in modo che continui a diminuire il numero di positivi e non si verifichi un nuovo focolaio di epidemia, che il sistema sanitario, con gli ospedali già pieni, difficilmente potrebbe sostenere.

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Nella seduta di venerdì verranno prese in considerazione anche le misure per il nuovo anno, ma per la loro adozione si aspetterà di vedere l’evoluzione della situazione epidemiologica, e in pochi credono che verranno adottate prima del 26 dicembre.

La parte medica dell’Unità di Crisi ha già presentato una proposta per annullare tutti i festeggiamenti di Capodanno anche se non c’è accordo e la decisione è stata rinviata dato che c’è ancora tempo per una tale misura.

Ci sono speculazioni sul coprifuoco a Capodanno, ma l’Unità non considera affatto una misura del genere, almeno per ora, né nessuno dei membri la sostiene. La proposta della parte medica è che le norme presenti ora siano valide la sera del 31 dicembre: chiudere tutto alle 17, tranne farmacie e distributori di benzina, per limitare gli assembramenti, obiettivo dei medici per prevenire la trasmissione del virus.

Gli specialisti guardano alle feste private e agli assembramenti come il problema più grande, sia ora che per il nuovo anno, e si aspettano che lo Stato prevenga ciò con i suoi meccanismi di controllo.

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