I collant italiani da Zrenjanin verso il mondo

Le esportazionis erbe di collant e calze vengono coperte in gran parte dalla produzione della fabbrica Modital di Zrenjanin, parte del gruppo Pompea, la quale ha prima aperto uno stabilimento a Brus per la produzione di intimo e poi dopo qualche anno ha costruito la fabbrica a Zrenjanin.

La Pompea è stata la prima ad aprire la fabbrica, dove gran parte del parsonale non supera i 30 anni, nella zona industriale di Zrenjanin. Oltre alla produzione di calze, una seconda impresa italiana, la Fulgar, ha aperto qui anche una fabbrica per la produzione di tessuti sintetici destinati alla produzione di calze, i cosidetti rivestimenti elasticizzati. Questa poduzione si esporta in tutti i paesi del mondo dove vengono prodotte le calzamaglie.

Negli anni scorsi queste imprese hanno lavorato intensamente in Serbia, innanzitutto grazie al regime doganale che consente di esportare senza dazi verso gli Stati Uniti e la Russia. In questo modo sono cresciute rapidamente da noi sia la produzione che le esportazioni di calze. Si calcola che l’anno scorso nel mondo si sono vendute circa 180 milioni di paia di calze prodotte in Serbia.

“Produciamo circa 45 milioni di paia di calze all’anno, completamente destinate all’esportazione”, dice il direttore della produzione dello stabilimento Pompea di Zrenjanin, l’italiano Gianni Babini. A Zrenjanin vengono impiegate 300 persone mentre a Brus altre 500. Il manager italiano afferma che oggi il numero degli occupati non cresce a causa della crisi mondiale ma anche a causa della modernizzazione dei processi produttivi, che non richiedono ulteriore personale. Un esempio sono proprio gli ultimi cambiamenti tecnologici avvenuti nella fabbrica di Zrenjanin: adesso verrà introdotta la cucitura automatizzata, attraverso l’attivazione di macchinari realizzati in Italia. Modital ha già costruito alla bisogna un nuovo capannone che ospiterà i nuovi impianti.

“Tutto dipende dal mercato e dalle vendite, ma abbiamo già pianificato un’espansione dello stabilimento. Il reparto di cucitura ora lavora su due turni, mentre nella coloritura i turni sono tre. Qualsiasi cosa accadrà, se il mercato si stabilizza, creeremo nuovi posti di lavoro”, conclude Babini.

Lo Stato serbo nei nuovi posti di lavoro creati da questa impresa italiana ha investito due milioni di euro, che rientreranno attraverso l’occupazione e il miglioramento del potere d’acquisto.

(Politika, 12.02.2014)

Pompea

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