I cinesi denunceranno la Serbia per la “Vigneti di Vrsac”?

La società cinese Guan Nan rinuncerà agli investimenti in Serbia e presenterà  denuncia se non viene firmato il contratto per l’acquisto dell’azienda vinicola “Vrsacki vinogradi” (Vigneti di Vrsac)

Il presidente del gruppo Guan Nan, Sai Sao Siong, alla conferenza stampa a Belgrado ha sottolineato che durante la procedura della gara d’appalto tutto e’ stato fatto secondo la legge dall’inizio alla fine e che finora non hanno ricevuto spiegazioni sul perché non possono acquistare la ditta Vrsacki vinogradi. Egli ha detto che si lamentera’ al primo ministro di Cina, il quale, come ha detto, il 25 novembre sara’ a Bucarest alla vertice economica dove incontrera’ i primi ministri di 16 paesi dell’ Europa centrale e sudorientale, tra i quali sara’anche il primo ministro di Serbia. “Sto aspettando con ansia questo evento e mi chiedo come il primo ministro di Serbia Ivica Dacic riuscira’ a spiegare tale ambiente di investimenti in Serbia“, ha evidenziato Siong aggiungendo che chiede solo che si rispettino la giustizia e le leggi. I rappresentanti legali della societa’ cinese in Serbia, rappresentata dallo studio legale Kopilovic, hanno detto che le condizioni che sono state proposte alla gara non possono essere successivamente cambiate e che in quel momento il pacchetto di vendita includeva terreni per 620 ettari, i boschi, le strutture e lo stock di 10 milioni di litri del vino, senza l’acquisto del marchio. Il bando per la vendita all’asta di Vrsacki vinogradi è stata pubblicata a fine luglio. Il consorzio cinese Guan Nan ha offerto 5,29 milioni di euro nella terza tornata dell’asta, il che e’ stato accettato. La società  è stata venduta per il 30% del valore di mercato inizialmente stimato, ma il contratto non è  stato firmato. Il 12 agosto, il Consiglio per la lotta contro il crimine ha pubblicato il rapporto sulla vendita della proprieta’ di Vrsacki Vinogradi nel quale era evidenziato che sono state fatte delle omissioni dalla parte dell’Agenzia per la privatizzazione, che hanno causato il danno sia allo Stato che a quell’azienda. In occasione di questo rapporto, il primo ministro di Serbia Ivica Dacic ha ordinato al dipartimento di polizia a indagare la vendita dei Vrsacki vinogradi. La societa’ di Vrsac ha 247 dipendenti, 1.200 ettari di vigneti, 614 ettari del proprio terreno ed il doppio del terreno dello Stato in affitto a lungo termine. Le capacita’ dell’ impianto produttivo e di magazzino dispongono di 34,2 milioni di litri.

Abbiamo scelto la Serbia per la tradizione, Valter ed il Ponte

Siong ha detto che il contratto non è stato firmato nonostante il versamento immediato del deposito pari a 1,76 milioni di euro, che sta ancora sul conto della Banca centrale di Serbia, e l’immediato trasferimento di 5,29 milioni di euro offerti ed accettati all’asta. „La strategia della società è di investire in Europa. “Abbiamo scelto la Serbia perché ha una buona reputazione e per i rapporti amichevoli tra Serbia e Cina, ma anche perché mi piacciono molto i vecchi film della cinematografia serba quali “Il Ponte“ e  “Valter difende Sarajevo“, ha evidenziato Siong. Egli ha detto che la sua società  voleva investire in Vrsacki Vinogradi affinche’ diventasse il piu’grande vigneto nei paesi balcanici e  che il piano prevedeva l’assunzione di lavoratori serbi e l’aumento degli stipendi. Secondo quanto ha dichiarato Siong, l’incontro con il ministro dell’economia fissato per il 22 ottobre e’ fallito quando egli ed il rappresentante dell’ambasciata di Cina sono stati cacciati fuori “da una impiegata del ministero“. „Mi sono inchinato e le ho dato il mio biglietto da visita ed ella mi ha umigliato e ci ha cacciato fuori“, ha detto Siong, constatando che il quel modo il governo serbo manda un brutto messaggio agli investitori. Egli ha detto che ritiene ancora che lo stato serbo sia uno Stato di diritto ma che alcuni ministeri non rispettano le leggi. Alla osservazione dei giornalisti che la proprieta’ di Vrsacki vinogradi valga molto di più e alla domanda perche’ alcune aziende interessate hanno rinunciato alla gara, Siong ha detto che il prezzo di un litro di vino in Serbia e UE ammonta al mezzo euro per cui, con le capacità di Vrsacki vinogradi e gli investimenti, non c’e’ il ritorno, ma che la Guan Nan ha un grande mercato di 1,4 miliardi di abitanti. “Credo che il governo serbo fara’ una buona scelta“, ha concluso Siong, sottolineando che “egli e’ sostenuto dalla forte Cina“.

L’Avvocato della Guan Nan, Srecko Kopilovic, ha detto che esistono indicazioni che il Ministero dell’economia abbia ordinato all’Agenzia di Privatizzazione di annullare la gara d’appalto da parte parte della proprieta’ di Vrsacki vinogradi e che, se questo risulta vero, loro presenteranno denuncia presso il tribunale di competenza. Secondo il suo parere, la vendita di Vrsacki Vinogradi ai cinesi sta bloccando quelli che sono interessati per la stessa. In un comunicato la Guan Nan ha smentito le affermazioni del ministro dell’economia Radulovic, affermando che l’asta è stata regolare, che sola la Guan Nam ha pagato il deposito per partecipare all’asta, che essa ha l’obbligo di assumere tutti i 247 dipendenti della casa vinicola e che la società cinese non avrà alcuna sovvenzione da parte dello Stato serbo.

La privatizzazione precedente dei Vrsacki Vinogradi e’ avvenuta nel 2006, ma e’ stata annullata tre anni dopo.

(B92, 22.11.2013)

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