KRIK: “Huawei” e “Telekom” insieme per affari rivelano i “Pandora Papers”

Il gigante tecnologico cinese “Huawei”, attraverso società offshore a Panama e nelle Isole Vergini britanniche, avrebbe avuto contratti segreti con persone strettamente legate alla società statale serba “Telekom”, rivelano i documenti dei “Pandora Papers”.

A giudicare dalla documentazione, almeno un milione di euro sarebbe stato versato sui conti di queste società, e parte di questi nelle tasche dell’ex direttore di “Telekom” Igor Jecl e dell’avvocato Milorad Ignjačević, che era in affari con questa società statale attraverso il suo portale “Na dlanu”.

L’ex direttore del dipartimento dei servizi di telecomunicazione, Igor Jecl, attualmente vive a Sotogrande, una lussuosa località balneare spagnola, dove produce gelati. Può in parte ringraziare la “Huawei” per avere una vita agiata: Jecl era il proprietario della società offshore “Rofly Investments” delle Isole Vergini britanniche, che aveva contratti lucrosi con il colosso cinese e con i soldi che ha ricevuto da questa società, Jecl ha iniziato il business del gelato e ha anche ricevuto un appartamento alle Bahamas. Sembra che Jecl abbia guadagnato almeno 1,3 milioni di euro grazie al business con la “Huawei”.

Prima di Jecl, la compagnia del suo amico, l’avvocato Milorad Ignjačević di 84 anni, andato in pensione due anni fa e che vive tra Dubai-Belgrado-New York, aveva dei contratti con la “Huawei”. Attraverso la sua società offshore “Goldberg Brokerage” di Panama, avrebbe firmato contratti con la “Huawei”, per poi otto anni dopo lasciarli alla società di Jecl.

In un database di quasi 12 milioni di documenti trapelati nell’ambito del progetto dei “Pandora Papers”, guidato dall’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), i giornalisti di “KRIK e OCCRP” hanno trovato dei documenti relativi a questi accordi segreti. Sulla base di questi, si può vedere che una parte del denaro è passato dalla “Huawei” alle tasche di Ignjačević e Jecl.

Due società offshore, la “Rofly e la Goldberg”, avrebbero firmato almeno sei contratti con la “Huawei”. La “Rofly” avrebbe inviato alla “Huawei” otto fatture per un valore di quasi un milione di euro in un periodo di solo un anno e mezzo. La documentazione completa non è disponibile e tale importo può essere notevolmente superiore.

I primi contratti sono stati firmati nel 2007, quando la “Huawei” stava avviando un’attività in Serbia, mentre l’ultimo contratto tra i documenti trapelati è stato stipulato il 1 gennaio 2014, poco prima che la “Huawei” diventasse uno dei partner più importanti della “Telekom”. Questo contratto del 2014, di cui una copia è in possesso dei giornalisti, rivela cosa hanno fatto le società per “Huawei”.

Secondo questo contratto di consulenza del valore di 359.000 euro, la “Huawei” avrebbe ingaggiato la “Rofly” per stabilire buoni rapporti con gli operatori di telecomunicazioni in Serbia e Montenegro, ma anche con i rappresentanti del governo. Inoltre, avrebbe dovuto aiutare la stessa “Huawei” a ottenere i permessi necessari per lavorare in Serbia. Nello stesso anno, la “Huawei” ha ottenuto dalla “Telekom” l’incarico di sviluppare la televisione su Internet (IPTV) e due anni dopo un contratto del valore di 150 milioni di euro per l’introduzione dei cavi ottici.

Jecl ha lavorato in “Telekom” dal 2003 al 2008 e negli ultimi tre anni ne è stato direttore del settore dei servizi. È stato anche consigliere speciale dell’ex capo di questa società statale, Drasko Petrovic, del Partito Democratico della Serbia. Jecl non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti di “KRIK”.

https://www.danas.rs/vesti/drustvo/krik-huavej-imao-tajne-ofsor-ugovore-sa-ljudima-povezanim-sa-telekomom/

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