Hoxhaj: sollecitare la Serbia a rapporti di buon vicinato

Il Ministro degli Esteri del Kosovo, Enver Hoxhaj, ha inviato messaggi ad alcuni paesi affinché sollecitino la Serbia ad impegnarsi nella preservazione di buoni rapporti, dopo ‘numerosi atti di provocazione’.

Hoxhaj ha scritto ai suoi omologhi dell’Unione europea, degli Stati Uniti e di altri paesi denunciando quelli che ha definito come “numerosi atti di provocazione e aggressione” da parte della Serbia.

Enver Hoxhaj ha invitato l’Unione europea, mediatrice dei colloqui volti a normalizzare i legami Pristina-Belgrado, a sollecitare la Serbia a continuare a impegnarsi in buoni rapporti.

“La Repubblica del Kosovo incoraggia l’Unione europea per sollecitare la Serbia a continuare a impegnarsi nella costruzione di relazioni di buon vicinato e di cooperazione regionale e a non interferire negli affari interni di altri paesi o di intraprendere azioni provocatorie che mirano alla destabilizzazione della regione”, ha scritto il Ministro nella sua lettera di tre pagine.

Il funzionario non ha spiegato come e quali paesi sono stati scelti come destinatari, ma ha menzionato unicamente “l’UE, gli Stati Uniti e altri paesi”.

I rapporti tra Kosovo-Serbia hanno raggiunto un punto di crisi lo scorso fine settimana, quando un treno con su scritto “Kosovo è Serbia”, e decorato con i colori della bandiera serba e simboli cristiano ortodossi, è stato interdetto dall’attraversamento del confine con il Kosovo.

Il Capo della politica estera dell’UE, Federica Mogherini, ha dichiarato aver invitato le due parti ad una riunione ad alto livello nell’ambito del dialogo sulla normalizzazione dei rapporti tra Belgrado e Pristina la prossima settimana.

La Mogherini ha pubblicato un post su twitter: “Convocazione del dialogo martedì prossimo a Bruxelles: le tensioni mostrano necessità di un maggiore impegno da parte di #Serbia e #Kosovo”.

Hoxhaj ha scritto che l’incidente treno era “l’ultimo evento della catena di atti aggressivi e provocatori che la Serbia ha intrapreso contro la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica del Kosovo”.

Hoxhaj ha ricordato che, all’inizio di questo mese, Ramush Haradinaj, ex primo ministro del Kosovo e comandante della guerriglia nel 1998-99, è stato arrestato in Francia in seguito alla richiesta da parte della Serbia della sua estradizione per rispondere delle accuse di crimini di guerra. Pristina sottolinea che Haradinaj è stato due volte assolto da tali accuse dal Tribunale delle Nazioni Unite.

Nel mese di dicembre la minoranza etnica serba a Mitrovica ha eretto un muro di cemento in corrispondenza della parte settentrionale del ponte sul fiume Ibar, definendolo una barriera di supporto tecnico contro una frana. Si sono sollevate dunque le proteste da parte del Kosovo, il cui parlamento ha votato la demolizione del muro.

Secondo la versione di Hoxhaj, Pristina ha “agito con maturità politica e in piena conformità con le norme nazionali e internazionali nel contrastare le minacce ibride della Serbia, attraverso il dialogo pacifico e metodi diplomatici”.

Il Kosovo ha dichiarato l’indipendenza dalla Serbia nel 2008, ma non è mai ancora stato riconosciuto da Belgrado.

La Serbia, sostenuta dalla Russia, ha cercato di mantenere la propria influenza in Kosovo, specialmente nel nord, dove vive la maggior parte della minoranza serba del paese. Le truppe NATO hanno controllato il territorio del Kosovo a partire da una guerra aerea di tre mesi nel 1999, per porre fine ad un giro di vite contro i separatisti di etnia albanese.

(The Guardian, 19.01.2017)

https://www.theguardian.com/world/2017/jan/19/kosovo-asks-eu-and-us-to-help-with-acts-of-aggression-from-serbia

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