Herta Müller indigna la platea di Belgrado

“La Serbia si è auto-inflitta del male e i suoi cittadini devono convivere con la verità di essersi provocati sofferenze”: lo ha dichiarato ieri il premio Nobel Herta Müller a Belgrado.

Nel corso dell’incontro, tenutosi presso il Teatro drammatico Jugoslavo, ed organizzato dall’Ambasciata tedesca e dalla Fiera del libro di Belgrado, Müller ha parlato anche dell’esplosione del nazionalismo in Jugoslavia. I moderatori dell’incontro erano lo scrittore e traduttore serbo, Ivan Ivanji, e lo scrittore tedesco, Michael Martens.

Martens ha chiesto a Müller di spiegare il suo punto di vista secondo cui la violenza rappresenterebbe una soluzione legittima nei conflitti politici.

“Le parole possono causare conflitti. Non sono un pacifista e credo che alcune situazioni possano essere risolte solo con determinate azioni. Nella situazione in cui c’è una guerra, un lato deve sconfiggere l’altro, quindi credo che l’intervento militare sia una posizione umana e morale. Questo si è rivelato giusto in molti casi. Molte guerre hanno dimostrato che essere buoni e comportarsi bene verso altri semplicemente non bastava”, ha osservato Müller.

La scrittrice ha anche dichiarato che le persone che sono state attaccate dovrebbero ricevere supporto dagli altri, a condizione che non possano difendersi. Martens ha poi ricordato a Müller il suo testo su Belgrado.

“Belgrado è stata l’ultima città europea del XX secolo ad essere bombardata. Quando ciò è accaduto, lei ha scritto, in un saggio, che comprendeva la posizione della NATO e che Milosevic doveva essere fermato per sempre”, ha ricordato Martens, citando un passo del testo: “Se un paese istiga quattro guerre in nove anni, e, facendo così, pragmaticamente trasforma i cimiteri in città, non può essere fermato solo con le parole. Sarei stata molto felice se la NATO fosse intervenuta in Romania, ma questo non è accaduto. I rumeni dovettero combattere contro i rumeni per porre fine al dominio di Ceausescu”.

Il premio Nobel ha confermato di non aver cambiato idea. “La penso ancora allo stesso modo. Molto è accaduto. Molto male è stato inflitto al Kosovo e alla Bosnia, tutto a causa di questo orrendo nazionalismo. Ero spaventata. Non me lo aspettavo da un paese come la Jugoslavia, che, in passato, era un paradiso. Non mi aspettavo che il nazionalismo esplodesse. Questo paese ha causato dolore e sofferenza. I serbi hanno inflitto il male su se stessi”, ha aggiunto Müller.

Ivan Ivanji poi le ha chiesto di commentare il fatto che non ci sono personaggi positivi o amore nei suoi libri: a ciò, Müller ha risposto dichiarando di non poter influenzare l’interpretazione di altri libri dei suoi libri.

“Non dobbiamo pensarla allo stesso modo. Anche adesso, mentre parliamo. Ma se mi fai una domanda, devo dare una risposta onesta. Non volevo provocare conflitti con nessuno. Sono venuta qui perché volevo”, ha dichiarato Müller. Più tardi, la scrittrice ha firmato copie dei suoi libri nella sala principale del teatro.

(Blic, 24.10.2017)

http://www.blic.rs/vesti/drustvo/sami-ste-sebi-naneli-zlo-nobelovka-usred-beograda-izazvala-zucnu-raspravu-o-srbima/96hd7s9

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