Grubješić: Le punizioni dell’UE con l’abolizione del regime di esenzione dai visti sarebbe disastrosa per la Serbia

“Ogni volta che la Serbia si allontana dall’UE è già abbastanza grave e le possibili sanzioni di cui si sta parlando sarebbero disastrose sia per l’economia che per i cittadini. Per questo credo che la Serbia armonizzerà la sua politica dei visti molto velocemente, perché senza l’allineamento con la politica estera e di sicurezza comune dell’UE non ci sarà progressò nemmeno nel processo dell’adesione”, afferma Suzana Grubješić del Centro di politica estera per il quotidiano Danas in risposta all’articolo della Frankfurter Allgemeine Zeitung, secondo cui la Serbia non dovrebbe essere condizionata dall’interruzione dei negoziati per l’adesione con l’Unione europea e che la Serbia reagirebbe solo se l’UE abolisse il regime di esenzione dal visto per i cittadini serbi che facilita i viaggi senza visto nell’area Schengen.

Grubješić afferma che nessuno può sostituire l’UE come principale donatore, investitore e partner commerciale nel breve termine, né gli Stati Uniti, né la Cina e nemmeno la Russia.

Pertanto, l’armonizzazione con le politiche europee è ancora imperativo, perché ne dipendiamo esistenzialmente”. L’altra faccia della medaglia è la possibilità di diventare membro dell’UE entro un periodo di tempo ragionevole, che non dipende tanto dalla Serbia o dagli altri candidati per l’adesione, ma soprattutto dall’accordo politico degli Stati membri sull’ulteriore espansione dell’Unione”, aggiunge Grubješić.

La Frankfurter Algemeine Zeitung scrive che non vale la pena di minacciare la Serbia di interrompere i negoziati di adesione con l’Unione Europea, perché al momento entrare nell’UE è realistico come andare su Marte. Ma l’esenzione dal visto è un’altra questione.

Ultimamente, la Serbia è stata accusata di “cercare di destabilizzare l’UE per volontà della Russia”, scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung e aggiunge: “Questo ricorda le affermazioni di Konstantin Kuhle, vice capo del gruppo parlamentare liberale al Bundestag, che ha dichiarato che “il governo serbo è il braccio esteso di Putin nei Balcani”, e di Michael Stibgen, il ministro cristiano-democratico degli Interni della provincia di Brandeburgo, che ha affermato lo stesso”.

In particolare, hanno affermato che la Serbia fa entrare intenzionalmente nel Paese le persone provenienti dalla India, Tunisia, Burundi o Cuba senza visto, in modo che possano recarsi nell’UE e chiedere l’asilo. Stibgen lo ha definito come “turismo dell’asilo” che la Serbia sostiene. I politici tedeschi hanno chiesto che i negoziati di Belgrado sull’adesione all’UE o sui fondi di preadesione siano rivisti, riporta Deutsche Welle.

La Frankfurter Algemaine scrive ancora: “I dubbi sulla Serbia sono comprensibili, ma in questo caso insostenibili. La fiducia nella Serbia è diminuita un po’ perché il Paese non ha imposto sanzioni contro la Russia, ma le accuse che la Serbia stia minando l’UE, su ordine di Putin, incoraggiando l’immigrazione irregolare sono mal indirizzate”.

(Danas, 03.11.2022)

https://www.danas.rs/vesti/politika/kazne-za-srbiju-koje-se-spominju-bi-bile-pogubne-suzana-grubjesic-o-pretnjama-iz-eu-o-ukidanju-bezviznog-rezima/

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