Grenell minacciato di morte da parte albanese

L’ex inviato speciale degli Stati Uniti per il dialogo tra Belgrado e Pristina, Richard Grenell, ha annunciato ieri sera su Instagram di aver ricevuto minacce di morte se va in Albania. “Se vieni in Albania, ti tagliamo la testa. Ti aspettiamo, non dimentichiamo, ricordalo”, si legge nel messaggio inviato dall’account di Bekim Dzika, che Grenel ha condiviso sul suo profilo su Instagram.

Insieme alla foto del messaggio minaccioso, Grenell ha scritto che tale comportamento non è un’idea del popolo albanese, ma ha affermato che la persona responsabile del messaggio dovrebbe essere denunciata alla polizia locale. Grenell non ha dichiarato perché ha ricevuto messaggi minacciosi.

Lunedì lo stesso si è congratulato con il popolo serbo per la festa di Vidovdan, una delle più grandi festività serbe: “Oggi rendiamo omaggio agli eroi. In questo giorno del 1389 iniziò la battaglia contro gli ottomani in Kosovo”, ha scritto Grenell su Twitter. Ha aggiunto che Vidovdan è “un giorno in memoria del Principe Lazar e dei santi martiri serbi”.

In risposta all’annuncio di Grenell, l’ex ambasciatrice a Washington Vlora Citaku ha scritto su Twitter che la battaglia del Kosovo non era certo una battaglia serba, ma dell’esercito balcanico. Anche l’ex Ministro degli Esteri del Kosovo Bexhet Pacolli ha detto a Grenell di non essere “ben informato”, sostenendo che non si trattava di una battaglia serba. “Era la battaglia dell’Alleanza balcanica contro gli ottomani in Kosovo. Fatti storici”, ha scritto Pacolli.

Grenell ha invitato tutti a “dare una mano”, perché la gente vuole posti di lavoro: “Deve essere estenuante trovare una ragione per essere arrabbiati su tutto. Le persone vogliono posti di lavoro e soluzioni, date una mano”, ha detto Grenell su Twitter.

Secondo il Ministro degli esteri serbo, Selaković, si sta inventando la continuità degli albanesi in Kosovo e Metohija: “I tentativi di cancellare le tracce dell’esistenza serba in Kosovo e Metohija falsificando brutalmente la storia hanno acquisito dimensioni perverse nelle affermazioni che non l’esercito serbo, ma quello “balcanico”, ha combattuto nella battaglia del Kosovo”.

“Gli estremisti politici albanesi, che hanno ordinato tali folli falsificazioni storiche, stanno facendo di tutto per inventare la continuità della presenza albanese in Kosovo e Metohija, sebbene non ci siano prove materiali che gli Arbanasi, o Arnauti, abbiano vissuto in quel territorio nel Medioevo, né tantomeno che abbiano preso parte alla battaglia del Kosovo”, ha detto Selakovic.

http://www.rtv.rs/sr_lat/drustvo/ciji-je-kosovski-boj-nesvakidasnja-polemika-vljore-citaku-i-ricarda-grenela_1252715.html

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