I Governatori delle banche centrali della regione temono l’instabilità politica

I governatori delle banche centrali e i ministri delle finanze dei paesi dei Balcani occidentali, riunitisi nell’annuale incontro organizzato dalla rivista NIN a Becinci in Montenegro, hanno sottolineato come l’instabilità politica rischia di danneggiare il loro lavoro e di frenare la crescita della regione. In tal senso tra i primi a intervenire è stato il governatore della Banca centrale di Macedonia Dimitar Bogov, il quale ha illustrato il caso del suo paese, che aveva il più alto indice di crescita economica della regione. La politica monetaria operava in un contesto favorevole che ha consentito l’abbassamento dei tassi fino a uno storico 3,25%, che ha consentito anche una significativa riduzione degli interessi sui prestiti. Purtroppo la crisi politica ha influito sulla crescita: “Ci aspettavamo nel 2015 un tasso di crescita dell’economia del 4,2%, ma abbiamo registrato il 3,7%, comunque positivo date le circostanze. Abbiamo affrontato una crisi politica interna e lo shock della crisi greca, perché da noi operano due banche greche e questo ha condizionato la fiducia nel sistema. Fortunatamente la politica monetaria non ha subito ulteriori contraccolpi e le riserve valutarie sono rimaste stabili”. 

Croazia: “I politici non capiscono la gravità della situazione”

Il vicegovernatore della banca di Croazia Michael Foland sottolinea che la instabilità politica rende difficile il lavoro delle banche centrali: “”Il rischio politico è un argomento molto importante quando si parla di alti tassi di interesse”. Secondo Foland dall’inizio della crisi nel 2008 le banche centrali hanno operato con l’obiettivo primario di dare tempo ai ministeri delle finanze di mettere in campo le riforme economiche e fiscali per riequilibrare le politiche economiche “Comunque vi è la sensazione che i politici non si rendono conto della situazione e non procedono alle riforme strutturali o le attuano in maniera più blanda rispetto al necessario”. 

Bosnia Erzegovina: “Le imprese alla ricerca di liquidità”

Il governatore della Banca della Bosnia Erzzegovina Senad Softić ha affermato che il settore bancario è estremamente liquido ma paradossalmente le imprese sono alla ricerca di liquidità. Softić ha ricordato che il modello della sua banca centrale è specifico perché per legge è ancora all’euro: “Questo modello funziona molto bene, come hanno dimostrato anche gli ultimi negoziati con l’FMI e con 8,7 miliardi di euro di riserve abbiamo raggiunto il record storico”. Tuttavia il governatore ricorda che la disoccupazione nel paese è estremamente alta, al 27,7%.

Montenegro: “Dimezzati i non performing loans”

La governatrice della banca centrale del Montenegro Milojica Dakić ha affermato che il paese ha in corso le trattative di adesione all’Unione europea in cui la banca centrale riveste un ruolo importante e per questo è stata modificata la legge sulla banca centrale anche per quano riguarda le riserve obbligatorie. L’anno è iniziato con un incremento dei prestiti di 250 milioni di euro, il 31,$% in più rispetto allo scorso anno, mentre i non performing loans si sono dimezzati, arrivando a rappresentare l’11,99% del totale, al di sotto della media regionale, con un sistema bancario ben capitalizzato. 

Slovenia: maggiori vantaggi dall’euro

Il vice governatore della Banca di Slovenia Primož Dolenc ha evidenziato che da quando il paese è in zona euro vi sono tutta una serie di istituzioni che proteggono il sistema bancario e finanziario: “Possiamo essere certi che siamo più organizzati di quando non eravamo in eurozona. Vi sono svantaggi e vantaggi ma questi ultimi sopravanzano i primi”.

Kosovo: alta disoccupazione e povertà

Il governatore della banca centrale del Kosovo Bedi Hamza ha evidenziato che il paese è cresciuto del 3,8%,c he in terini percentuali sembra un buon risultato ma se si valuta la base di riferimento non lo è: “Il debito pubblico  a livelli accettabili ma abbiamo grandi problemi legati al deficit commerciale estero, con l’alta disoccupazione e la povertà, problemi che richiedono interventi strutturali.

“Le banche centrlai della regione devono stampare denaro?”

Il direttore del settimana NIN Milan Ćulibrk ha detto alla conclusione dei lavori che nel corso dell’ultimo anno la situazione è cambiata drasticamente e ora di fronte ai governatori delle banche centrali della regione vi è l’interrogativo se debbano comprotarsi come la Fedceral Reserve o la Banca Centrale Europea e quindi stampare denaro per incrementare la crescita economica e l’inflazione. “Chi avrebbe potuto sognare due o tre anni fa che il problema della Serbia sarebbe stata la bassa inflazione e che la Banca di Serbia non riesce a spingere l’inflazione oltre la soglia inferiore di quanto programmato (4%, più o meno 1,5%)? In Serbia si sono realizzati alcuni fatti positivi ma il ritardo nelle riforme strutturali, in particolar modo nella riduzione dei dipendenti statali da cui dipendono ulteriori risparmi per poter aumentare i salari”ha detto Ćulibrk anticipando quanto affermato dal capo delegazione FMI in Serbia James Ruf in un’intervista al settimanale che dirige. “Se questo non accadrà, e la posizione dell’FMi sarà che l’aumento dei salari non puòavvenire né quest’anno né l’anno prossimo, resta da vedere se il governo sarà capace di raggiungere quanto si è impegnato a fare in maniera integrale nell’accordo con l’FMi in merito al settore pubblico”.

(Blic, 12.06.2016)

 

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