Gordy: tra cinque anni la Serbia sarà un piccolo paese dipendente da investitori stranieri

La vittoria di Aleksandar Vucic alle elezioni presidenziali non porterà nulla di nuovo nella politica da lui messa in atto in qualità di Primo Ministro e presidente del Partito Progressista Serbo (SNS) al governo: è quanto sostiene Eric Gordy, professore presso l’University College di Londra, nel corso della sua intervista per Radio Free Europe (RFE).

“Vucic continuerà a giocare le stesse carte, e cercare di rimanere un’opzione accettabile per l’Occidente. A livello internazionale, non recita ancora come un politico filo-europeo, mentre a livello nazionale, continuerà a comportarsi come negli ultimi 30 anni, come un giovane leone del Partito radicale serbo (SRS)”, osserva Gordy.

Perché utilizza la parola “recitare”? Non è convinto del suo impegno europeista?

Non lo sono. Come è possibile che l’ex ministro dell’informazione di Milosevic diventi improvvisamente pro-europa? Come può un uomo che controlla tutti i media che pubblicano gli articoli più schiaccianti in cui i suoi avversari, ricercatori, analisti e giornalisti vengono apostrofati come spie, essere chiamato pro-europa? Non è mai stato e non sarà mai così.

In tal caso, come può essere interpretata l’armonia che esiste tra Vucic e l’Unione europea, o meglio, con i governi di alcuni Stati membri dell’UE? Egli è molto rispettato sia nei paesi che si trovano sulla strada del populismo, come l’Ungheria, sia in quelli che hanno altri tipi di governo come la Germania. Lui stesso lo ha ammesso.

Il mio collega Florian Bieber ha inventato un meraviglioso termine “stabilocracy”, intendendo che l’Occidente è interessato solo a vedere se qualcuno rimarrà al potere e sarà obbediente. Le azioni o convinzioni di quel qualcuno non interessano.

Come diventerà la Serbia in 5 anni, in questo senso? Questa è, tra l’altro, la durata di un mandato presidenziale.

Abbiamo avuto conferma che la figura di spicco dell’opposizione è un uomo che non è politicamente profilato in modo convincente, e che non è sostenuto da un partito politico. Sto parlando di Sasa Jankovic. Resta da vedere se riuscirà Jankovic in ciò in cui Zoran Djindjic fu abile, vale a dire stabilire una comunicazione con una parte della popolazione non-urbana e creare un intero movimento a suo sostegno. Una grande sfida è rappresentata dal rifiuto più o meno chiaro del sistema politico esistente da parte delle giovani generazioni, evidente nel sostegno al candidato satirico Ljubisa Preletacevic Beli.

Questo significa che esiste una possibilità per la creazione di una nuova forza che si leverà in opposizione all’opzione politica al potere?

Il presupposto per questo è lo sviluppo complessivo della consapevolezza politica in Serbia. Tenendo presente che ciò non è accaduto negli ultimi diciassette anni, è altamente improbabile che tale forza riesca ad essere formata nell’immediato.

Professor Gordy, lasci che le ponga nuovamente la domanda. Come vede la Serbia in cinque anni?

In cinque anni, la Serbia regredirà allo stato in cui era nel 1930, 0un piccolo paese client-serving che dipenderà dagli investitori stranieri in modo miserabile.

Come il terzo trionfo elettorale consecutivo di Aleksandar Vucic e del suo gruppo politico inciderà nei rapporti nei Balcani?

Non hanno dimostrato una tendenza marcata verso la conciliazione con gli Stati vicini finora. Forse dovranno farlo ora. Ma, in modo che ciò avvenga, Aleksandar Vucic deve comportarsi più come uno statista, e meno come un militante del Partito Radicale, modello di comportamento al quale ha aderito finora.

Vucic è riuscito a promuovere se stesso come un’opzione accettabile sia per l’Occidente che per l’Oriente, sia per la Russia che per l’Unione europea. Pensi che riuscirà a mantenere l’equilibrio tra le due parti anche in futuro?

Penso che abbia una grande occasione per farlo perché l’Occidente si va via via indebolendo, l’Unione europea è in crisi, e il governo degli Stati Uniti è praticamente assente. Questa situazione persisterà per qualche tempo, e Vucic, proprio come qualsiasi altro politico nella regione, cercherà di sfruttarla a proprio vantaggio.

Professor Gordy, lei ha sostenuto che Aleksandar Vucic ha fatto esattamente la stessa cosa che tutti i politici hanno fatto negli ultimi 17 anni, vale a dire Boris Tadic e Vojislav Kostunica. Tutti loro avevano cercato di creare un monopolio di stato, ma in questo ha avuto successo solo Vucic. Perché?

E’ molto difficile per me riuscire a spiegare come ci sia riuscito, ma penso che abbia messo a frutto un po’ dalle esperienze di Tadic e Kostunica. L’aspetto più rilevante che lo riguarda è essere riuscito a dimostrare il suo impegno, a differenza di Tadic e Kostunica. Ad entrambi piaceva troppo la poltrona presidenziale, e dal momento che Vucic ha queste caratteristiche psicologiche particolari, non è mai sicuro di sé, quindi pretende sempre di più.

Come descriverebbe queste caratteristiche? Come insicurezza?

Sì.

(New Economy, 03.04.2017)

http://novaekonomija.rs/vesti-iz-zemlje/gordi-za-pet-godina-srbija-%C4%87e-biti-mala-dr%C5%BEava-koja-zavisi-od-stranih-ulaga%C4%8Da-na-bedan-na%C4%8Din

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