Gli USA vogliono assicurarsi che la Serbia sia “sulla strada giusta”

L’Assistente Segretario di Stato Usa dell’Ufficio per gli Affari Europei ed Eurasiatici, Karen Donfried, ha visitato la Serbia e si è incontrata con le massime autorità del Paese; la guerra in Ucraina ha intensificato le attività statunitensi nei Balcani occidentali e la priorità è ora raggiungere un accordo finale tra Belgrado e Pristina.

La visita della Donfried si è conclusa con degli incontri tra funzionari americani e serbi dopo l’arrivo del nuovo ambasciatore americano a Belgrado. Tre senatori americani hanno visitato Belgrado e Pristina, e anche la Donfried è andata sia a Belgrado che a Pristina. Vista l’attuale crisi in Ucraina, il tema di discussione è stato l’impegno della Serbia su questo tema, ma, secondo gli analisti, sono ora al centro altri temi sulla cooperazione tra i due Paesi: in primo luogo, l’accordo tra Belgrado e Pristina e la diversificazione delle fonti energetiche.

Gli Stati Uniti sostengono sicuramente l’integrazione serba nell’UE e tale processo potrebbe dipendere da ciò che accade in Ucraina. L’ambasciatore degli Stati Uniti Christopher Hill ha descritto come eccellenti i risultati dell’incontro che i funzionari statunitensi Karen Donfried e Gabriel Escobar hanno avuto a Belgrado con i funzionari serbi. “Gli incontri precedenti e successivi fanno parte di uno sforzo congiunto per approfondire ed espandere le nostre relazioni”, ha dichiarato Hill, il quale a sua volta ha partecipato ai colloqui con il Presidente serbo Aleksandar Vucic e la Premier Ana Brnabić.

La Brnabic ha affermato che la pressione sulla Serbia è grande, ma che non ci sono state minacce o ricatti durante gli incontri con i funzionari e che è del tutto chiaro che gli Stati Uniti e l’UE si aspettano che la Serbia imponga sanzioni alla Russia e che la pressione sul Paese è quotidiana, sebbene la Serbia sia diventata un Paese in cui “nessuno può venire a minacciarci”.

Le visite dei funzionari di Washington non sono state una sorpresa, vista l’attività diplomatica degli Usa negli ultimi mesi. Ora il nuovo ambasciatore, Christopher Hill, è ufficialmente arrivato in Serbia e anche gli ambasciatori nella zona sono cambiati. Dopo la visita della Donfried, nonché dello “specialista” per i Balcani, Gabriel Escobar, ci potrebbe essere tra poco quella del segretario di Stato Usa, Antony Blinken. Secondo gli analisti, l’obiettivo di queste visite è, in primo luogo, rafforzare la cooperazione e risolvere questioni politiche chiave nella regione.

“Ci si potrebbe aspettare qualcosa del genere in questa situazione in cui c’è un’intensa polarizzazione tra Stati Uniti e Russia; il focus è previsto sulla Serbia perché parte dei Balcani occidentali è l’ultima area non integrata nelle strutture euro-atlantiche”, ha rimarcato Dimitrije Milic, dell’organizzazione “Novi treci put”.

Lo stesso ha dichiarato che il focus è sulla Serbia, perché in termini di posizione, numero di abitanti e dimensioni, ha un impatto nei Paesi dell’intera regione. “Se la Serbia fosse nella ‘parte non occidentale’, sarebbe un problema per l’intera regione, ma anche per l’intero ambiente europeo. C’è il desiderio che la Serbia si sposti a ovest in diversi punti chiave e si vuole sicuramente trovare un accordo tra Belgrado e Pristina perché “ciò ridurrebbe il vantaggio comparativo della Russia sulla Serbia, che si riflette nella sua capacità di utilizzare la possibilità di veto nelle Nazioni Unite come argomento per le relazioni con la Serbia. Un altro punto importante è la diversificazione delle fonti energetiche”.

Photo credits: “Tanjug/Strahinja Aćimović”

https://www.euronews.rs/srbija/politika/46337/visi-nivo-saradnje-vasingtona-i-beograda-americki-zvanicnici-zele-da-se-uvere-da-li-je-srbija-na-dobrom-putu/vest

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