Gli USA prendono in mano le redini del problema del Kosovo?

La pressione di Washington su Pristina riguardo alle tasse imposte alla Serbia, ha già portato l’élite politica del Kosovo a fare ripensamenti, stima Deutsche Welle e osserva che sempre più seriamente si menziona la possibilità che gli USA ufficialmente – forse insieme alla Russia – prendano nelle loro mani la mediazione nel dialogo.

“Il destino delle tasse kosovare sulle merci provenienti da Serbia e Bosnia sembra non possa essere risolto senza la Washington ufficiale. Poiché non vi è stata una maggiore pressione da parte dell’UE, le autorità kosovare hanno ritenuto questo un messaggio di incoraggiamento e solo le recenti reazioni dei funzionari statunitensi hanno portato ad una revisione pubblica della decisione dell’introduzione delle tasse”, afferma DW.

Per quanto si può concludere, i leader del Kosovo hanno lanciato un’azione mediatica di pubblica gratitudine nei confronti dell’America per tutto ciò che ha fatto per l’indipendenza del Kosovo e avvertimenti che le mosse spietate e populiste potrebbero mettere a repentaglio il sostegno degli Stati Uniti – aggiunge l’articolo.

“Possiamo dire che il destino delle tasse kosovare sui beni serbi si saprà per primo a Washington?” chiede Deutsche Welle e trasmette la valutazione dell’analista politico Dragomir Andjelkovic che in Kosovo “governa una percezione geopolitica in cui v’è la paura solo degli USA”, e che “forti pressioni degli USA porterebbero ad un rapido ritiro delle tasse”, mentre l’UE “fa leve di pressione, ma non ha nessuna autorità”.

Andjelkovic osserva che, tuttavia, non è chiaro in questo momento se la pressione degli Stati Uniti sia accompagnata da una minaccia o da qualche tipo di sanzione”.

“L’Unione europea è stata a lungo mediatore promuovendo un approccio più morbido e di principio dell’approccio, o bianco o nero degli americani'”, ha detto al DW Jelena Milic, direttrice del Centro per gli studi euro-atlantici.

Il destino delle tasse dovrebbe dipendere dalla posizione dei politici e degli elettori europei in Kosovo, afferma Jelena Milic e aggiunge: “Il problema è che non vedo nessun politico ed elettore filo-europeo in Kosovo. Questa storia che i politici kosovari siano sia per l’UE che per la NATO non è affatto convincente. Se siete per l’UE e per la NATO, allora ascoltate ciò che vi dicono e agite come loro vero partner”.

“In Kosovo, ci sono centinaia di organizzazioni non governative finanziate dall’UE e dagli Stati Uniti e non vedo che nessun di queste organizzazioni faccia pressione per l’abolizione delle tasse”, sottolinea la direttrice del Centro per gli studi euro-atlantici.

Deutsche Welle afferma che c’è una forte convinzione che un maggiore coinvolgimento dell’America nel dialogo tra Belgrado e Pristina possa portare al coinvolgimento della Russia dall’altra parte.

Per quanto riguarda le possibili elezioni anticipate in Serbia e l’attesa per l’esito della questione dei dazi doganali del Kosovo, alcuni analisti ritengono che non abbia senso collegare queste due cose insieme, e che invece il governo serbo dovrebbe annunciare quale tipo di piano sta preparando per il Kosovo.

Dragomir Andjelkovic stima che la Serbia è sottoposta a forti pressione dall’Occidente, e sottolinea che questo è strettamente legato alla questione se ci saranno le elezioni straordinarie.

“Belgrado al proseguimento del dialogo non collega solo l’abolizione delle tasse, ma anche l’obbligo di Pristina di rispettare gli obblighi relativi verso la Comunità dei comuni serbi. Se queste due cose non saranno soddisfatte, Belgrado sarà costretta a indire le elezioni per trovare una via d’uscita e guadagnare tempo”, dice Andjelkovic.

“Se ci saranno le elezioni, tutto il resto si ferma, si dovrà aspettare l’esito delle elezioni europee, e poi avrà inizio la nuova campagna presidenziale in America. Le elezioni sono sicuramente un modo per allentare le pressioni dell’Occidente”, osserva Andjelkovic.

Alla domanda su che cosa il Governo serbo volesse stabilire con le elezioni straordinarie, se considerato come una questione politica interna, Andjelkovic ritiene che le elezioni in questo caso “dovrebbero mostrare il potere delle autorità e dimostrare che non hanno paura della protesta”.

Photo Credits:”EPA/VALDRIN XHEMAJ”

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