Gli studenti serbi “tifano” per la Russia

Gli studenti serbi delle scuole superiori vivono il conflitto russo-ucraino come dei tifosi e il più delle volte sono “dalla parte” della Russia, affermano alcuni professori di storia al quotidiano “Danas”.

Gli insegnanti sono d’accordo sul fatto che la guerra in Ucraina sia stato l”argomento principale” tra gli studenti nei primi giorni dopo l’attacco della Russia all’Ucraina.

Aleksandar Markov, professore di storia in un ginnasio di Belgrado, ha detto a “Danas” che gli studenti di quasi tutte le classi gli hanno chiesto da che parte stesse: “Cerco di spiegare agli studenti che questo non è un gioco in cui schierarsi, ma che delle persone stanno soffrendo e che le cose dovrebbero essere viste da quella prospettiva. Spiego loro che attaccare un altro Paese è un atto di aggressione e non può essere giustificato per alcun motivo e non si può non biasimare il comportamento della Russia. Mi baso anche sulla Carta delle Nazioni Unite, un’organizzazione che è stata creata con l’idea di preservare la pace nel mondo”, spiega Markov.

Aggiunge che gli studenti delle scuole superiori sono delusi quando lui valuta l’attacco della Russia come una forma di aggressione. “Quindi cerco di spiegare che non possiamo considerare quello che è successo a noi un’aggressione, se non diciamo che anche questo lo è. Importante è spiegare ai bambini che la guerra non è un mezzo per risolvere i problemi e che la ragione deve prevalere”, dice Markov.

Petar Panić, professore di storia, conferma che gli studenti per lo più sono dalla parte della Russia. Secondo lui le idee di molti studenti sugli eventi storici si sono già formate nella scuola primaria e gli insegnanti di storia, così come i genitori, hanno svolto un ruolo chiave in questo. Dice di essere stato l’unico nella sua scuola a spingere per avere come materia “geopolitica” nel programma, ma che i suoi colleghi credono che i bambini devano essere indirizzati verso le scienze applicate o qualche altra materia.

Milan Jevtic, professore di storia a Kragujevac, afferma che gli studenti esprimono per lo più opinioni che sentono sui media o a casa.
“La prima cosa che sottolineo ai ragazzi è la condanna della guerra in quanto tale, e poi che ogni conflitto richiede due attori e che la colpa non può essere da una parte sola. Ho notato che i ragazzi sono superficiali, per loro questo era un argomento interessante nei primi giorni, e col passare del tempo la loro attenzione si sposta poi su altre cose”.

Photo credits: “021.rs”

https://www.021.rs/story/Info/Srbija/299767/Srednjoskolci-ukrajinsko-ruski-sukob-dozivljavaju-navijacki-mahom-na-strani-Rusije.html

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