Gli interessi in Serbia sono i più alti di tutta Europa

Il Partito Democratico (DS) chiederà il sostegno degli altri partiti per la propria iniziativa volta a limitare i tassi di interesse sui prestiti, sulle commissioni e sulle spese bancarie. In questo modo si troverebbe il modo di introdurre anche in Serbia una legge sulla limitazione dei prezzi dei servizi bancari, già presente in Europa e nei Paesi limitrofi.

Alla tavola rotonda del DS sui modi per limitare i prezzi dei servizi bancari, il presidente Dragan Djilas ha detto che il partito proporrà un pacchetto di misure per la difesa dei clienti per il quale potrebbe essere raggiunto un accordo in Parlamento, visto che questa è – come ha egli dichiarato – una questione “ben al di sopra dei partiti”. “E’ necessario stabilire un limite agli enormi guadagni che le banche commerciali realizzano sul mercato serbo, perfino in tempi di crisi e di calo degli stessi”, ha detto Djilas, sottolineando che i tassi di interesse economico sono circa al 17%, e che nemmeno un’economia molto più forte di quella serba potrebbe sopportare che dal capitale circolante si prelevino quasi 30 miliardi in cinque anni.

E proprio ieri l’associazione Efektiva ha presentato la prima denuncia contro una banca la quale, dopo due sole rate di pagamento del prestito, ha cambiato unilateralmente il tasso di interesse ad un cliente. “E non è l’unico problema; ci sono anche gli esorbitanti interessi di mora che in alcuni casi vanno anche al 0,5% giornaliero, e questo per prestiti in euro”, ha detto Dejan Gavrilovic di Efektiva. Che qualcosa non sia a posto nelle relazioni tra banche e clienti lo sostiene anche Dusan Uzelac, direttore del portale kamatica.com, il quale ha dichiarato che i cittadini sono più pronti a far causa alle banche che a rinegoziare il prestito.

(Blic.rs, 18.07.2013)

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