Gli astenuti sono il secondo gruppo politico in Serbia

Il 19,2% degli aventi diritto non voterà alle elezioni parlamentari in Serbia, secondo una ricerca dell’Ufficio per i sondaggi (BIRODI). Gli astenuti sono, secondo queste stime, il secondo gruppo politico più forte del Paese, proprio dietro al Partito Progressivo serbo.

Il sondaggio è stato condotto su un campione di 1.006 cittadini, in due tornate: dal 22 al 25 aprile e dal 2 al 5 maggio di quest’anno. Ecco il profilo dell’astenuto medio secondo l’analisi fatta dopo la raccolta dei dati dall’Ufficio preposto.

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I dati dividono la percentuale di persone che non votano per sesso, età, istruzione e luogo di residenza.

La ripartizione per genere indica che tra gli intervistati maschi vi è il 13,3% di astenuti, dato significativamente inferiore rispetto alle donne che sono invece il 24,7%. La maggior parte dei non votanti ha un’età compresa tra 30 e 39 anni (21,1%) e tra 40 e 49 anni (21,7%); i più fedeli sono invece tra i 50 e 64 anni (17,5%).

Sumadija e Vojvodina

Per quanto riguarda il grado di istruzione di coloro che non votano, il loro numero diminuisce in modo direttamente proporzionale al livello di istruzione. Quasi un quarto (23,9%) di coloro che hanno solo l’istruzione primaria o inferiore si astiene, il 18,3% di coloro che si sono diplomati e il 12,9% degli elettori che hanno un diploma universitario o una laurea.

“BIRODI” ha anche diviso gli intervistati per appartenenza territoriale: ce ne sono molti in Serbia occidentale e Sumadija, il 23,3%, e circa il 3% in meno in Vojvodina (20,4%). Gli astenuti vivono soprattutto in campagna (23%) rispetto al 16,6% che vive invece nelle città.

E’ stato chiesto ai cittadini di esprimersi anche sulla eventuale appartenenza della Serbia a qualche alleanza internazionale. Secondo questi dati, il 41,9% degli astenuti crede che la Serbia dovrebbe essere un membro dell’UE e della NATO. Tra coloro che invece pensano che la Serbia dovrebbe essere solo un membro dell’Unione c’è il 15,7% degli astenuti, e coloro che pensano che sarebbe meglio stringere un alleanza con la Russia, sono il 16,3%. Il 23,8% crede infine che tutte le alleanze internazionali, sia militari che politiche, debbano essere evitate.

I due gruppi

Commentando i risultati dello studio Zoran Gavrilovic, direttore di “BIRODI”, dice a “Blic” che la ricerca conferma che esistono due tipi di astenuti:

“Da un lato ci sono membri di settori emarginati della società che sono socialmente e politicamente esclusi, il che significa che sono poco o non sono affatto pronti ad esprimere i propri interessi attraverso il voto elettorale. Il secondo gruppo di persone apolitiche sono quelle che provengono dalle classi più alte, le quali vedono la politica solo come “divertimento per la nazione”; loro guardano ai propri interessi e li proteggono al di fuori del mondo politico che quindi non influenza le loro vite”, afferma Gavrilovic.

I partiti non hanno un’ideologia

Sempre secondo Zoran Gavrilovic la Serbia ha sete di politicizzazione: “Siamo relativamente una società altamente apolitica; il 58% degli intervistati ha risposto apolitico o antipolitico alla domanda sul proprio orientamento ideologico, cioè ha ammesso che non si sa collocare. La tendenza al populismo e l’influenza delle agenzie di marketing ha trasformato i partiti politici in organizzazioni deideologizzate con la sola funzione di promozione del loro leader, figura che dovrebbe assicurare un’età d’oro alla società. La politicizzazione dei partiti porterà il focus sul profilo ideologico e sull’integrità, che è un modo per ridurre l’astinenza e quindi aumentare la legittimità democratica. Il concetto di partito in cui il focus è il leader del partito e/o il marketing politico fine a se stesso, creano un’industria del populismo che è nemica della democrazia”, conclude Gavrilovic.

https://www.blic.rs/vesti/politika/ko-su-ljudi-koji-ne-izlaze-na-izbore-oni-su-druga-najjaca-politicka-grupa-u-srbiji-a/xw69qw3

 

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