Gli anziani in Serbia sono sull’orlo della povertà

Un milione di pensionati in Serbia riceve meno di 30.000 al mese e addirittura 300.000 di loro ricevono meno di 16.000 dinari. La pensione media non è mai stata così inferiore allo stipendio medio dal 2008, secondo un testo del portale “Nezavisnost.org”, e questo nonostante gli ultimi annunci del Presidente della Repubblica sull’imminente aumento significativo delle pensioni.

Il 24 agosto, la Premier Ana Brnabić ha annunciato in una conversazione con i rappresentanti dell’Unione dei pensionati della Serbia, dell’Unione dei pensionati Nezavisnost e dell’Associazione dei sindacati dei pensionati un aumento cumulativo delle pensioni nel novembre di quest’anno e nel gennaio del prossimo anno per un totale di circa il 19%. In pratica si tratta di una ripetizione della promessa fatta dal Presidente della Repubblica, Aleksandar Vučić, anche se fuori dalla sua autorità, il quale aveva annunciato a metà giugno che le pensioni sarebbero state aumentate due volte, e che l’importo cumulato non sarebbe stato inferiore al 18%. Si vedrà nei prossimi mesi se questi rialzi almeno rallenteranno la tendenza all’impoverimento dei pensionati, anche se è certo che l’inflazione andrà rapidamente ad azzerare questo aumento.

La Serbia è al primo posto in Europa per numero di ultrasessantacinquenni, dietro a Italia, Germania, Portogallo e Grecia, e il trend di invecchiamento della popolazione va avanti da oltre un decennio, proprio come in tutto il Vecchio Continente. Tuttavia, a differenza dei residenti in Europa, che nella maggior parte dei Paesi riceveranno una pensione dignitosa dalla quale potranno provvedere a una vecchiaia sicura e pacifica, i cittadini della Serbia invecchiano in un ambiente che li vede “necessari come il male”.

Vale a dire, rispetto allo stipendio medio di oggi, la pensione media è la più bassa dal 2008, nonostante tutti i presunti aumenti che vengono promessi ai pensionati e che sono stati personalmente “forniti” dal Presidente Vucic. I dati di maggio di quest’anno sarebbero la prova della politica dello Stato nei confronti dei più anziani. Nel maggio di quest’anno un milione di pensionati ha ricevuto un assegno inferiore a 30.000 dinari al mese, cioè una pensione inferiore alla media (31.724 dinari). Di questi, circa 100.000 persone percepiscono una pensione fino a 10.000 dinari, 190.000 dei più anziani ne percepiscono tra 10.000 e 15.000 al mese e ben 260.000 pensionati vivono con una pensione che va da 15.000 a 20.000 dinari al mese. 200.000 pensionati ricevono ciascuno pensioni da 20 a 25.000 o da 25 a 30.000 dinari al mese.

L’attenzione va poi su un altro fatto che rende la vita davvero triste per la popolazione anziana. “La cosa peggiore è che si è persa la fiducia nel fondo pensionistico PIO, nessuno conta più sulla pensione, i giovani accettano di lavorare in nero solo per avere un reddito e non pensano a cosa accadrà loro in vecchiaia. Tutte le ricerche hanno mostrato una connessione tra situazione finanziaria e salute, ovvero meno entrate, più persone malate, il che significa che se non investiamo in queste persone, dovremo andare in assistenza sanitaria, e questo è di nuovo una spesa per lo Stato. Nel 2002 la pensione era al livello del 67% dello stipendio medio, mentre oggi è al 42%”, afferma un esperto. È inoltre particolarmente importante sapere che di quelle centinaia di migliaia di pensionati che percepiscono pensioni magre, compresi quelli che non ricevono nemmeno un dinaro, solo il 7,5% riceve una qualche forma di assistenza sociale. “Beh, questo è inaccettabile, soprattutto quando sappiamo quante persone sono fuori dal sistema pensionistico. Si tratta per lo più di donne nei villaggi che hanno una terra a loro nome e che non possono coltivarla. Va nuovamente sollevata la questione dell’allentamento dei criteri di fruizione dell’assistenza sociale, soprattutto per gli anziani delle zone collinari e montane”, ha spiegato l’esperto.

Photo credits: “Beta/Dragan Gojić”

https://www.danas.rs/vesti/ekonomija/stariji-na-ivici-bede-cak-300-000-penzionera-prima-manje-od-16-000-dinara/

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