Glamocic: “La Serbia non consentirà la coltivazione degli OGM”

“La Serbia non consentirà  la coltivazione degli organismi geneticamente modificati (OGM) tranne per gli scopi di ricerca scientifica e nelle condizioni strettamente controllate, ma bisogna modificare la Legge affinché si renda obbligatoria l’etichettatura dei prodotti OGM, in conformita’ con quanto stabilisce la UE”, ha dichiarato il ministro dell’agricoltura Dragan Glamocic.

Il ministro ha detto all’agenzia Beta che e’ possible che i cittadini di Serbia attualmente stiano consumando cibo OGM perche’ secondo la legge in vigore non viene considerato un prodotto geneticamente  modificato quello che contiene una quantità pari o inferiore a 0,9% di componenti  geneticamente modificati.

“Tale prodotto viene importato come un prodotto convenzionale, ovvero senza modificazione genetica. Le ispezioni del ministero in questi casi non hanno nessuna base legale per prendere provvedimenti”, ha detto Glamocic.

Il ministro ha evidenziato che  c’e’ un grande mancanza  nella legge attuale ed è quella per cui non esistono regolamenti che prevedano l’etichettatura dei prodotti geneticamente modificati, aggiungendo  che, a differenza delle leggi serbe, la legge dell’UE è molto restrittiva e prevede una marcatura obbligatoria di tutti i prodotti che contengono gli OGM.

“La nostra legge ha una grande mancanza: allo stesso tempo è restrittiva perché vieta il commercio, ovvero la coltivazione degli OGM, e dall’altra parte è incerta perche’ secondo la stessa  un prodotto agrialimentare che contiene fino allo 0,9% di elementi OGM non e’  considerato  geneticamente modificato”, ha detto Glamocic.

Alla domanda se l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e l’UE stanno chiedendo dalla Serbia a consentire  il commercio del cibo geneticamente modificato, Glamocic ha detto che le regole dell’OMC prevedono che  i paesi associati non possano applicare i divieti espliciti dell’importazione e dell’esportazione di nessun prodotto. Secondo quanto ha detto, l’eliminazione del divieto non significa che  tali importazioni saranno libere, ma proprio il contrario. “L’UE ha stabilito uno dei sistemi piu’ ristrittivi per quanto riguarda l’ottenimento del permessi che precedono la commercializzazione. Questo significa che  un prodotto che non sia passato attraverso una procedura ristrittiva per l’ottenimeto del permesso non può essere immesso sul mercato.

(Blic, 27.10.2013)

Dragan_Glamočić

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