Il giorno del giuramento per il Presidente Vucic

Il Primo Ministro serbo Aleksandar Vucic ha rassegnato le sue dimissioni martedì, un giorno prima di assumere la Presidenza del paese, che si è aggiudicato con una decisiva vittoria elettorale il mese scorso.

Dopo aver annunciato le sue dimissioni attraverso una lettera inviata al parlamento, Vucic presterà giuramento oggi, mercoledì 31 maggio, per sostituire alla Presidenza il capo dello Stato uscente Tomislav Nikolic.

Vucic, anche presidente del Partito Progressista serbo conservatore, sta per assumere una carica che appare di gran lunga cerimoniale, ma è probabile che egli conservi un considerevole potere attraverso il controllo dei progressisti e dei loro alleati nel governo di coalizione.

Fino al momento della nomina del nuovo Primo Ministro, atteso entro la metà di giugno, il Ministro degli Esteri della Serbia, nonchè Vice Primo Ministro, Ivica Dacic, ricoprirà momentaneamente la carica di capo del governo.

Martedì Vucic ha dichiarato al Reuters Global Markets Forum che si impegnerà a rafforzare i legami economici tra i paesi della regione, la maggior parte dei quali sono ancora in fase di ripresa dai conflitti armati degli anni ’90, con l’obiettivo finale di aderire all’Unione europea.

Per aderire all’UE, Serbia, Bosnia, Montenegro, Macedonia, Albania e Kosovo devono intraprendere profonde riforme, alcune delle quali possono richiedere decenni. Vucic ha affermato che finché ciò non accadrà, la regione dovrebbe creare un’alleanza economica regionale.

“Ciò significa un mercato unico di 20 milioni di persone che diventerà uno dei mercati più importanti del continente”, ha dichiarato a Belgrado, aggiungendo che tale iniziativa “rafforzerà economicamente la nostra posizione in materia di UE”.

Il nuovo Presidente ha inoltre promesso che cercherà di rinnovare i colloqui sulla normalizzazione delle relazioni con il Kosovo, l’ex provincia meridionale della Serbia che, abitata prevalentemente dall’etnia albanese, ha proclamato l’indipendenza nel 2008, dopo una guerra sanguinosa e la campagna di bombardamenti NATO sull’allora Jugoslavia nel 1999.

Con il sostegno della sua alleata tradizionale Russia, così come molti altri paesi, la Serbia rimane fermamente contraria all’indipendenza del Kosovo.

(Reuters, 30.05.2017)

http://uk.reuters.com/article/uk-serbia-primeminister-idUKKBN18Q1T1?rpc=401&

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