Una recente ricerca condotta da IPSOS fornisce dati sorprendenti sulla religiosità in Serbia.
Sebbene l’orientamento verso Dio e la tradizione sia solitamente associato alle generazioni più anziane, lo studio rivela che il 22% della popolazione serba digiuna regolarmente. Il dato più interessante, tuttavia, è che sono proprio i giovani a essere in testa: tra i membri della Generazione Z, il 28% pratica regolarmente il digiuno. Questa tendenza non è isolata, ma trova conferma in numerosi sondaggi internazionali che analizzano il ruolo della religione nella vita dei giovani e le ragioni della loro adesione ai precetti religiosi.
L’analista religioso Draško Đenović offre una lettura più articolata delle statistiche sul digiuno e sulla religiosità. “Queste ricerche sono molto discutibili, perché cosa significa digiunare? Se consideriamo il digiuno come astensione da determinati alimenti, è una cosa. Tuttavia, se lo osserviamo attraverso la prospettiva della Chiesa e della dottrina cristiana, il digiuno non è solo astensione da certi cibi, ma implica anche un cambiamento del pensiero“, spiega Đenović in un’intervista a Euronews Serbia.
L’analista critica duramente una concezione superficiale del digiuno, sottolineando che la sua essenza risiede nella trasformazione spirituale e non nella mera rinuncia al cibo. “Non serve a nulla non mangiare carne e latticini se poi torniamo a casa, chiudiamo la porta e picchiamo la moglie e i figli. In quel caso non c’è neppure la “D” di digiuno.” Secondo lui, il digiuno non è una dieta, ma qualcosa di molto più profondo: “È molto più importante il cambiamento della mente e del cuore che il fatto di bere o meno, magari per sbaglio, un caffè con il latte“.
Secondo gli insegnamenti della Chiesa, il digiuno comporta anche l’astensione da alcol e sigarette, oltre all’adattamento dell’alimentazione.
Per quanto riguarda la Generazione Z, Đenović si chiede sulle reali motivazioni. Osserva che i membri di questa generazione, nati approssimativamente tra il 1995 e il 2010, sono sempre più orientati verso un’alimentazione vegetariana e verso la tutela degli animali. “Non vogliono mangiare carne perché non vogliono che gli animali vengano uccisi per la loro alimentazione, per ragioni legate alla sostenibilità dell’ecosistema, e molti di loro, se guardiamo le cose in questo modo, di fatto digiunano tutto l’anno“, afferma Đenović.
È quindi importante chiarire se in questi casi si tratti davvero di fede e religiosità in senso tradizionale, oppure se fattori come convinzioni etiche legate all’alimentazione e consapevolezza ecologica influenzino i risultati delle ricerche. “Il punto è che non so quali fossero le domande poste durante le interviste che hanno prodotto questi dati, perché sono proprio i sondaggisti che devono formulare domande di approfondimento per capire esattamente perché una percentuale così alta digiuna o non digiuna“, sottolinea l’analista, evidenziando le sfide metodologiche.
Questa tendenza non è specifica solo della Serbia. Đenović menziona anche sviluppi globali, in particolare negli Stati Uniti, dove le chiese si stanno riempiendo nuovamente, proprio grazie alla Generazione Z. “Se negli ultimi 40 anni si svuotavano, ora si stanno riempiendo“, spiega, citando osservatori come Charlie Kirk, che ha spesso parlato del ritorno dei giovani in chiesa. Numerosi sondaggi, tra cui quelli dell’Associated Press, confermano che dal 2020, ossia dall’inizio della pandemia di coronavirus, i giovani si stanno orientando sempre più verso la chiesa e la religione in generale.
(Euronews, 29.01.2026)
https://www.euronews.rs/srbija/drustvo/207988/mladi-u-srbiji-prednjace-u-postu-da-li-je-rec-o-veri-ili-etickom-budenju-generacije-z/vest
