Gioielli italiani a Belgrado: il lusso che nasce dalla cultura

Organizzata dall’Agenzia ICE, oggi all’Hotel Hilton di Belgrado la presentazione di diciotto straordinari gioiellieri italiani. 

Nel mondo esistono molti “Made in” riconosciuti per la loro eccellenza: il “Made in Germany” è riconosciuto per l’affidabilità e la qualità, Il “Made in Japan” e, successivamente, il “Made in Korea” sono diventati nel corso dei decenni sinonimi di innovazione d’avanguardia.

Il “Made in” è un concetto dinamico: il “Made in China”, che fino a pochi anni fa era sinonimo di prodotti dozzinali, se non dannosi, oggi è diventato, almeno in alcuni settori, come l’elettronica, una garanzia di qualità, basti pensare a tanti cellulari di prima fascia così marcati. Come insegna il classico manuale  “Positioning: the battle for your mind” di Al Ries e Jack Trout, il posizionamento mentale è un insieme di associazioni che il fruitore finale attiva naturalmente quando si parla di un marchio o di un paese.

E cos’è allora il “Made in Italy”, forse il più straordinario e celebrato al mondo tra i marchi di origine nazionale? Se l’eccellenza e la qualità sono obiettivi che si pongono tutti i paesi nello sviluppare un loro “Made in”, vi è una caratteristica che distingue il “Made in Italy” in tutto il mondo: accanto alla ricerca dell’eccellenza, gli italiani aggiungono l’artigianalità, intesa come sapere delle mani tramandato di generazione in generazione, e soprattutto la cultura, stratificata nei secoli, che si manifesta in ogni opera dell’ingegno artigianale italiano. Un piatto tipico, una soluzione aerodinamica,  un tessuto, un intarsio in ceramica o marmo, in Italia non nascono solo da una capacità manuale unica, ma soprattutto dalla cultura che quell’artigiano ha respirato nella sua cittadina e in ogni altro angolo della penisola, paese che offre un’esperienza del bello in ogni suo angolo e un’educazione implicita al bello a chiunque abbia la sensibilità per coglierlo.

I diciotto gioiellieri italiani che l’Agenzia ICE di Belgrado guidata da Antonio Ventresca presenta oggi all’Hotel Hilton portano nella capitale serba una cultura del bello, della creatività e dell’eleganza che il tutto il mondo non invidia più, perché ha oramai capito che questi manufatti possono essere forse sì copiati, ma non è possibile replicare in nessuna altra parte del mondo il patrimonio di saperi e di sensibilità che li ha creati. Ecco che anche Belgrado, città con una crescita economica da anni in doppia cifra e dove sempre più spesso è possibile vedere esempi di lusso non solo esibito ma anche ricercato, è pronta ad apprezzare la lussuosa artigianalità di nicchia della gioielleria italiana. “Si tratta di una iniziativa innovativa e lungimirante portare la gioielleria italiana in Serbia, un paese che nel 2021ha registrato una crescita del 7,5% e dove vi sono tutte le condizioni per sviluppare un’attività economica, come l’interscambio commerciale tra i paesi superiore ai 4 miliardi testimonia”, ha affermato l’ambasciatore d’Italia Luca Gori nel corso del ricevimento di benvenuto e presentazione dei gioiellieri tenutosi a Palazzo Italia.

L’industria della gioielleria rappresenta un importante comparto del sistema economico italiano in generale, e per alcune regioni in particolare, con circa 5.500 imprese attive sul territorio ed oltre 27 mila addetti (dati 2019). Dal punto di vista dei conti con l’estero, questo comparto genera tradizionalmente un avanzo di bilancia commerciale; quello del 2021 è stato particolarmente positivo, superando il valore registrato nel 2019 (pre-pandemia) e oltrepassando gli 8 miliardi di euro. Tra i principali mercati per surplus degli scambi abbiamo gli Stati Uniti, la Svizzera, gli Emirati Arabi Uniti, la Francia e Hong Kong.

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