Giapponesi assumeranno 1700 persone a Sabac?

I rappresentanti della holding giapponese “Jazaki” hanno visitato la città di Sabac e hanno parlato della finalizzazione del contratto per l’apertura della fabbrica, dopo che il 9 maggio hanno registrato ufficialmente la società “Jazaki doo Sabac” ed hanno investito un milione di euro. Secondo i loro piani, 1700 persone troveranno lavoro in questa fabbrica che produrrà sistemi elettrici per l’industria automobilistica.

Il sindaco di Sabac Nebojsa Zelenovic ha dichiarato che il Comune ha gestito le trattative con questa azienda dal febbraio dell’anno scorso e che grazie a  queste trattative, gli investitori non hanno scelto la Bulgaria. Il Sindaco, rispettando l’accordo e i buoni rapporti d’afffari, solo dopo l’arrivo dei rappresentanti dell’azienda giapponese ha reso pubblico il suo nome.

Zelenovic ha ricordato che a Sabac ci sono ottime condizioni offerte dalla zona industriale che copre un terreno di 200 ettari in regime di zona franca. A Sabac sottolineano che l’amministrazione comunale risponde a tutte le richieste dell’investitore in solo 35 giorni e perciò in questa città operano già 5 aziende italiane.

Tuttavia nell’amministrazione locale affermano che l’ostacolo maggiore è il rapporto del governo. Ricordano che ci sono stati tentativi di indirizzare questa fabbrica a Kraljevo o a Krusevac, però è prevalsa la richiesta dell’azienda giapponese. Inoltre, è pessimo l’esempio quando l’Ufficio per l’occupazione di Sabac ha rifiutato a presentare i dati sugli operai qualificati per la produzione delle calzature, però l’amministrazione locale è riuscita ad organizzare un incontro dei rappresentanti della fabbrica italiana con gli operai potenziali, di cui 150 potrebbero trovare il lavoro.

Infatti, la zona industriale a Sabac è la maggiore in Serbia e finora la municipalità ha investito 10 milioni di euro nell’infrastruttura. Nel registro del Servizio nazionale per l’occupazione ci sono 12.000 persone. Si aspetta che 400 persone troveranno lavoro nelle aziende locali, oltre agli investimenti esteri nella zona industriale.

(Danas, 16.05.2016.)

This post is also available in: English

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

scroll to top