Germania e Francia discutono di nuove regole: partenariato con la Serbia anziché adesione all’UE?

Al momento ci sono più modelli in gioco. Invece di espansione, integrazione economica senza appartenenza formale. Alla Serbia e ad altri Paesi della regione che vogliono entrare a far parte della famiglia europea, è probabile che Bruxelles “offra” nuove regole di adesione nel prossimo vertice UE-Balcani occidentali a maggio.

Al momento ci sono diversi modelli in discussione, ognuno con l’obiettivo di offrire una sorta di partenariato privilegiato con l’UE, piuttosto che l’allargamento ai Paesi candidati. Più specificamente, integrazione economica senza appartenenza formale.

Scopri i principali investimenti esteri in Serbia nel 2018: clicca qui!

I negoziati diretti tra i due più influenti Paesi dell’UE, la Francia e la Germania, sono in gran parte dediti a una nuova metodologia di negoziazione, mentre i Paesi più rigorosi per quanto riguarda l’adesione di nuovi Stati, vale a dire Paesi Bassi e Danimarca, sono inclusi in circoli più ampi di discussione.

Un accordo dovrebbe essere raggiunto entro i prossimi sei mesi e adottato al Consiglio europeo di marzo del prossimo anno. Un’idea è quella di introdurre la cosiddetta integrazione settoriale nell’UE; ovvero, dopo la chiusura di ciascun capitolo il Paese in questione entrerà praticamente a pieno titolo nel sistema dell’Unione in quel settore, piuttosto che attendere, come prima, di diventarne membro a pieno titolo. Ad esempio, quando completerà i negoziati nel settore dei trasporti o dell’ambiente, il Paese candidato avrà accesso immediato a tutti i fondi dell’UE, come qualsiasi altro Stato membro.

Sul tavolo c’è un “modello norvegese”, secondo il quale, al posto dell’adesione all’UE, alla Serbia e agli altri Paesi della regione verrebbe offerta l’adesione a due importanti istituzioni europee: l’Associazione europea di libero scambio (EFTA) e lo Spazio economico europeo (SEE). I membri dell’EFTA e del SEE sono Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, che non fanno parte dell’UE.

I diplomatici di Bruxelles vogliono che la Francia insista affinché le nuove regole di adesione vengano modificate non solo per i Paesi che devono ancora avviare i negoziati, vale a dire la Macedonia del Nord, l’Albania e la Bosnia ed Erzegovina, ma anche per la Serbia e il Montenegro, che sono avanti nel processo di integrazione. C’è chi ritiene però che l’UE agirebbe in maniera priva di principi e contraria ai suoi valori se per Belgrado e Podgorica fossero cambiate le regole nel bel mezzo di una corsa all’adesione, ma è probabile che Serbia e Montenegro vengano incluse nella nuova metodologia.

Il ministro degli Esteri Ivica Dacic ha confermato lunedì che ci sono vari modelli e idee nell’UE:

“L’idea di una partnership privilegiata non è nuova. L’allora SFRJ aveva praticamente lo status di membro associato dell’UE. Questo per quanto riguarda i criteri democratici. Un Paese con un partito unico al potere sarebbe potuto esserne membro, mentre ora vedete le condizioni imposte alla Serbia. L’allargamento dell’UE è dovuto alle esigenze dell’Unione stessa”.

L’idea per riformare l’intero concetto di allargamento dell’UE è stata lanciata un anno fa dal Presidente francese Emmanuel Macron, che sostiene un’Europa “a più velocità”, ovvero a tre cerchi. Nel primo, il cerchio più stretto secondo Macron, la spina dorsale sarebbe formata da Germania e Francia, e gli Stati avrebbero, tra le altre cose, una moneta comune e un mercato del lavoro integrato. Il secondo cerchio, secondo la visione del Presidente francese, riguarderebbe ancora Paesi con un mercato unico, e la libertà di movimento. Il terzo, più ampio dovrebbe molto probabilmente comprendere i Balcani occidentali e potenzialmente la Russia e la Turchia.

La Serbia ha avviato i negoziati di adesione nel 2014, con l’ultima scadenza per l’ammissione nel 2025, che ora viene messa in discussione.

http://www.novosti.rs/vesti/naslovna/politika/aktuelno.289.html:826982-Nemacka-i-Francuska-razmatraju-nova-pravila-Partnerstvo-sa-Srbijom-umesto-pristupanja-EU

This post is also available in: English

Share this post

scroll to top
More in adesione UE, Francia, Germania, Macron, partenariato, Serbia
Il Festival cinematografico serbo-giapponese a Belgrado, Novi Sad e Tokyo

La Serbia migliora nella “facilità di fare impresa”

Close