Gas naturale e Comunità dell’energia: va avanti il procedimento contro la Serbia

Il Segretariato della Comunità dell’Energia ha dichiarato che è ancora in corso il procedimento nei confronti della Serbia per l’accordo con la Russia sul gas naturale, che violerebbe le regole della concorrenza leale.

La Segreteria ha anche accordato alla Serbia due mesi di tempo per correggere le irregolarità del contratto, inviandole un comunicato, il 16 marzo, in cui si legge che l’accordo, a partire dal 2012, prevedeva che il gas erogato fosse solo per il mercato serbo, clausola contraria al regolamento della Comunità dell’energia: “A seconda della risposta della Serbia alla nostra nota, la Segreteria può presentare il caso al Consiglio dei Ministri, considerando che la Serbia non rispetta le norme della Comunità dell’energia”.

Il Consiglio dei Ministri è di solito restio a penalizzare i paesi, ma potrebbe imporre determinate sanzioni (privazione del diritto di voto o riduzione del finanziamento per la partecipazione alle attività della Comunità dell’energia). Inoltre, vi è la possibilità che l’UE sospenda il suo finanziamento ai progetti di energia in Serbia.

I lavori preliminari sono stati avviati il 12 gennaio, quando la Comunità dell’energia ha inviato una lettera alla Serbia per chiedere al paese di reagire al mancato rispetto della normativa UE. Il Ministero dell’Energia serbo ha risposto che avrebbe presentato loro una risposta in modo tempestivo.

L’accordo sul gas tra la Serbia e la Russia prevede la fornitura, da parte della Russia, fino a 5 miliardi di metri cubi di gas ogni anno nel periodo che va dal 2012 al 2021. Il terzo comma dell’articolo 4 del presente accordo, oggetto delle obiezioni della Comunità dell’energia, stabilisce che ” il gas naturale che viene consegnato alla Repubblica di Serbia in base a questo accordo è destinato ad essere utilizzato sul territorio della Repubblica di Serbia”.

Il Vice direttore del Segretariato della Comunità dell’energia, Dirk Busch, aveva in precedenza sottolineato che le clausole come quella nel contratto del gas costituiscono “un residuo dei tempi passati in cui i fornitori dominanti potevano compartimentare il mercato europeo del gas a loro piacimento”, aggiungendo che queste clausole non vengono più utilizzate nel resto d’Europa.

(New Economy, 20.03.2017)

http://novaekonomija.rs/vesti-iz-zemlje/energetska-zajednica-nastavili-smo-postupak-protiv-srbije-zbog-gasa
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