Gallup: la persistenza della jugonostalgia

I residenti della maggior parte dei paesi ex jugoslavi ritengono ancora che la disgregazione della Federazione abbia danneggiato il proprio paese, come ha recentemente rilevato un sondaggio Gallup.

“Molti residenti della ex Repubblica socialista federativa di Jugoslavia ritengono che la sua rottura 25 anni fa ha danneggiato il loro paese”, sostiene Gallup in una dichiarazione. “Questi residenti possono piangere la perdita dei benefici che il socialismo ha fornito o essere frustrati dall’alto tasso di disoccupazione attuale, dalla perdita di reddito o dall’illusione perduta della convivenza pacifica tra i diversi gruppi”.

La Yugoslavia cominciò a sfaldarsi all’inizio degli anni ’90 e i suoi cittadini hanno subito quasi un decennio di conflitti etnici. La stabilità politica in tutta la regione è ancora minacciata da tensioni etniche.

Fino all’81% dei serbi ritiene che la rottura della Jugoslavia ha danneggiato il loro paese, mentre il 77% dei bosniaci e il 65% dei macedoni sono d’accordo. Solo il 4% dei serbi pensa che la rottura della Jugoslavia sia stata vantaggiosa per il proprio paese, mentre solo il 6% dei bosniaci e il 15% dei montenegrini guidicano positivamente la divisione.

Gli atteggiamenti negativi in Bosnia-Erzegovina possono essere legati alla frustrazione causata dalle misere prestazioni governative: “In modo simile agli atteggiamenti russi verso la dissoluzione dell’ex Unione Sovietica, i serbi possono avvertire un senso acuto di perdita, in quanto nazione al centro di un ex stato multinazionale”.

In Macedonia, dove la lunga crisi politica è recentemente esplosa in violente manifestazioni all’interno del parlamento, il 61% dei partecipanti al sondaggio dichiara di considerare la rottura dannosa, mentre il 12% pensa che sia stato uno sviluppo positivo per il paese.

Ma questo sentimento di nostalgia non è uniforme in tutta la regione. Le percentuali più alte di persone che ritengono che la rottura della Jugoslavia sia stata vantaggiosa sono state registrate in Croazia e Kosovo.

In Croazia, da poco nuovo membro dell’UE, il 55% degli intervistati considera la disgregazione vantaggiosa e solo il 23% dannosa. Al contrario, nell’altro stato membro dell’ex Unione Jugoslava, la Slovenia, il 41% ritiene la dissoluzione vantaggiosa mentre il 45% dannosa.

Il più alto numero di intervistati che hanno accolto favorevolmente la divisione della Jugoslavia si concentrano in Kosovo, l’ultimo paese della regione a guadagnare l’indipendenza: qui il 75% ha dichiarato che la ripartizione è stata favorevole e solo il 10% si è pentito.

Le minoranze etniche hanno più probabilità di avvertire la rottura della ex Jugoslavia come nociva, secondo Gallup.

L’indagine è stata condotta tra 1.000 adulti dei sette paesi ex jugoslavi: Bosnia, Croazia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia e Slovenia.

(Intellinews, 18.05.2017)

http://www.intellinews.com/yugonostalgia-still-strong-in-western-balkans-121762/?source=serbia

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