Galenika danneggiata per circa 100 milioni di euro

La Polizia ha terminato le indagini sulle frodi commesse all’interno della casa farmaceutica di proprietà statale Galenika mettendo in stato di accusa Dejan Backović (ex presidente dell’azienda e attuale direttore del partito socialista) Nenad Ognjanović (ex direttore generale dell’azianda)  e Dragoljub Vučićević (proprietario del gruppo Velefarm).

L’ufficio della polizia criminale ha concluso le indagini per capire perché e come l’ex gigante farmaceutico sia stato distrutto e riepito di debiti con un danno contabile di circa 100 milioni di euro. I nuovi capi di imputazione ricadono su Dejan Backović, Nenad Ognjanović e Dragoljub Vučićević, i quali nei giorni seguenti dovranno essere ascoltati dal giudice per rendere conto di accuse di malversazioni per almeno 77 milioni di euro.

Dejan Backovic (oggi direttore del Partito Socialista di Serbia) è accusato di aver promosso e gestito, nella sua qualità di presidente del consiglio di amministrazione dell’azienda tra il novembre 2008 e il 21 dicembre 2012, gli abusi di cui è oggi accusato. Inoltre egli è accusato di aver sottoscritto con  Nenad Ognjanović, già direttore generale della Galenika, e Dragoljub Vučićević, proprietario della Velefarm, una serie di contratti di compravendita di medicinali e altri prodotti farmaceutici che hanno danneggiato la Galenika, la quale, sulla base di detti contratti, ha fornito alle imprese di Vučićevic “Velefarm holding”, “Velefarm VFB”, “Velefarm Prolek”, “Velefarm invest” e “Sanitarija” prodotti farmaceutici per un controvalore di 2,5 miliardi di dinari. In questi contratti e nei relativi allegati si definivano tutti gli sconti e i ribassi che la Galenika garantiva alle imprese di Vucicevic, il quale si impegnava con i contratti a garantire il pagamento della merce con ipoteche e cambiali garantite da banche di primo piano.

Vi è il forte sospetto che Backovic abbia autorizzato la firma di tali contratti con le imprese di Vucicevic anche se era a conoscenza che esse non avevano ancora saldato i debiti con Galenika per precedenti forniture per una somma che si aggirava già sui 2,4 miliardi di dinari. Quando fu firmato il contratto tra Galenika e Velefarm, Vucicevic aveva già debiti per circa 6 miliardi di dinari. Ciononostante Backovic continuò a permettere la consegna di medicinali alla Velefarm non solo senza senza pretendere alcun saldo dei precedenti debiti ma addirittura continuando a praticare sconti e ribassi alla Velefarm. A garanzia dei pagamenti la Galenika accettava cambiali scadute, che venvano poi sostituite da nuove cambiali con una nuova data di scadenza. Queste cambiali venivano poi scontate presso le banche commerciali, con l’effetto che Galenika diventava un debito di queste banche. Tutte le cambiali venivano caricate sui conti della Galenika perché sui conti della Velefarm non vi erano soldi. In pratica la Galenika pagava i debiti della Velefarm più li interessi e le altre spese bancarie accessorie.

Backovic è accusato di aver ordinato a Ognjenovic di formare un contratto in base al quale la Galenika si faceva garante con i suoi immobili dei debiti della Velefarm. Il contratto è stato firmato il13 ottobre 2010 per un valore di 2,3 milioni di euro tra la Unicredit e la Velefarm, con garante proprio la Galenika. L’ex presidente del consiglio di amministrazione di Galenika è accusato di aver saputo che all’epoca Velefarm aveva debiti verso la compagnia farmaceutica di Stato per oltre 6 miliardi di dinari mentre Galenika doveva ripagare A Unicredit il credito e i relativi interessi del contratto con Velefarm.

Di questo contrato Backovic informò gli altri membri del consiglio di amministrazione due giorni dopo la firma e solo per telefono. Discutibile per gli investigatori anche l’accordo di moratoria dei debiti siglato il 10 febbraio 2011 tra la società farmaceutica Hemofarm e la Galenika con il consenso della Velefarm. Sulla base di tale moratoria la galenika si impegnava ad accettare le cambiali firmate dalle ditte di Vucicevic ma non a riscuoterle. All’epoca del ditte della holding Velefarm avevano già un debito di 7 miliardi di dinari nei confronti della Galenika. Con questa moratoria i dirigenti della Galenika hanno creato un ulteriore danno all’azienda pubblica di 947 milioni di dinari, tale è il controvalore delle cambiali firmate, sulla base della stessa, dal gruppo Velefarm.

(Vecernje Novosti, 05.02.2014)

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