Fuga di cervelli vs afflusso di rimesse

“I giovani serbi che vivono e lavorano all’estero sono il nostro miglior investimento per l’esportazione. E forse il migliore in generale. Quest’anno, chiudendo con agosto, hanno inviato al loro paese 2,3 miliardi di euro” – dimostrano i dati della Banca nazionale di Serbia (NBS).

Secondo i dati preliminari, l’afflusso delle rimesse e dei trasferimenti personali, durante gli otto mesi del 2018 sono state pari a 2,3 miliardi di euro, che è il 20,8% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sulla base delle rimesse registrate sono affluiti 1,2 miliardi di euro, mentre il valore stimato delle rimesse non registrate, fuori dai conti bancari, ammontava a circa 1,1 miliardi di euro. L’afflusso è relativamente stabile e la sua quota nel prodotto interno lordo si muove intorno all’8% circa, cosa che ci aspettiammo anche quest’anno, dice la banca centrale.

Attraverso conti bancari e trasferimenti di denaro veloci per circa otto mesi quest’anno, sono state eseguite circa 1,284 milioni di transazioni e il tasso medio di invio è stato di circa 930 euro. Il maggior afflusso di rimesse è stato in agosto: 365,3 milioni di euro.

I dati della Banca Mondiale, che calcola le rimmesse nella valuta statunitense, mostrano che i nostri cittadini dall’estero hanno inviato alla Serbia 41,5 miliardi di dollari negli ultimi dieci anni, che, calcolati al tasso di cambio corrente, ammontano a 36,5 miliardi di euro. In media, inviano tre miliardi di euro all’anno, che è considerevolmente maggiore rispetto agli investimenti esteri diretti nello stesso periodo.

Ciò conferma anche il prof. e dott. Vladimir Grecic, membro dell’Accademia serba delle scienze economiche e esperto di migrazione.

“Nel 2016, l’aflusso delle rimesse è stato del 36% più alto dell’aflusso degli investimenti diretti esteri in Serbia. La diaspora nel 2017 ha inviato più di 3,6 miliardi di dollari, e i dati della Banca Mondiale mostrano che si tratta di un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. In relazione al PIL, le rimesse dei migranti sono stati pari all’ 8,4%”, afferma Grecic e aggiunge che quasi i due terzi delle rimesse, ovvero nel 64 % dei casi, provengono da paesi dell’UE. Tra i paesi europei, la maggior parte delle rimesse proviene dalla Germania (il 39,4%) e dalla Svizzera (il 23%). La maggior parte delle rimesse – circa l’80% – è realizzata in euro.

La Serbia non si distingue dagli altri paesi in termini di numero di rimesse straniere che riceve. Il rapporto della Banca mondiale per il mese di aprile indica che le rimesse ai paesi meno sviluppati sono in aumento, il che è logico, dato che il numero di migranti sta crescendo. Pertanto, non possiamo concludere che la maggior parte delle persone altamente istruite stnno migrando dai loro paesi.

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“Non si può affermare che i migranti più istruiti inviano più denaro alla loro patria rispetto a quelli meno istruiti. Probabilmente inviano più denaro per compensare le loro famiglie per il finanziamento della loro istruzione. La ricerca dimostra che il livello medio delle singole rimesse è inferiore tra migranti con un’istruzione superiore, quindi non si può dire che la fuga di cervelli possa essere compensata dalle loro alte rimesse. Tuttavia, ciò non significa che le rimesse in valuta estera effettuate da migranti altamente qualificati e istruiti siano trascurabili, specialmente di quelli che svolgono un lavoro temporaneo all’estero. La ricerca mostra che quasi la metà (il 45%) dei medici indiani che lavorano nel Regno Unito inviano parte dei loro guadagni al loro paese di origine, che rappresenta in media il 16% del loro reddito”, spiega Grecic.

“Ci sono molti casi di lavoratori poco qualificati che vanno all’estero per guadagnare e risparmiare uanto serve per aprire una propria attività”, aggiunge Grecic.

Quindi, effettivamente dove vanno spesi questi miliardi che le persone in Serbia ricevono? Principalmente in cibo, vestiti, medicine, acquisto di case e appartamenti, ristrutturazione, acquisto di terreni, trattori e automobili.

Gli esperti dicono che il modo in cui vengono utilizzate le rimesse sono un problema. Grecic afferma che è positivo che le rimesse contribuiscano ad un aumento della spesa della popolazione e alla riduzione del tasso di povertà, ma è negativo che solo una parte piccola di esse venga spesa per investimenti e che aumenta la dipendenza da esse delle persone che vivono in Serbia. Solo una piccola percentuale di rimesse viene utilizzata per salvare e creare nuovi posti di lavoro, ovvero l’apertura di piccole imprese manifatturiere.

http://www.politika.rs/sr/clanak/414940/Odliv-mozgova-priliv-doznaka?fbclid=IwAR0mPoacccRxKXzWOmCi01YUvDLjc_T_y6NnfePbQEFEwckP9_X8WMf-mHw

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