Serbian Monitor

Forza Nuova e i rapporti con la destra serba

Il partito di destra Forza Nuova, i cui leader sono in carcere dopo i disordini del mese scorso a Roma, esiste ancora anche se il suo scioglimento è stato votato dal parlamento italiano. Un mese dopo che il parlamento italiano ha votato per sciogliere l’organizzazione neofascista i cui leader sono stati arrestati a metà ottobre per disordini durante le proteste anti-vax a Roma, il partito di destra Forza Nuova è ancora vivo.

Il 20 e 21 ottobre Senato e Camera dei Deputati hanno adottato un’iniziativa per vietare l’operato del partito i cui dirigenti sono ritenuti responsabili dell’attentato alla sede della Cgil del 9 ottobre, quando le manifestazioni contro l’introduzione del green pass obbligatorio per tutti i lavoratori sono sfociate in sommosse e scontri con la polizia. La richiesta dei parlamentari non è però vincolante per le autorità italiane, che, secondo i media locali, stanno ancora pensando a come risolvere questo problema.

Per legge, i gruppi neofascisti possono essere banditi solo dopo che un tribunale ha stabilito che le loro azioni facevano parte di uno sforzo per far rivivere il vecchio partito fascista che governò l’Italia dal 1922 al 1943. Allo stesso tempo, al governo è consentito per decreto vietare le organizzazioni che ritiene costituiscano una seria minaccia alla democrazia e alle libertà costituzionali.

Fondata nel 1997, Forza Nuova eredita l’eredità del dittatore fascista Benito Mussolini ed è oggi uno dei partiti di estrema destra più in vista in Italia, più volte accusato di aggressioni agli immigrati e scontri con la polizia. Non ha mai superato la soglia parlamentare in Italia, e alle ultime elezioni insieme al movimento Fiamma Tricolore, ha ottenuto lo 0,5% dei voti al Senato e lo 0,39 alla Camera dei deputati. Nonostante degli risultati elettorali trascurabili, dovuti alla retorica nazionalista e ad atteggiamenti radicali, la loro presenza e visibilità nell’opinione pubblica è aumentata.

“Più che l’aumento del numero [di voti], c’è stato un aumento della visibilità. Questa crescita va di pari passo con la crescita generale della destra in Italia. Definirsi fascisti non è più uno scandalo”, ha affermato Guido Caldiron.

Dopo i disordini di ottobre, sembra che il governo e il Ministero dell’Interno stiano aspettando l’epilogo del tribunale prima di prendere provvedimenti per l’eventuale chiusura del partito, secondo il quotidiano “Domani”. Fino ad allora, il presidente di Forza Nuova Roberto Fiore e il suo primo collaboratore Giuliano Castellino sono in attesa di giudizio in carcere insieme ad altri dieci detenuti.

Entrambi sono noti alla polizia e alla magistratura; Fiore, 62 anni, è in conflitto da decenni con le autorità a causa di principi politici militanti. Castellino, 44 ​​anni, come uno dei vertici degli ultras della Roma, è ospite frequente sulle pagine della cronaca nera, e nel 2019 è stato condannato a quattro anni di reclusione per aver ferito due guardiani comunali e un agente di polizia, impedendo a un abusivo di uscire dall’appartamento assegnato per legge a una famiglia eritrea. Uscendo dall’aula, salutò con il famoso saluto “romano” fascista.

E mentre le autorità legislative ed esecutive in Italia soppesano i loro prossimi passi, i media scrivono spesso di Forza Nuova. Il quotidiano “Domani” riporta che pochi giorni prima della violenza alla Cgil, Fiore era a Belgrado a un convegno con altri neofascisti europei. In quell’occasione, ha elogiato un simile attacco al parlamento serbo e ha ribadito “il sostegno alla sovranità della Serbia sul Kosovo”. Nel testo intitolato “Tutte le strade dei neofascisti portano in Kosovo”, “Domani” riporta una storia dettagliata sui legami di Forza Nuova e del suo leader Fiore con il movimento di destra serbo, fondato dal controverso politico Miša Vacić.

“Abbiamo combattuto contro il lockdown, abbiamo combattuto contro la tirannia sanitaria. (…) Dobbiamo rispettare il sacrificio e il lavoro del popolo serbo e di persone come Miša, che è andato davanti al parlamento per dire chiaramente che la tirannia sanitaria o sarà abolita o scoppierà una rivoluzione”, ha detto Fiore alla conferenza, che si è organizzata sotto gli auspici dell’Alleanza per la pace e la libertà (APF) nell’hotel “Mosca” di Belgrado il 26 settembre, ha riunito l’estrema destra di tutta Europa.

“Domani” specifica che le proteste in Serbia, citate da Fiore, sono state infatti motivate dall’intenzione di introdurre nuove misure contro il COVID-19, ma che, soprattutto, sono state una reazione al crescente autoritarismo del Presidente Aleksandar Vučić; inoltre, “non è vero che il partito di Vacic abbia preso parte alle proteste”, afferma il giornale.

“Domani” afferma che durante la conferenza di settembre è stato concordato di tenere un incontro simile nel nord del Kosovo a novembre, come segno del sostegno della destra europea ai serbi nella provincia. Ma visto che Fiore, che è anche presidente dell’APF, è nel frattempo finito in carcere, la domanda è cosa succederà con questa iniziativa.

Nel prosieguo del testo, “Domani” analizza la situazione politica nel nord del Kosovo, sottolineando il ruolo dell’estrema destra. Afferma che il nord del Kosovo sta cercando di presentarsi come “l’ultimo baluardo che resiste all’invasione e all’occupazione islamica”.

“Il nazionalismo [serbo] sulla questione del Kosovo incarna il mito di una nazione e il sacrificio del territorio occupato dall’esercito di fede islamica; sottolinea la vittimizzazione del popolo, prima da parte della NATO e poi della diplomazia dell’UE, e idealizza la Serbia come uno Stato che difende la propria sovranità territoriale ponendosi come difensore del cristianesimo europeo. “Questa miscela ideologica, ovviamente, non può che suscitare ammirazione nello spettro politico [di estrema destra], che da anni si lamenta di progetti fantasma di migrazione etnica, asservimento alle istituzioni internazionali e distruzione delle radici cristiane europee”.

La “Repubblica”, invece, porta la storia di come Forza Nuova abbia utilizzato la pandemia del virus e vari movimenti anti-vax per propagare la propria esistenza ed espandere la propria base. Il quotidiano romano porta alla luce documenti e carteggi su forum chiusi di internet che confermano come Forza Nuova pianifichi da un anno e mezzo manifestazioni antigovernative, adducendo come pretesto le misure pandemiche.

“Fiore e Castellino hanno capito prima di altri che misure governative rigorose avrebbero provocato un movimento frammentato ed eterogeneo di persone deluse. Hanno usato metodi familiari presi in prestito da gruppi terroristici in passato – nascondendosi dietro acronimi apparentemente apolitici, infiltrandosi in gruppi chiusi, incitando all’odio e suscitando passioni estreme, chiedendo combattimenti di strada, fino a, come mostra una corrispondenza su Telegram, hanno dato istruzioni su come realizzare armi con l’ausilio di una stampante 3D”, scrive la “Repubblica”.

Castellino ha organizzato manifestazioni di piazza a Roma il 12 aprile dello scorso anno, durante la prima ondata della pandemia, contro la quarantena obbligatoria domiciliare, alla quale il Governo ha obbligato tutti i cittadini. Erano in totale sei e la polizia ha fatto loro delle multe. Sembrava una cosa banale, ma in realtà era solo l’inizio. Il 10 ottobre 2020 nella sala dell’Hotel Parco del Tirreno a Roma, formano il “Governo di Liberazione Popolare” e denunciano che “il parlamento deve essere sciolto, la Corte suprema destituita e i poteri dei pubblici ministeri revocati. Dobbiamo condurre il popolo verso la liberazione”.

Nulla di ciò che è accaduto in questi anni e dopo violente proteste, sedute pacifiche o cortei nelle città italiane è casuale, afferma “Repubblica”. I vertici di Forza Nuova hanno approfittato dell’insoddisfazione che aleggia a causa prima del lockdown, poi dei vaccini e ora con il green pass obbligatorio.

https://balkans.aljazeera.net/teme/2021/11/21/sta-povezuje-italijanske-neofasiste-srpske-desnicare-antivaksere-i-kosovsko-pitanje

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