“For media freedom” incontra Ana Brnabic

I membri di “For media freedom”, gruppo informale di giornalisti, redattori e attivisti, ha incontrato martedì la Prima Ministra serba per discutere di quello che definiscono come il peggioramento della situazione dei media indipendenti.

Nel corso dell’incontro con Ana Brnabic, era prevista la presentazione di un elenco di richieste e reclami in merito alla situazione.

L’editore del giornale locale Vranjske, Vukasin Obradovic, ha sottolineato che si tratta della prima volta che le 26 associazioni di media e organizzazioni non governative si siedono con Brnabić, per discutere dello stato, dei diritti e delle condizioni dei giornalisti in Serbia.

“Presenteremo le nostre richieste per migliorare lo stato dei media in Serbia e gli interventi che il governo potrebbe attuare sotto questi termini”, aveva annunciato domenica ai microfoni dell’emittente televisiva N1.

Obradovic, ex presidente dell’Associazione Indipendente dei Giornalisti della Serbia, NUNS, ha aggiunto che “il gruppo non ha intenzione di entrare in discussioni politiche e intende concentrarsi solo sulle condizioni dei giornalisti”.

Criticando l’UE per il suo non coinvolgimento nei problemi dei media in Serbia, ha dichiarato che l’UE non dovrebbe essere “ipocrita e osservare lo stato della libertà dei media in Serbia con obiettivi diversi in relazione alle norme applicate nell’UE.”

“La riunione, lunga e difficile, nonostante molti scontri iniziali, si è svolta in un’atmosfera costruttiva, e entrambe le parti hanno dimostrato buone volontà di proseguire il dialogo”, ha dichiarato il governo sul suo sito web.

Brnabic “ha sottolineato che il compito primario di questo governo è quello di lavorare sulle riforme avviate, nonché di condurre un dialogo costruttivo su tutti i temi di importanza sociale, come la libertà dei media” e ha “promesso di rispondere alle richieste del Gruppo nell’arco dei prossimi dieci giorni, senza anticipare quali saranno le risposte”.

La Premier ha dichiarato che questa è stata la prima riunione di lavoro e che i colloqui con i rappresentanti del gruppo di libertà di media continueranno.

“Un incontro speciale di questo gruppo è stato concordato con il Ministro della cultura e dei media Vladan Vukosavljevic, che insieme al Ministro della Pubblica Amministrazione e autonomia locali, Branko Ruzic, ha partecipato alla riunione”, ha dichiarato il governo.

I rappresentanti del gruppo “For media Freedom” che hanno partecipato ai UE-Western Balkans Media Days, tenutasi a Tirana la scorsa settimana, hanno inscenato una breve protesta durante l’evento presentandosi in camicia nera con il messaggio #EUdoMore.

La giornalista serba Tamara Skrozza, prendendo parte all’evento il 10 novembre, ha dichiarato “l’UE non dovrebbe combattere le nostre battaglie, ma non dovrebbe neanche complicare i nostri sforzi per combattere per la libertà dei media in Serbia”.

Molti giornalisti si sentono sotto attacco nel paese.

Il 18 settembre, il partito del Ministro della Difesa Aleksandar Vulin, che fa parte del governo, ha apostrofato l’editor di KRIK, Stevan Dojcinovic, come un “tossicodipendente”. L’attacco verbale ha rappresentato un’apparente ritorsione per la pubblicazione dell’indagine sulle proprietà immobiliari del ministro.

Subito dopo, Obradovic è entrato in sciopero della fame in segno di protesta per la chiusura della sua testata e per quello che ha descritto come il declino della libertà dei media in Serbia.

In un incidente precedente, l’appartamento di Dragana Peco, giornalista della rete KRIK, è stato messo a soqquadro l’8 luglio, mentre lei era fuori. Il Ministro dell’Interno, Nebojsa Stefanovic, ha promesso che il caso sarebbe stato risolto presto. Mesi dopo, i responsabili dell’incidente non sono stati ancora individuati.

I giornalisti si sono lamentati anche per essere stati attaccati in giugno, durante la cerimonia di giuramento del nuovo Presidente Aleksandar Vucic. Diversi incidenti, incluse aggressioni ai danni dei giornalisti, si sono verificati in quell’occasione.Tuttavia, i responsabili degli attacchi non sono stati arrestati, sebbene i media abbiano pubblicato le loro foto.

Una relazione sullo stato di avanzamento pubblicata dalla Commissione europea nel novembre 2016 ha rilevato che la Serbia non ha compiuto un vero e proprio progresso e ha svolto solo un “livello di preparazione” in termini di sostegno alla libertà di espressione.

L’organizzazione Freedom House, nel suo ultimo rapporto, sostiene che il primo ministro, ora Presidente, Aleksandar Vucic – e i media punti allineati con lui – hanno portato avanti un piano per dipingere tutte le organizzazioni dei media investigative e critiche come propagandisti finanziati dall’estero che cercano di danneggiare il governo e destabilizzare il paese.

“L’autocensura è un fenomeno in via di peggioramento che i giornalisti attribuiscono alle preoccupazioni sia per le molestie che per la pressione economica”, ha dichiarato la relazione per il 2015, pubblicata l’anno scorso.

Il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha espresso la sua preoccupazione nel mese di febbraio in relazione alla diffamazione pubblica e intimidatoria nei confronti dei professionisti dei media da parte dei funzionari serbi, e circa il perseguimento dei giornalisti e attori della società civile solo per aver espresso le proprie opinioni.

(Maja Zivanovic, Balkan Insight, 14.11.2017)

http://www.balkaninsight.com/en/article/serbian-media-and-ngo-representatives-to-meet-pm-11-13-2017

http://www.balkaninsight.com/en/article/serbian-authorities-obstructing-free-media-journalists-say-11-13-2017

https://www.b92.net/eng/news/politics.php?yyyy=2017&mm=11&dd=15&nav_id=102809

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