Fondo InCE presso la BERS: dal sostegno ai risultati concreti in Serbia

Di Marija Marić

L’evento “CEI Fund at the EBRD contributed by Italy: Presentation of Operations in Serbia” si è tenuto ieri presso l’Ambasciata d’Italia a Belgrado, riunendo rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), dell’Iniziativa Centro-Europea (InCE), di Banca Intesa e del settore privato serbo per presentare le attività e l’impatto del Fondo InCE in Serbia, nonché il suo ruolo nel sostenere gli investimenti, le riforme, la cooperazione regionale e l’integrazione europea della Serbia.

L’incontro è stato ospitato da Luca Gori, Ambasciatore d’Italia in Serbia, e moderato da Niccolò Rossi, Responsabile dell’Ufficio economico dell’Ambasciata d’Italia in Serbia. Tra i relatori figuravano Alfredo Maria Durante Mangoni, Coordinatore nazionale InCE presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano; Jelena Čeperković, Vice responsabile della BERS in Serbia; Elisabetta Dovier, Programme Manager presso l’Ufficio per i Fondi InCE della BERS e il Segretariato esecutivo dell’InCE; Maja Andonov, Responsabile della Divisione Small Business di Banca Intesa; e Aleksandar Skulić, Presidente del Consiglio esecutivo di Meter & Control d.o.o. Serbia.

Italia e Serbia: commercio bilaterale, cooperazione regionale e integrazione europea

Aprendo l’evento, S.E. Luca Gori, Ambasciatore d’Italia in Serbia, ha sottolineato lo sviluppo delle relazioni economiche bilaterali, la cooperazione regionale e il processo di integrazione della Serbia nell’UE.

Gori ha affermato che nel 2026 gli scambi commerciali tra Italia e Serbia dovrebbero superare i 6 miliardi di euro, sottolineando al contempo che il profilo economico della Serbia sta cambiando e che gli investimenti futuri dovrebbero concentrarsi sempre più su attività ad alta intensità tecnologica. “La Serbia non è più un Paese a basso costo”, ha sottolineato Gori, evidenziando la necessità di orientarsi verso investimenti tecnologicamente più avanzati.

Passando alla dimensione regionale, Gori ha inoltre sottolineato l’importanza dell’InCE in un momento in cui la cooperazione regionale ha dovuto affrontare una serie di difficoltà.

Luca Gori, Ambasciatore d’Italia in Serbia

“Negli ultimi anni abbiamo assistito ad alcuni passi indietro per quanto riguarda il dialogo e i programmi infrastrutturali e, purtroppo, stiamo assistendo anche a una crescita del nazionalismo”, ha affermato, osservando che non si tratta di una tendenza limitata alla Serbia, ma di un fenomeno che si può osservare più ampiamente nella regione. “Per questo il ruolo della cooperazione regionale è altamente rilevante”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di mantenere piattaforme che riuniscano i Paesi e favoriscano una cooperazione concreta.

L’Ambasciatore d’Italia in Serbia ha affrontato anche il tema dell’integrazione europea della Serbia, osservando che un nuovo slancio è visibile nei processi di adesione del Montenegro e dell’Albania, mentre i progressi della Serbia sono rimasti limitati. “Purtroppo, per gli altri Paesi, compresa la Serbia, siamo fermi. Non è stato aperto alcun nuovo cluster negli ultimi cinque anni”, ha affermato Gori, aggiungendo che l’Italia continua a sostenere il processo di adesione della Serbia.

Riferendosi alle prossime elezioni, Gori ha affermato che i prossimi tre mesi saranno particolarmente importanti per la Serbia e potrebbero determinare la direzione politica del Paese nel periodo a venire. “I prossimi tre mesi saranno cruciali per la Serbia”, ha concluso Gori.

12,6 milioni di euro destinati a progetti in Serbia attraverso il Fondo InCE

Il ruolo e i risultati del Fondo InCE sono stati presentati da Alfredo Maria Durante Mangoni, Coordinatore nazionale InCE presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano; Elisabetta Dovier, Programme Manager presso l’Ufficio per i Fondi InCE della BERS e il Segretariato esecutivo dell’InCE; e Jelena Čeperković, Vice responsabile della BERS in Serbia. I relatori hanno illustrato il ruolo del Fondo nel sostenere le attività della BERS in Serbia.

Istituito nel 1992, il Fondo InCE presso la BERS è interamente finanziato dall’Italia, che ha versato complessivamente 61,5 milioni di euro.
Settori prioritari: riforma istituzionale, energia e transizione verde, digitalizzazione, infrastrutture, connettività regionale, integrazione europea e competitività delle PMI.

Dati relativi alla Serbia:
12,6 milioni di euro destinati a progetti in Serbia
125 progetti sostenuti attraverso la cooperazione bilaterale e regionale
Progetti bilaterali: oltre 3 milioni di euro per 45 progetti
Progetti regionali: 9,6 milioni di euro per 80 progetti

“La cooperazione regionale attraverso l’InCE deve portare alla piena adesione all’UE”, ha affermato Durante Mangoni, sottolineando l’importanza di modernizzare le infrastrutture e rafforzare la capacità istituzionale.

Ha inoltre sottolineato che il Fondo non si limita a fornire sostegno finanziario, ma crea anche opportunità per gli Stati membri dell’InCE di cooperare, scambiare competenze e sviluppare progetti congiunti. I suoi programmi, ha aggiunto, dovrebbero fungere da strumenti a sostegno degli sforzi di riforma e sviluppo dei Paesi.

Dovier ha illustrato i due principali programmi del Fondo: il Technical Cooperation Programme, che fornisce assistenza tecnica collegata agli investimenti della BERS, e il Know-How Exchange Programme, che facilita il trasferimento di competenze tra gli Stati membri dell’InCE appartenenti e non appartenenti all’UE.

Nel 2015 il Fondo è passato da un sistema di finanziamento vincolato a uno non vincolato, aprendo la partecipazione alle gare per i contratti di assistenza tecnica alle aziende di tutti i Paesi membri della BERS.

Dal più ampio punto di vista della BERS, Čeperković ha sottolineato l’importanza della Serbia per la Banca, osservando che la BERS ha investito circa 11 miliardi di euro attraverso circa 400 progetti nel Paese. Ha indicato il settore privato e la transizione verde come aree chiave e ha sottolineato il ruolo del Fondo InCE nel sostenere gli investimenti e le riforme, in particolare nel settore energetico e nello sviluppo del settore privato.

La Vice responsabile della BERS in Serbia, Jelena Čeperković, ha ringraziato l’Italia per il suo contributo ed espresso l’interesse della BERS a rafforzare ulteriormente la cooperazione con l’InCE e i suoi partner in Serbia.

Il sostegno della BERS nella pratica: il caso Meter & Control

Aleksandar Skulić, Presidente del Consiglio esecutivo di Meter & Control d.o.o. Serbia

Un esempio concreto di sostegno al settore privato è stato presentato da Aleksandar Skulić, Presidente del Consiglio esecutivo di Meter & Control d.o.o. Serbia. L’azienda sviluppa soluzioni per la misurazione intelligente dell’energia e Skulić ha spiegato come i programmi sostenuti dalla BERS l’abbiano aiutata a ottenere certificazioni per i propri prodotti, rendendo Meter & Control, secondo Skulić, l’unica azienda sul mercato a possedere tali certificazioni.

Skulić ha evidenziato il cambiamento del quadro normativo nell’UE, dove il Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) e il passaporto digitale del prodotto (Digital Product Passport), insieme al processo di integrazione europea, stanno spingendo i produttori verso prodotti più sostenibili e riciclabili.

Per Meter & Control, soddisfare questi requisiti in continua evoluzione e ottenere le certificazioni pertinenti è particolarmente importante per competere in mercati come quelli dell’UE e della Svizzera, dove il rispetto degli standard tecnici e ambientali può rappresentare una barriera significativa.

L’esperienza dell’azienda ha mostrato come l’assistenza tecnica possa integrare il finanziamento, aiutando le imprese a soddisfare i nuovi requisiti normativi e a rafforzare l’accesso ai mercati internazionali.

Banca Intesa: sostenere i giovani imprenditori

La dimensione del sostegno al settore privato attraverso il Fondo è stata illustrata da Maja Andonov, Responsabile della Divisione Small Business di Banca Intesa, che ha presentato il programma EBRD Youth in Business.

Secondo Andonov, le giovani imprese incontrano spesso difficoltà nell’accesso ai finanziamenti a causa di una storia aziendale limitata e di garanzie insufficienti. Il programma combina finanziamenti con ulteriore sostegno, formazione e opportunità di networking.

Come ha spiegato Andonov, Banca Intesa ha finora messo a disposizione due linee di credito da 15 milioni di euro ciascuna, sostenendo oltre 1.200 giovani imprenditori e idee imprenditoriali, mentre è in preparazione una terza linea. Il programma prevede periodi di rimborso più lunghi, requisiti di garanzia più flessibili e soluzioni bancarie pensate per le imprese più giovani.

Andonov ha sottolineato che sostenere le giovani imprese significa anche sostenere l’occupazione, l’innovazione e la trasformazione digitale. “I giovani clienti di oggi diventano i partner più grandi e più stabili di domani”, ha concluso Andonov.

3 milioni di euro per il Fondo InCE nel 2026: consolidare la cooperazione

Per il 2026, il Fondo InCE ha stanziato 3 milioni di euro, di cui oltre 2,2 milioni per il Technical Cooperation Programme e 550.000 euro per il Know-How Exchange Programme. Le priorità comprendono la connettività, l’energia e la sicurezza energetica, le PMI e la competitività del settore privato, nonché il rafforzamento delle capacità.

Nelle sue conclusioni, Alfredo Maria Durante Mangoni, Coordinatore nazionale InCE presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, ha sottolineato il valore strategico della cooperazione tra Italia, InCE, BERS e istituzioni serbe.

Durante Mangoni ha inoltre evidenziato la portata più ampia dell’evento di quest’anno rispetto alla sua prima edizione, che era incentrata specificamente sul Know-How Exchange Programme. A suo avviso, eventi di questo tipo possono contribuire a rafforzare la cooperazione e la fiducia tra i diversi soggetti coinvolti, mentre il Fondo InCE può fungere da strumento abilitante per lo sviluppo.

Guardando al futuro, Durante Mangoni ha espresso l’auspicio che un evento simile possa essere organizzato a Belgrado anche il prossimo anno, dopo l’edizione del 2027 prevista a Roma, e ha dichiarato che sarebbe lieto di tornare in Serbia per l’occasione.

Gli interventi a Belgrado hanno quindi evidenziato il ruolo del Fondo InCE nel riunire investimenti, assistenza tecnica, scambio di competenze e cooperazione regionale, con particolare attenzione al sostegno allo sviluppo economico della Serbia e alla sua integrazione europea.

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