FMI: in Serbia PIL al 2,5% nel 2016

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha confermato ieri, martedì 4 ottobre, la previsione del tasso di crescita del PIL per il 2016 al 2,5%, come precedentemente annunciato in giugno durante la visita a Belgrado della delegazione del Fondo.

Durante il consueto meeting autunnale tenutosi presso la sede della Banca Mondiale a Washington, il FMI ha pubblicato il World Economic Outlook (WEO), rendendo noti i dati aggiornati delle previsioni economiche a livello globale.

Per il 2017 la previsione di crescita del PIL per la Serbia è stata rivista dal precedente 0,4% al 2,8%. Nella precedente edizione del WEO, pubblicato lo scorso mese di aprile, il tasso di crescita del PIL 2017 della Serbia era stato previsto al 2,3%. Inoltre, secondo il FMI, il tasso di disoccupazione della Serbia si attesterà al 18,6% nel 2016 e al 18,7% nel 2017.

“Ora ci aspettiamo una crescita reale del PIL al 2,5% nel 2016 e l’inflazione all’1,3%”: è quanto ha annunciato James Roaf, responsabile della Missione FMI in Serbia, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a seguito della visita della delegazione del Fondo a Belgrado per discutere la quarta e la quinta revisione nel contesto dell’accordo precauzionale accordo stand-by della Serbia con il FMI. Roaf ha continuato: “la forte crescita nell’ambito del programma economico della Serbia continua. Crescita economica significa rafforzamento sostenuto da investimenti robusti e dall’aumento delle esportazioni nette. L’inflazione è rimasta bassa e stabile, ma al di sotto dell’obiettivo, a causa di prezzi di importazione e dei prodotti alimentari più bassi del previsto. Il deficit corrente esterno è in declino, nel contesto di un robusto volume di esportazioni”.

La missione del FMI, guidata da Roaf, ha avviato i colloqui con i rappresentanti del Governo serbo il 9 giugno, concentrandosi sul bilancio e sulle riforme del settore pubblico e delle imprese pubbliche, sull’adempimento degli obblighi previsti nel quadro del programma nel primo trimestre del 2016, e sulle misure di politica economica da attuare nel prossimo periodo.

Nel febbraio 2015, il FMI e la Serbia hanno firmato un accordo di stand-by precauzionale di tre anni, per un valore totale di 1,2 miliardi di euro. Le tre revisioni precedenti hanno dato esiti positivi, mentre la quarta è stata effettuata nel mese di febbraio, in vista delle elezioni parlamentari: la missione del Fondo ha quindi successivamente deciso di portarla a compimento in seguito alla formazione del nuovo governo.

(Blic, B92, 04.10.2016)

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