FMI: “160.000 posti di lavoro a rischio in Serbia quest’anno”

Secondo l’ultima analisi del Fondo monetario internazionale (FMI) annunciata dopo la quarta revisione dell’accordo con la Serbia, se non verranno attuate misure concrete per alleviare la crisi, quest’anno potrebbero andare persi nel Paese tra i 140.000 e i 160.000 posti di lavoro.

Si sottolinea che diverse misure monetarie e fiscali adottate finora dalle autorità serbe hanno già mitigato l’impatto della crisi: la riduzione dei tassi di interesse, le garanzie statali per i prestiti alle piccole e medie imprese e i prestiti agevolati del Fondo di sviluppo hanno ridotto le spese per gli interessi nel breve termine.

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Tuttavia, si afferma che l’approvazione di nuovi prestiti potrebbe influenzare la capacità delle imprese di pagare gli interessi nel periodo in cui saranno nuovamente normalizzati.

A parte i buoni bilanci delle imprese negli ultimi anni, va tenuto presente che una pandemia potrebbe aumentare la disoccupazione. Nell’analisi, il FMI rileva che da 100.000 a 120.000 lavoratori in Serbia sono impiegati in aziende che hanno problemi con il pagamento degli interessi e con le liquidità.

Particolarmente sensibili sono i settori dei macchinari e le attrezzature, la vendita al dettaglio, all’ingrosso, i trasporti e la ristorazione.

I debiti rischiosi delle aziende potrebbero anche aumentare di oltre il 40% entro la fine del 2020, se non verranno prese misure per mitigare tale situazione, conclude il rapporto del Fondo.

https://www.danas.rs/ekonomija/mmf-u-srbiji-bi-ove-godine-moglo-da-bude-ugaseno-do-160-000-radnih-mesta/

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