La fine della collaborazione tra Aleksandar Vucic e Ivica Dacic

Si surriscalda sempre di più lo scontro preelettorale tra i progressivi e i socialisti. Il partito di Vucic punta a ottenre un consenso pari alla metà degli aventi diritto.

Dopo quasi tre anni di stretta collaborazione progressivi e socialisti arrivano alle prossime elezioni anticipati quasi come nemici politici e ogni giorno che passa riduce le possibilità che essi possano riformare un governo di coalizione. L’obiettivo dichiarato dei progressivi è quello di ottenere la metà dei voti di chi si recherà alle urne così da procedere alla formazione di un governo monocolore. Negli ambienti vicini al primo ministro si ritiene che i socialisti formerebbero molto facilmente un governo di coalizione con gli altri partiti all’opposizione al fine di escludere l’SNS dalla formazione del prossimo governo. Questa potrebbe anche essere una manovra prelettorale del partito del progresso serbo per mobilitare il suo elettorato ma finisce per condurre alla fine dell’alleanza tra Vucic e Dacic.

Finora aperti oppositori nelle file dei socialisti sono stati Milutin Mrkonjić e Branko Ružić, mentre tra le fila dei progressivi da tempo i vicepresidenti Zorana Mihajlović e Nebojša Stefanović reclamano la conclusione dell’alleanza. Anche il ministro del commercio e viceprimo ministro Rasim Ljajić, leader del partito socialdemocratico di Serbia e candidato nelle liste dell’SNS, ha detto ieri che l’obiettivo elettorale della lista e di formare un governo monocolore SNS.

L’analista politico Dejan Vuk Stanković ritiene che SNS e SPS abbiano un alto grado di fiducia dopo anni di collaborazione: “E’ ovvio che gli attacchi personali vedano un’escalation durante la campagna elettorale perché entrambi i partiti puntano a mobilitare il loro elettorato. Questi attacchi reciproci non escludono una nuova alleanza dopo le elezioni ma possono anche escluderla.La tesi che Dacic possa collaborare con gli altri partiti dell’opposizione per far cadere Vucic sicuramente mobilita l’elettorato dei progressivi ma è un fatto che con Dacic bisogna essere cauti dopo i suoi voltagabbana del 2008 e del 2012”.

(Alo, 08.02.2016)

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