Financial Times: la Serbia registra una crescita costante degli investimenti esteri e del PIL

La Serbia si è ripresa dal forte declino del 2012 ed è diventata un’economia stabile, che registra costantemente una crescita degli investimenti esteri e del prodotto interno lordo, nonché un calo dei livelli di debito pubblico, secondo la rivista “FD Intelligence” del britannico “Financial Times”.

In tre testi tematici e grazie a un’intervista al Ministro delle finanze Sinisa Mali, viene evidenziato il successo delle riforme economiche e fiscali della Serbia. Si sottolinea che il PIL del Paese è cresciuto quasi continuamente dal 2014, raggiungendo il record del 4,4% nel 2018, riferisce “RTS”.

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“Nonostante l’incertezza internazionale e il rallentamento dell’economia in alcune parti dell’UE, la Serbia ha raggiunto una crescita del 4,2% nel 2019, tra i tassi più alti in Europa”, dichiara il Ministro delle finanze serbo Mali.

La Serbia ha registrato una crescita costante degli investimenti esteri diretti per quasi sette anni, raggiungendo un record di 3,5 miliardi di euro nel 2018, pari all’8,2% del PIL.

“Con il rilancio economico e le riforme in corso, l’interesse degli investitori stranieri dominanti per la Serbia sta crescendo”, sottolinea il testo, e gli investimenti stranieri nel 2019 sono aumentati ancora di più rispetto all’anno precedente, fino a 3,8 miliardi di euro.

Il testo ricorda inoltre che la Serbia è stata nominata leader mondiale negli investimenti esteri greenfield per la seconda volta lo scorso anno, rilevando che, secondo i dati del FDiMarkets, 105 singoli progetti di investimento greenfield esteri sono arrivati ​​nel Paese balcanico nel 2018.

“La maggior parte degli investimenti esteri, circa il 70%, proviene ancora dai paesi dell’UE, in particolare Germania, Italia, Paesi Bassi e Austria, che hanno investito molto nella produzione serba, in particolare nei componenti automobilistici”, afferma il testo.

Gli investimenti diretti esteri degli Stati Uniti sono un altro fattore di spicco, mentre i cinesi sono cresciuti in modo significativo negli ultimi anni, rappresentando il 20% degli afflussi di IDE totali in Serbia nel 2018. Lo scorso anno gli investimenti greenfield dalla Cina alla Serbia hanno raggiunto livelli record con 16 progetti per un valore di 625 milioni di dollari, sempre secondo i dati FDiMarkets.

Risultati buoni anche nel mercato del lavoro, in cui il tasso di disoccupazione è sceso al 9,5% l’anno scorso dal 26% circa del 2013, e si sottolinea il successo della Serbia nella gestione del debito pubblico, che, secondo il Ministero delle finanze, è passato dal 77% al 51%.

Il Paese ha un rating del credito BB + con una prospettiva positiva, secondo l’agenzia di rating Standard & Poor’s, e ha registrato notevoli progressi nella “Doing Business List” della Banca mondiale, balzando dalla 93° posizione del 2013 alla 44° posizione del 2019, tra 190 Paesi.

Tra le altre cose, si pone particolare enfasi sullo sviluppo dei servizi IT, settori software e hardware della Serbia, sottolineando che questa è la parte in più rapida crescita nel Paese, le cui esportazioni sono cresciute fortemente dal 2015, superando il miliardo di euro negli ultimi due anni.

Sebbene la Serbia sia un piccolo operatore IT a livello globale e persino europeo, il giornale scrive che questo settore rappresenta ora il 10% del PIL del Paese.

Circa 2.000 aziende IT operano in Serbia, impiegando circa 20.000 persone, secondo i dati della Camera di commercio serba. La Serbia ha sperimentato un livello senza precedenti di investimenti stranieri nel 2019 in questo settore tecnologico con le società statunitensi più attive, tra cui IBM , Schneider Electric, SKF, Adobe, Oracle, Google, HP…

https://www.danas.rs/ekonomija/fajnensel-tajms-srbija-belezi-stalni-rast-stranih-investicija-i-bdp-a/

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