La Ficija-Floyd torna ad emozionare… perché le belle storie non finiscono mai

Il senso ed il valore dello storytelling nel settore dell’automotive: il caso della Serbia e della riscoperta della Ficija Floyd raccontato da Giorgio Andrian, per i lettori di Serbian Monitor. 

Andrian, esperto di heritage nel settore dell’automobilismo, ha profuso il suo impegno, negli ultimi anni, nella scoperta e rivitalizzazione della storia e dell’eredità della Ficija Floyd, conferendo una seconda vita a quella che può essere considerata ormai una leggenda. 

“C’era una volta…”’: è così che cominciano le favole in tutto il mondo, per poi finire con un bel ”e vissero felici e contenti!”. A chi non piacciono le favole? Ma che cosa c’entrano con il motorismo storico e, soprattutto, con il futuro dell’automotive?

Sul ruolo cruciale che l’approccio dello ”storytelling”’ gioca nella comunicazione di impresa esiste ormai un’ampia letteratura, ma, soprattutto, sono moltissimi i casi di successfull stories, e, sorprendentemente, in ogni settore delle attività commerciali.  Se si analizzano poi  alcuni ambiti specifici, come quello del turismo, ecco che questa componente “esperienziale”’ riveste un ruolo fondamentale nel determinare il successo (o decretare il fallimento) di una destinazione.

Ma quali ”storie” possono essere utili nel settore dell’automotive, così legato a prodotti che devono essere tecnologicamente il più innovativi possibili per instillare un forte desiderio all’acquisto da parte del cliente? Eppure basta dare un’occhiata al display di un’edicola, nel settore ”auto e moto”’, per rendersi conto come, in molti paesi (l’Italia in primis), sono più numerose le testate del settore ”storico” che di quello moderno. E basta sfogliarne una per rendersi conto che sono piene di storie: storie di auto (e moto) particolari, di personaggi (qualcuno ancora vivo) che nel passato hanno fatto sognare con le loro gesta sportive e che ancora sono fonte di ispirazione!

Risiede proprio qui il “segreto” dell’heritage: la capacità di essere fonte di ispirazione per il presente e, possibilmente, per il futuro.  Si tratta, ovviamente, di una caratteristica non comune: ecco perché, ad esempio, solo alcuni modelli di veicoli sono stati ”reinterpretati” con successo. La FIAT 500, il ‘Maggiolino’, la ‘Mini’ la ‘Vespa’, solo per citare i casi più noti. Le rispettive versioni moderne sono delle vetture all’avanguardia in tutti i sensi, ma hanno la straordinaria capacità di ‘”evocare”’ i loro gloriosi predecessori e, quindi, di tornare a far sognare, oggi come allora, chi le acquista.

E la Serbia come si colloca in questo quadro?

Sembra che l’eredità della casa costruttrice di automobili che ha caratterizzato la storia motoristica della Jugoslavia nel recente passato non funzioni adesso in questo senso. Il ”ritorno” della FIAT a Kragujevac ha introdotto sul mercato la ‘Punto’, prima, e la 500 L, adesso, “proudly made in Serbia”’, ma senza alcun legame ”sentimentale” con le vetture prodotte per anni dagli stabilimenti della Zastava Automobili.

Eppure, mi è recentemente capitato di fare l’esperienza diretta della straordinaria portata di una parte di quella gloriosa storia. Perché dopo aver visto, nel 2003, quando sono arrivato per la prima volta a Belgrado, il film ‘Nacionalna Klasa’, mi sono infatuato di quella storia, dell’energia che scaturisce da ogni scena di quella pellicola e, soprattutto, della ‘ficija’ gialla e nera guidata fino al traguardo da Dragan Nikolic, Floyd. E subito ho cercato di sapere se esistesse una copia di quell’auto, magari in qualche museo della Zastava.

Rimasi colpito dal fatto che, per quanto la ‘Ficija’ fosse ancora molto popolare nell’immaginario collettivo di tutti i paesi dell’ex-Jugoslavia, nessuno avesse, non solo pensato di farne una replica, ma, soprattutto, fosse riuscito a realizzare un museo (o almeno una sezione) dedicata al glorioso marchio jugoslavo: da Skopje a Ljubliana, nista! A quel punto, alla prima occasione che mi è capitata, ho acquistato una ‘ficija’ del periodo del film e l’ho messa nelle mani di un sapiente artigiano,che, in quegli anni, aveva corso più volte (con ottimi risultati) la ”Nacionalna Klasa”, chiedendogli di ‘rifarla’ come si usava allora. Il risultato è stato ‘esplosivo’: avevo dato una seconda vita ad una leggenda!

Il resto è cronaca di questi ultimi due anni, in cui mi sono divertito a portarla in giro per l’Europa per vedere l’effetto che fa.. fiere, raduni, rally e feste: la ‘Ficija Floyd’ (così unanimemente ribattezzata) sta spopolando. Da una parte dell’Europa perché non c’è nessuno che non abbia visto (e rivisto) il film e, dall’altra perché è una storia (quella della Jugoslavia) poco conosciuta, e, raccontata dalla prospettiva del volante di una ‘macchinetta da corsa’, assume tutto un altro sapore.

Et voilà, les jeux son fait: funziona, è divertente e contribuisce a generare nuove forme di occupazione: oltre al meccanico che l’ha creata, e a quello che la tiene in forma, il video maker che mi segue nella produzione del materiale per alimentare il sito assieme al web designer. e tutti giovani serbi! Il ”segreto”? Una in-sana dose di curiosità per la ricerca e la riproposizione delle ‘”belle storie che non finiscono mai”’!

È solo un esempio di quanto ci sia da fare anche in Serbia per riscoprire e riproporre storie interessanti del passato, senza il retrogusto amaro della nostalgjia, che non aiuta molto, ma con il sano ed intelligente desiderio di dar vita ad un presente e un futuro molto più belli ed interessanti di quello che possono sembrare!

Un primo appuntamento è alla Fiera Internazionale dell’Automobile di Belgrado, in programma dal 24 marzo al 2 aprile di quest’anno, dove contribuirò a dimostrare come investire nell’heritage sia il miglior modo per garantire un futuro ad un settore in continua crescita che offre un sacco di lavori interessanti per chi ha i capelli bianchi, ma anche, e soprattutto, per chi li ha ancora sparati a ciuffo!

Giorgio Andrian*

P.S. Continuerò a portare la Ficija Floyd in giro per l’Europa e con lei le belle storie dei tempi e dei luoghi in cui è nata. Ho deciso di dedicarla alla memoria di tre persone che non ci sono più, ma che maggiormente mi hanno ispirato in questa avventura: il genio di Nikola Tesla, il talento di Dragan Nikolic e la passione per la meccanica di mio padre.

 

*Giorgio Andrian è geografo ed esperto Unesco. 

Un piccolo favore

Dal 2013 il Serbian Monitor offre gratuitamente ai suoi lettori una selezione accurata delle notizie sulla Repubblica di Serbia, un impegno quotidiano che nasce dal genuino desiderio di offrire un'informazione senza distorsioni su un paese troppo spesso vittima di pregiudizi e superficialità. Da novembre 2016 questo servizio viene proposto in inglese e in italiano, con sempre più articoli originali per offrire un quadro completo sull'economia, la politica, la cultura e la società del paese balcanico. Il nostro archivio è completamente gratuito, a disposizione di chiunque voglia conoscere il paese, studiarne specifici aspetti o esserne costantemente aggiornato. Questo progetto potrà proseguire solo grazie all'aiuto dei lettori, cui chiediamo un piccolo sostegno economico per continuare a garantire un'informazione sempre più ricca di contributi originali. Se apprezzate il nostro lavoro vi invitiamo a cliccare il tasto qui sotto

This post is also available in: English

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top
Altro... industria automobilistica
Continental apre un nuovo stabilimento a Subotica

Restano invalicabili i confini della UEE per la FCA Serbia

Chiudi