Fiat e Air Serbia: minimo il contributo al bilancio dello Stato

Da molti anni, il governo serbo accorda sovvenzioni agli investitori stranieri, e, ugualmente da molti anni, gli esperti di economia dubitano del loro effetto. A giudicare da quante tasse versano gli investitori stranieri, contribuendo quindi al bilancio dello Stato, sembra che gli economisti avessero ragione di dubitare.

L’esperto di economia Dragovan Milicevic ha esaminato le dichiarazioni dei flussi finanziari di alcune delle più grandi società serbe ed è giunto ad un’interessante conclusione: i maggiori progetti statali, come Fiat e Air Serbia, contribuiscono al minimo al bilancio serbo nonostante il governo fornisca loro ingenti sovvenzioni.

Secondo i bilanci del 2015 (quelli per il 2016 non sono ancora stati rivelati), Fiat, la quarta più grande società in Serbia per reddito d’impresa, ha contribuito con 173,7 milioni di dinari al bilancio serbo (includendo nella cifra IVA, accise, tasse di compensazione e altre tasse statali). Fiat ha anche versato zero dinari per l’imposta sul reddito. L’importo indicato rappresenta solo lo 0,12% del fatturato aziendale.

La seconda grande compagnia finanziata da Stati Uniti, Air Serbia, ha versato 90 milioni di dinari al bilancio serbo nel 2015, di cui 12,8 milioni di dinari per l’imposta sul reddito, che rappresenta lo 0,27% del fatturato aziendale di quell’anno. Air Serbia e Fiat hanno quindi rispettivamente contribuito per lo 0,01% e 0,02% alle entrate fiscali dello Stato.

Uno degli argomenti principali del governo serbo per giustificare le sovvenzioni concesse agli investitori stranieri è rappresentato dall’idea che i soldi investiti per questo tornino al bilancio statale attraverso il pagamento di contributi fiscali. I casi delle due società di cui sopra confutano questa tesi.

“Le aziende cui lo Stato ha concesso le sovvenzioni più consistenti contribuiscono al minimo al bilancio statale. Inoltre, nessuno sa quanto lo Stato abbia dato a Fiat. Indipendentemente da ciò, non ne è stato guadagnato nulla. Considerando che lo Stato effettivamente paga i contributi di stipendio per i dipendenti Fiat, l’intera situazione sembra peggiore”, aggiunge Milicevic.

Un professore della Facoltà di Economia di Belgrado, Ljubodrag Savic, afferma che un altro problema è che il governo abbia nascosto i contratti con queste società al grande pubblico.

“Ho cercato di scoprire l’importo delle sovvenzioni che Fiat ha ricevuto dallo Stato e non sono riuscito a trovare i dati ufficiali. Ovviamente, l’accordo con Fiat non ha molto effetto sul bilancio statale, a parte l’azienda, che contribuisce a migliorare i dati statistici sulla produzione industriale e sull’esportazione. Per quanto ne so, lo Stato ha dato a Fiat oltre 300.000 metri quadrati di spazio di produzione. Inoltre, questa società è esente dal pagamento di imposte e contributi. Il Primo Ministro ha già menzionato qualcosa sull’IVA da importazione, ma la Fiat esporta la maggior parte dei suoi prodotti, quindi ha diritto al rimborso IVA”.

Savic sostiene che se la stessa quantità di denaro fosse investita nell’industria alimentare nazionale, gli effetti sarebbe migliori. Nel settore alimentare, oltre l’80% dell’input è domestico, e tutte le catene di imprese e il bilancio dello Stato beneficerebbero di questo. E non sarebbe necessaria alcuna sovvenzione.

(Danas, 13.05.2017)

http://www.danas.rs/ekonomija.4.html?news_id=345712&title=Od+Fijata+i+Er+Srbije+u+bud%C5%BEet+samo+%26quot%3bmrvice%26quot%3b#sthash. GSgEBHME.dpuf

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