Festival Terra Madre Serbia, i piccoli agricoltori tipici protagonisti dello sviluppo locale

Il 30 e il 31 ottobre, il primo festival Terra Madre Serbia offrirà la possibilità di conoscere molti prodotti alimentari tipici serbi e riflettere sul loro potenziale per lo sviluppo economico locale del paese.

Il mondo rurale, quello fatto da piccoli agricoltori e di produzioni tipiche, in Serbia è più radicato e presente che altrove, ma stenta a essere riconosciuto dall’opinione pubblica come dai cittadini come un elemento qualificante dello sviluppo economico e spesso viene considerato come un elemento residuale del passato, quasi un indizio dei ritardi che ha accumulato il paese.

In realtà ci sono sempre più iniziative di persone e associazioni consapevoli del potenziale non solo sociale e culturale, ma economico della tutela delle tradizioni alimentari. Tra i risultati di una storia specifica, sia delle lontane scelte di politica agricola della Jugoslavia titina sia degli anni più recenti di embarghi e di lenta transizione, vi è anche la conservazione di tipicità territoriali, produzioni alimentari e tradizioni gastronomiche che in altre parti dell’Europa orientale sono state più facilmente erose dai processi di globalizzazione degli ultimi venti anni.

Il processo di integrazione europea cui è avviato il paese rappresenta pertanto un rischio e una duplice opportunità: da una parte il rispetto pedissequo dei principi di sicurezza alimentare europea potrebbe far scomparire decine di prodotti e produttori che oggi conservano alcune tradizioni uniche ma in un ambito sostanzialmente deregolamentato, dall’altra prodotti tipici sicuri e certificati possono essere un elemento di rilancio per alcuni territori oggi marginali o fortemente depopolati e contribuire a un export alimentare certamente di nicchia ma molto qualificante anche per l’immagine internazionale del paese.

Per indirizzare positivamente la crescita non solo economica, ma anche sociale e culturale di molti territori oggi marginalizzati è importante che la Serbia si doti di una strategia di sviluppo rurale che sostenga i piccoli agricoltori, allevatori e produttori di prodotti e razze tipiche in un percorso che sappia regolarizzare molte produzioni tipiche, garantire loro una tutela e una promozione nel paese come all’estero e sviluppare strategie integrate di promozione dei territori dove questa biodiversità unica in Europa è più concentrata.Si tratta dunque di aprire una riflessione pubblica sulle potenzialità che i piccoslow foodli produttori agricolti rappresentano per il paese sotto vari punti di vista ed è questo il tema del primo festival “Terra Madre Serbia”, organizzato da Slow Food Serbia con il patrocinio del comune di Novi Sad e dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado, che quest’anno ha come titolo “I piccoli produttori agricoli come guardiani della biodiversità e fattori di sviluppo economico locale”. Il festival si divide in due momenti: venerdì 30 ottobre a Novi Sad presso il palazzo comunale, si terrà una conferenza dal tema “Tutela e sicurezza dei prodotti alimentari tipici in Serbia nel percorso di integrazione europea”, mentre sabato 31 a Futog sarà aperta tutto il giorno la mostra-mercato che presenterà 35 prodotti alimentari tipici, alcuni conosciuti e rinomati come il leskovacki ajvar o il formaggio di Sjenica, altri rari e tipici di pochi villaggi o paesi come il succo di frutta Sita della zona di Prijepolje, il formaggio Urda dei Monti Balcani o il dolce Listara, prodotto solo dalle donne del villaggio di Stapar, nei pressi di Sombor. La selezione è frutto di un processo di ricerca e mappatura sul territorio promosso all’interno del progetto europeo Essedra e coordinato dai ricercatori dell’Istituto per le tecnologie alimentari dell’Università di Novi Sad.

Per gli stranieri residenti in Serbia partecipare alla fiera Terra Madre di Futog (organizzata in contemporanea con la sagra del rinomato cavolo locale) sarà non solo una piacevole escursione gastronomica, ma anche un’occasione per conoscere personaggi e prodotti che difficilmente si possono incontrare nella capitale e che offrono la possibilità di uno sguardo diverso, prismatico e originale, sul paese, i suoi territori, il suo possibile futuro.

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