Essere giovani artisti oggi in Serbia

Una cosa che colpisce della scena culturale in Serbia è la mancanza di mostre d’arte d’una certa rilevanza. E questo colpisce ancora di più se si tiene in conto che altre forme darte, come la musica, la danza, la cinematografia, il teatro, vengono promosse attraverso numerose manifestazioni di livello internazionale Inoltre i due musei più importanti di Belgrado il Museo nazionale e il Museo d’arte contemporanea sono chiusi al pubblico da decenni per mancanza di fondi destinati ai restauri. Di tanto in tanto vi sono organizzate alcune mostre di dimensioni e valore veramente modesti.

Ci siamo dunque chiesti come vivono i protagonisti di questo settore artistico così trascurato, concentrandoci sui giovani artisti emergenti, che rappresentano il futuro delle arti visive in Serbia.

Il Serbian Monitor ha incontrato tre artisti emergenti, Bojana Lukic artista visuale, Aleksandrija Ajdukovic, fotografa concettuale e Nikola Velicki, incisore. Abbiamo cercato di analizzare insieme a loro gli elementi cruciali per lo sviluppo delle loro attività artistiche, ovvero le occasioni di incontro con il pubblico, le opportunità di accesso al mercato e la situazione di finanziamenti pubblici e privati.

Bojana: Io vorrei come introduzione, innanzitutto, sottolineare che il fatto che in Serbia non arrivino grandi mostre d’arte (classica, moderna, contemporanea) rappresenta un grosso problema per gli artisti emergenti che si ritrovano a vivere una realtà molto chiusa rivolta solo verso la scena nazionale. Questo è veramente un peccato, considerando che, quando la Serbia faceva parte della Jugoslavia, avevamo degli artisti noti a livello internazionale, tutta l’avanguardia dell’ex Jugoslavia era molto bene posizionata sulla scena artistica mondiale. Dobbiamo anche tenere in conto il fatto che a causa della forte crisi economica per la maggior parte dei serbi le possibilità di viaggiare sono veramente limitate, quindi anche noi artisti siamo già fortunati se riusciamo ad andare una volta all’anno a vedere una mostra all’estero, e entro i confini nazionali, come abbiamo detto, non viene offerto praticamente nulla.

Little House of Nostalgia, 2010,3cmx3cmx4cmLITTLE HOUSE OF NOSTALGIA, Bojana Lukic

 Le occasioni d’incontro con il pubblico contribuiscono in larga parte alla realizzazione di un’opera e al suo successo. Quali sono i luoghi, pubblici e privati, preposti alla diffusione delle opere d’arte realizzate, e quali le possibilità di un artista emergente di accedervi?

Nikola: Credo che la situazione sia simile a quella degli altri paesi europei. Ancora durante gli studi, i giovani artisti hanno la possibilità di presentarsi piano piano al pubblico tramite le mostre collettive, esistono tanti concorsi per gli studenti di incisione, ai quali possono partecipare gli studenti degli ultimi anni. Esistono anche istituzioni che si occupano di giovani, come i centri culturali studenteschi e le organizzazioni No profit. A parte questi ci sono delle reti sociali che personalmente ritengo le più efficaci per la promozione degli artisti emergenti.

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NE GALAMI, Nikola Velicki

A quali soggetti si può rivolgere un artista emergente per far conoscere il proprio lavoro? A galleristi, critici, professori e docenti delle accademie, a colleghi già affermati…..?

Nikola: Nella risposta alla domanda precedente ho anche parzialmente risposto a questo. Certamente i giovani artisti si possono rivolgere ai propri professori, e credo anche che ciascun professore sia disposto a vuole indirizzare i propri studenti quando riconosce il valore artistico del loro lavoro. Penso anche che i giovani non debbano aspettare che qualcuno trovi loro il lavoro e che li spinga sulla scena artistica, ma si debbano impegnare a sfruttare qualsiasi opportunità che gli si offre.

In molti paesi i giovani artisti si organizzano in iniziative autogestite come mostre itineranti, oppure trasformando vecchi edifici in disuso in spazi espositivi. Ci sono iniziative analoghe in Serbia? 

Nikola: Esistono. Certo non sono così frequenti come nei paesi più sviluppati, però i giovani sono informati sugli eventi all’estero, sia tramite internet, sia tramite le esperienze personali fatte durante i viaggi.

Nikola Velicki

Dal momento che l’evento artistico non è tale solo come prodotto dell’artista ma anche in quanto fruito dal suo pubblico, come definiresti nella Serbia di oggi il rapporto del pubblico nei confronti dell’arte?

Bojana: Secondo me, il pubblico dell’arte contemporanea da noi è limitato alla gente del mestiere. Non ho l’impressione che le gallerie d’arte siano frequentate da un vasto pubblico. Ma la stessa cosa capitava anche in certa misura a Milano. Le grande mostre organizzate per esempio dai musei d’arte moderna o al Palazzo Reale sono aperte a tutti e il pubblico le frequenta, ma le piccole gallerie sono sempre visitate da persone che hanno uno stretto legame con l’arte.

Nella nostra società l’artista ha dovuto trasformare il proprio ruolo e diventare anche promotore delle proprie opere d’arte. Come sono le relazioni dei giovani artisti con coloro che dovrebbero occuparsi dell’intermediazione tra l’artista e il mercato? A quali canali di diffusione sul mercato ha accesso un artista emergente nella Serbia di oggi?

Bojana: Purtroppo il mercato d’arte in Serbia praticamente non esiste. La maggior parte delle gallerie sono pubbliche alle quali si accede tramite i concorsi, e le gallerie private sono in minoranza e di solito si occupano di arte più tradizionale (soprattutto pittura) e molto meno di tutti gli altri generi di arte contemporanea (fotografia, istallazioni, video arte etc.). La figura del gallerista che compra e vende le opere d’arte praticamente non esiste. Anche partecipare i concorsi non porta nessun guadagno agli artisti. Con la crisi economica sono stati tagliati quei pochi compensi che l’artista poteva chiedere alla città come provvigione, perciò l’artista di solito fa arte gratuita (soprattutto se fa arte non commerciale).

Alla fine l’artista investe per realizzare un’opera d’arte (il più delle volte succede anche che alla fine della mostra il gallerista chieda che gli venga lasciata un’opera della collezione), e se non riesce a venderla, che è lo scenario più comune, non riceve nessuna ricompensa. Mentre tutti gli altri che hanno partecipato alla realizzazione della mostra, come il curatore, chi ha disegnato il catalogo, ecc, ricevono i loro compensi. E questo è assurdo.

Fare arte è per ciascun artista una necessità interiore e ovviamente dovrebbe con essa potersi assicurare un livello di vita decente, ma in Serbia la maggior parte degli artisti deve trascurare la propria vocazione e arrangiarsi facendo altri lavori.

Come è l’accesso di un giovane artista serbo alla diffusione delle proprie opere fuori dal mercato nazionale?

Bojana: Entrare sul mercato internazionale è ancora più difficile, perché spesso il posizionamento sulla scena internazionale richiede dei rapporti personali. Una possibilità potrebbero essere i siti internazionali dove si possono presentare i propri lavori e a volte anche vendere qualche lavoro o le organizzazioni No profit che comunque riescono presentarsi o uscire sul palcoscenico internazionale più facilmente, ma in generale è molto difficile. Io essendomi laureata all’Accademia di belle arti di Brera, e anche dopo aver vissuto una decina d’anni a Milano e avendo fatto mostre in Italia, una volta tornata a Belgrado ho avuto molta difficoltà a esporre di nuovo in Italia. Poco tempo fa mi avevano contattato dei giovani curatori di Milano per una mostra collettiva perché avevano trovato il mio portfolio nell’archivio di una galleria milanese, e quando gli ho scritto che non abitavo più a Milano mi hanno ringraziato e non abbiamo collaborato. Immagino che il motivo sia legato ai costi, che aumentano considerevolmente per i paesi che non sono nell’Unione europea.

Quanto le nuove tecnologie influiscono sulla diffusione delle opere artistiche?

Bojana: Le nuove tecnologie offrono sicuramente maggiore visibilità, ma hanno anche l’aspetto negativo che le opere si possono copiare più facilmente. I siti personali e le pagine facebook sono sicuramente l’occasione giusta per promuovere il proprio lavoro e ci sono tanti artisti che li sfruttano. Ci sono anche molti siti che offrono informazioni sull’arte come http://www.supervizuelna.com/

Come descriveresti la situazione per quanto riguarda le sovvenzioni pubbliche e l’accesso alle stesse?

Aleksandrija: Le sovvenzioni pubbliche dovrebbero essere distribuite tramite l’acquisto da parte delle istituzioni statali di opere d’arte, ma diciamo chiaramente che in pratica non esistono. L’anno scorso, per esempio, per la prima volta dopo 7 anni di assenza totale di concorsi, è stato organizzato l’acquisto di opere d’arte, in modo tale che ogni artista poteva trovare un’istituzione pubblica che fosse interessata all’acquisto di una sua opera che sarebbe poi stata finanziata con i soldi statali. Dunque l’artista e l’ente pubblico interessato hanno partecipato insieme al concorso pubblico lanciato dal Ministero della cultura, e la giuria, appositamente designata, ha scelto artisti e opere che sarebbero stati sovvenzionati dal Ministero. È vero che la maggior parte degli artisti sono riusciti poi a ottenere il pagamento della loro opera, ma ci sono alcuni che sono ancora in attesa del pagamento e questo dovuto a lentezze amministrative, a scarse abilità organizzative del personale che lavora nelle istituzioni culturali e anche a cambiamenti politici.

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IBARSKA MAGISTRALA, Aleksandrija Ajdukovic

Quale è oggi la situazione del mecenatismo privato?

Aleksandrija: Esistono alcune persone che comprano opere per le loro collezioni private. Alcuni sono persone che si occupano di tutt’altro e acquistano opere per il piacere personale, ma ci sono anche persone che sono dei collezionisti professionisti come ad esempio Vladimir Macura. Lui ha aperto un museo privato sulle rive del Danubio, in paesino vicino a Belgrado che si chiama Novi Banovci, dove ogni tanto organizza mostre, performance e simili iniziative. A parte lui sono attivi Filip Cepter, Milan Beko e altri

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MAGIJA IZ ORLANDA, Aleksandrija Ajdukovic

Bojana: Vorrei anche aggiungere che qualche anno fa la compagnia telefonica Telenor ha cominciato una collezione privata e ha allestito una mostra che ha girato varie città in Serbia e poi hanno distribuito i lavori tra i loro uffici. Trovo molto positivo che le opere d’arte si trovino negli spazi pubblici. In questo modo l’arte contemporanea può raggiungere anche la gente comune e non solo gli appassionati d’arte.

Esiste in Serbia un ente, come l’italiano E.N.A.P.P.S.M.S.A.D. (Ente Nazionale di Assistenza e Previdenza per i Pittori e gli Scultori, i Musicisti, gli Scultori e gli Autori Drammatici), preposto a supportare e seguire l’evoluzione dell’artista, organizzando e sovvenzionando eventi e promozioni? Se si, come funziona? Cosa offre?

Aleksandrija: In Serbia esiste la ULUS, l’Associazione degli artisti Serbi che è un’associazione che offre diversi servizi agli artisti che suddivisi in sezioni, pittura, scultura, incisione, ecc. E già solo questo rispecchia quanto siamo indietro, perché spesso l’arte contemporanea mescola mezzi espressivi diversi nelle sue opera.

Un problema è che l’Associazione non offre nessun aiuto agli artisti per poter partecipare a mostre all’estero, sia dal punto di vista finanziario che di supporto burocratico.

Un’opportunità da non sottovalutare che offre questa associazione è di poter regolare i contributi pensionistici e i contributi per l’assistenza sanitaria pubblica.

Bojana: Sì, anche se i contributi che vengono pagati agli artisti sono nella fascia minima, equiparati a quelli delle persone senza titoli di studio, anche se tra di noi ci sono persone che hanno completato dottorati o ha studiato all’estero.

SEWN WORDS, Bojana Lukic

SEWN WORDS, Bojana Lukic

Bojana Lukić, si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Membro della associazione degli artisti serbi ULUS. Ha partecipato come artist resident alla Kulturnokontakt di Vienna e a un workshop organizzato dalla galleria “Via Farini” di Milano. Ha partecipato con i suoi lavori ad alcune mostre in Italia, Serbia e altri paesi. Lavora come insegnante di pittura e disegno alla scuola Art studio Mali Monmartre, di Belgrado (www.mali-monmartr.edu.rs).Organizza laboratori creativi per adulti e bambini.

Sito personale: www.bojanalukicartist.com, fb: Lovemade official

Aleksandrija Ajdukovic, si è Laureata all’Accademia d’arte “BK” di Belgrado. Membro della Associazione degli artisti Serbi ULUS. Ha completato un master presso l’Accademia d’Arte di Novi Sad. Studente ospite di Post Conceptual Artist Practices all’Accademia di Vienna nella classe di Marina Grzinic. Attualmente sta frequentando il dottorato presso la Facoltà di Arti Drammatiche di Belgrado, con specializzazione in teoria del film, cultura e media. Lavora come fotografa e operatrice di riprese.

Sito personale: http:/aleksandrijaajdukovic.com/

Informazioni su Aleksandrija: Vice Italy http://www.vice.com/it/read/intervista-fotografa-serba-selfie-scena-del-crimine-341

Nikola Velicki, si è lauretao all’Accademia di Belle Arti di Belgrado. Membro della associazione degli artisti serbi ULUS. Attualmente sta completando il dottorato all’Accademia di Belgrado in incisione. Ha vinto due premi nazionali per con le sue opere. Ha partecipato a 12 mostre personali e oltre 50 collettive in Serbia e all’estero. Lavora come assistente all’ Accademia di Belle Arti Belgrado, indirizzo incisioni.

Facebook: Artgallery by Nikola Velicki

Intervista a cura di Elena Grammatica

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