Le esportazioni serbe crescono nel primo trimestre, trainate dalla Fiat Grande Panda

L’interscambio commerciale della Serbia è aumentato del 3,3 per cento, superando i 19 miliardi di euro rispetto al primo trimestre dello scorso anno, con un deficit significativamente ridotto, soprattutto grazie al minore import di energia. Nello stesso periodo, le esportazioni sono cresciute del 7,1 per cento ed è stato registrato un surplus commerciale con l’Italia, per la prima volta dopo molto tempo, principalmente grazie all’export di automobili, mentre quello con la Germania, principale partner commerciale della Serbia, è aumentato.

Le esportazioni sono salite a 8,713 miliardi di euro, mentre le importazioni sono aumentate lievemente dello 0,3 per cento, raggiungendo i 10,314 miliardi di euro. Il deficit si è ridotto del 25,4 per cento, ovvero di 547 milioni di euro rispetto al primo trimestre dello scorso anno, attestandosi a 1,601 miliardi di euro, secondo quanto riportato nel numero di maggio delle Analisi e tendenze macroeconomiche (MAT).

La Serbia ha aumentato sensibilmente il surplus commerciale con la Germania, che nei primi tre mesi di quest’anno è cresciuto del 12,9 per cento, raggiungendo i 92 milioni di euro. È stato registrato un surplus anche negli scambi con l’Italia pari a 85,3 milioni di euro, mentre nello stesso periodo dello scorso anno era stato registrato un deficit di 233,4 milioni di euro.

Tradizionalmente, la Serbia registra il maggiore surplus commerciale con i Paesi della regione, ma nei primi tre mesi del 2026 tale surplus si è leggermente ridotto con la Macedonia del Nord del 10,4 per cento e con il Montenegro del 5,7 per cento.

Top cinque Paesi per valore delle esportazioni dalla Serbia

Dati per il 2025, valori preliminari espressi in migliaia di dollari

Fonte: Istituto Nazionale della Statistica

Nel primo trimestre di quest’anno è aumentato il tasso di copertura delle importazioni con le esportazioni: l’export ha coperto circa l’84,5 per cento delle importazioni, contro il 79,1 per cento registrato un anno prima.

“L’analisi delle tendenze mostra che dall’estate del 2023 il valore delle esportazioni di merci è in costante crescita, con un aumento medio mensile di circa 23 milioni di euro. Nel primo trimestre del 2026 tale crescita è stata significativamente più elevata, attestandosi a circa 61 milioni di euro al mese”, si legge nel rapporto.

I veicoli rappresentano il 15,6 per cento delle esportazioni

Alla crescita delle esportazioni di merci ha contribuito soprattutto l’industria manifatturiera, con una quota dell’87,8 per cento. Il secondo settore per importanza è quello minerario, con una quota del 7,1 per cento e una crescita cumulativa delle esportazioni del 25,4 per cento. D’altra parte, nel primo trimestre di quest’anno sono diminuite le esportazioni di energia elettrica e di prodotti agricoli.

Le esportazioni del settore manifatturiero sono aumentate del 9,1 per cento nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e a marzo hanno registrato una crescita annua del 18,6 per cento. A trainare maggiormente questa crescita, con una quota dell’86,9 per cento, è stato l’aumento delle esportazioni di autoveicoli e rimorchi.

Nel primo trimestre di quest’anno sono stati esportati autoveicoli e rimorchi per un valore di 1,358 miliardi di euro, pari al 15,6 per cento delle esportazioni complessive. I principali mercati di destinazione sono stati l’Italia e la Germania.

Nel numero di maggio del MAT si sottolinea che alla crescita della produzione in questo settore ha contribuito l’avvio della produzione del modello elettrico Fiat Grande Panda nello stabilimento FCA Srbija di Kragujevac all’inizio dello scorso anno. La produzione del settore registra sia una crescita corrente sia una crescita su base annua: nel marzo 2026 l’aumento è stato del 52,7 per cento e il livello attuale della produzione è significativamente superiore rispetto all’anno precedente, aggiunge il rapporto.

Oltre agli autoveicoli e ai rimorchi, alle esportazioni hanno contribuito anche il settore dei metalli di base, i prodotti in gomma e plastica, i prodotti alimentari e le apparecchiature elettriche. Al contrario, è stato registrato un calo delle esportazioni di altri mezzi di trasporto, prodotti del tabacco, coke e derivati del petrolio, nonché pelle e prodotti in pelle. Le esportazioni di coke e derivati del petrolio sono diminuite di 20,2 milioni di euro, pari al 20 per cento.

Allo stesso tempo, la Serbia ha importato meno energia rispetto al primo trimestre dello scorso anno, contribuendo in modo significativo alla riduzione del deficit all’inizio dell’anno. La quota dell’energia sul totale delle importazioni è stata dell’11,4 per cento, ma le importazioni energetiche sono diminuite del 19,7 per cento, ossia di 287,7 milioni di euro.

Per quanto riguarda l’export e l’import di servizi, nel nuovo numero del MAT sono stati pubblicati i dati relativi a gennaio e febbraio. Il surplus derivante dal commercio internazionale di servizi è stato pari a 546,6 milioni di euro, con un aumento di 8,5 milioni di euro, ovvero dell’1,6 per cento. Al saldo positivo del commercio dei servizi hanno contribuito soprattutto le esportazioni di servizi di telecomunicazione, informatici e di informazione, che nei primi due mesi dell’anno hanno raggiunto i 713,4 milioni di euro, con una crescita dello 0,6 per cento, pari a quattro milioni di euro.

I principali partner commerciali della Serbia restano i Paesi dell’Unione europea, con una quota del 59,2 per cento dell’interscambio totale. La Germania è il principale partner con una quota del 13,2 per cento, mentre l’Italia si trova al terzo posto con il 7,9 per cento. La quota della Germania nell’interscambio commerciale non è cambiata in misura significativa, mentre quella dell’Italia è aumentata rispetto al sei per cento dello scorso anno.

Top cinque Paesi per valore delle importazioni in Serbia

Dati per il 2025, valori preliminari espressi in migliaia di dollari

Fonte: Istituto Nazionale della Statistica

La Cina è il secondo partner commerciale della Serbia con una quota dell’11,4 per cento, mentre all’inizio dello scorso anno la sua quota era del 10,7 per cento.

La quota degli Stati Uniti nell’interscambio commerciale è scesa dal 2,2 all’1,5 per cento, il che, secondo quanto riportato, è probabilmente una conseguenza della politica tariffaria aggressiva di quel Paese.

(Bloomberg Adria, 11.05.2026)
https://rs.bloombergadria.com/ekonomija/srbija/103855/srpski-izvoz-porastao-u-prvom-kvartalu/news

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