Esportazione di carne drammaticamente in calo

Anno dopo anno la Serbia esporta sempre meno carne. Intorno alla metà degli anni 1980, la Serbia esportava quasi 20.000 tonnellate di “baby-beef” ogni anno, mentre oggi il quantitativo appare ridotto di 20 volte.

Nel 2016, invece, sono state esportate solo 1.130 tonnellate di manzo, di cui 450 verso i paesi dell’UE e il resto nei paesi CEFTA, per un valore pari a $ 4,5 milioni di dollari. L’anno precedente l’andamento non è stato comunque migliore rispetto a questo risultato, considerando le 1.350 tonnellate di carne bovina esportata per un valore totale di 5,8 milioni di dollari.

Secondo Nenad Budimovic della Camera di commercio della Serbia bisognerebbe concentrare più energie e risorse nell’esportazione di un maggiore quantitativo di carne di manzo: “la Serbia non dispone nè di un prezzo di mercato competitivo nè di un sufficiente numero di capi di bestiame da ingrasso. Dovremmo concentrarci sulla produzione di carne “baby-beef” cioè di carne di qualità che non deve essere congelata e per questo può avere un prezzo elevato. Dall’inizio di quest’anno, abbiamo importato in tutto 790 tonnellate di carne bovina dall’UE, per un valore di 3,4 milioni di dollari. L’anno scorso, l’importazione era stata pari a 1.370 tonnellate”.

I dati raccolti dalla Camera di Commercio della Serbia dimostrano che, nel solo 2015, la Serbia ha importato 20.100 tonnellate di carne di maiale (46,6 milioni di dollari), per lo più da Spagna, Ungheria e Germania. Lo stesso anno, sono state esportate 12.000 tonnellate di carne di maiale per un valore di 27700000 dollari, destinate ai mercati di Russia, Macedonia e Montenegro.

“L’importazione di carne di maiale subirà un calo quest’anno perché il nostro prezzo equivale a quello applicato nei paesi dell’UE quindi le nostre aziende non devono pagare costi aggiuntivi di sdoganamento e di trasporto. L’anno scorso, abbiamo importato 11.850 tonnellate di pollame dalla Bosnia e Erzegovina, Polonia e Francia ed esportato solo 6.000 tonnellate per lo più in Montenegro e Bosnia-Erzegovina”, spiega Budimovic.

L’importazione di latte e prodotti lattiero-caseari risulta essere caratterizzata dalle stesse quantità e dagli stessi prezzi rispetto allo scorso anno. A causa dell’ ingente surplus, l’UE trasforma il latte fresco il latte in polvere, piazzandone la maggior parte nei mercati di Cina e Sud America. Budimovic ritiene che questa mossa abbia consentito il salvataggio dell’industria lattiero-casearia serba in quanto l’importazione di latte e prodotti lattiero-caseari appare limitata.

(Vecernje Novosti, 09.11.2016)

http://www.novosti.rs/vesti/naslovna/ekonomija/aktuelno.239.html:634217-PORAZAVAJUCI-PODACI-Izvozimo-snicle-na-gram
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